AgCom dà ragione a Brunetta: Fazio e Annunziata “squilibrati”

Cari Fabio Fazio e Lucia Annunziata, l’AgCom (l’autorità garante per le comunicazioni) vi ha ordinato di riequilibrare le presenze di esponenti del centrodestra a Che tempo che fa e a In ½ ora, a seguito di un esposto del capogruppo PdL alla Camera Renato Brunetta. Per chi fa informazione, con la sicurezza nella propria obiettività che ostentate voi, è un richiamo che brucia.

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Bersaglio Mobile: Mentana, Travaglio e Damilano, tre grandi firme perse nel bla bla di Matteo Renzi

Caro Enrico Mentana, commentando su twitter la puntata di ieri di Bersaglio Mobile (su La7) con ospite Matteo Renzi, ad un certo punto ho fatto la previsione che l’ospite Renzi, di lì a poco, avrebbe provveduto a lanciare la pubblicità. E così è accaduto! No, non sono un mago, ho semplicemente visto come l’ospite Renzi, il politico Renzi, il probabile prossimo Presidente del Consiglio Renzi, ha abilmente preso in mano le redini della tua trasmissione impossessandosene. Dalle ore 21,15 a oltre la mezzanotte tu, Marco Travaglio e Marco Damilano, tre prestigiosi giornalisti, siete stati in balia del politico più chiacchierino del momento. Chi si aspettava un fuoco di fila di domande destabilizzanti è rimasto deluso.

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Il caso kazako e il peso dell’assenza di trasmissioni come Servizio Pubblico e Piazzapulita

Caro Michele Santoro, come vanno le vacanze? Bene? Bravo! Bis! Qui in Italia le cose non vanno altrettanto bene. E’ scoppiato il caso kazako e tu non ci sei. Ci sarebbe tanto bisogno di un puntatone di Servizio Pubblico ma tu non ci sei. Sono andato sul sito ma la home page è tristissima, tutta nera con la scritta: “Arrivederci a settembre. Servizio Pubblico torna a settembre”. Lo so che non puoi andare in onda 12 mesi su 12 e che una grande star della tv deve seguire il flusso delle stagioni televisive e presentarsi come tutte le altre grandi star all’inizio della nuova stagione televisiva quando tornerai a misurarti con gli ascolti e la concorrenza. Capisco che pretendere l’allestimento di una puntata di Servizio Pubblico per il caso kazako può sembrarti una esagerazione ma la tua anima di giornalista sa bene che non lo è.

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Il digitale terrestre ha fatto un’altra vittima tra le tv locali: addio a Super 3, già Tele Roma Europa.

Cara Sonia Ceriola, per tanti anni sei stata il volto simbolo di Super 3 che dal 1 luglio 2013 ha cessato le trasmissioni. Si sta verificando quello che era stato facilmente previsto, ovvero la scomparsa di moltissime emittenti locali a causa del passaggio al digitale terrestre. La situazione è complicatissima perché ci sono di mezzo le disposizioni legate alla legge di stabilità e la vendita delle frequenze televisive agli operatori telefonici. Capirci qualcosa è una impresa e in questa nebulosa non saranno certo i telespettatori ad alzare la voce perché comunque i grandi editori sul digitale terrestre ci sono, ne arrivano degli altri e il pubblico fa presto a dimenticare la piccola emittente locale dove c’era quella ragazza con gli occhiali che cantava la canzoncina della buonanotte ai bambini.

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Borotalco

Caro Bruno Vespa, quando il gabbiano si è impossessato del comignolo papale ho dato per scontato che sarebbe stato lui il protagonista della puntata di Porta a Porta di ieri sera. Invece, anche nella Cappella Sistina avranno saputo che il gabbiano stava catalizzando l’attenzione delle tv e dei social media di tutto il mondo e si sono sbrigati ad eleggere Papa Francesco. Dunque, è svanito il mio sogno di vedere il plastico del tetto della Sistina con il comignolo e il gabbiano imbalsamato sopra e tu con la bacchetta ad indicare tutti i movimenti del gabbiano al fine di interpretarne i segnali giunti dall’alto. Habemus papam e ti è toccato allestire un Porta a Porta Primaserata anziché un normale Porta a Porta in seconda serata. Caro Bruno Vespa, l’immagine di quel gabbiano sul comignolo resterà una delle immagini più significative del Conclave 2013 però non poteva durare un giorno di più.

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Per la nuova La7 c’è solo una strada: ritrovare e rinnovare lo spirito combattivo della vecchia Telemontecarlo

Caro nuovo proprietario di La7 Urbano Cairo, Telecom Italia Media ti ha venduto le emittenti televisive La7 e La7d alla cifra simbolica di 1 milione di euro pur di non continuare a pagarne le perdite di esercizio. Questo vuol dire che a te spetta prima di tutto il compito di risanarne il bilancio e di renderle produttive dando una netta sforbiciata ai costi. Non a caso la tua prima dichiarazione dopo l’ufficializzazione dell’acquisto è stata “Ho preso una patata bollente”. Sembra che per i primi due anni non potrai rivenderla quindi credo che faremo in tempo a vedere anche qualche contenuto frutto della tua linea editoriale. Fino ad oggi sei stato il concessionario pubblicitario di La7 quindi sai un po’ come funziona. Come editore ti sei occupato di giornali però sei cresciuto come manager all’ombra del Biscione Fininvest come assistente di Silvio Berlusconi quando si occupava di televisione in prima persona. Quindi credo che ti occuperai anche dei contenuti e non solo dei contanti.

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Mario Giordano e l’amo di Beppe Grillo a cui gli piace tanto abboccare

Caro direttore di TgCom24 Mario Giordano, l’aspetto più rilevante della campagna elettorale 2013 è che tutti i politici a capo delle coalizioni hanno invaso tutte le trasmissioni radiotelevisive come mai era accaduto prima. Tutti tranne uno: Beppe Grillo. Anzi, no, che dico; Beppe Grillo in tv c’è stato come e forse più di tutti gli altri politici solo che nella forma che ha scelto lui, ovvero, farsi riprendere mentre fa i monologhi comici ai comizi. Gli altri politici di riferimento delle coalizioni si sono fatti intervistare individualmente da quasi tutte le tv e le radio, correndo rischi minimi mentre Grillo ha scelto di non correre nemmeno quelli. Le tv hanno abboccato al suo amo e trasmettono quasi integralmente i suoi monologhi/comizi comici facendogli massimizzare a costo zero la presenza televisiva che invade tutti i tg e gli spazi informativi.

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Il capo della Cia aveva l’amante a insaputa del Presidente degli Stati Uniti d’America. E adesso, caro Letterman, facci ridere! Se ci riesci.

Caro David Letterman, quanto mi sono divertito alle tue battute sull’Italia del “caso Amanda Knox”, del caso “Costa Concordia-Schettino” e del “caso Bunga-Berlusconi-Bunga”. Non vedo l’ora di vedere quanto mi farai divertire con le tue battute sul “caso Cia-David Petreaus-Paula Broadwell”. Possiamo dire che l’intelligence degli Stati Uniti d’America fa ridere quanto e anche di più di certe italiche pecche. Gli Stati Uniti d’America stanno facendo ridere tutto il mondo con la storia del capo supremo della Cia che si è dovuto dimettere perché ha avuto un’amante che secondo l’FBI poteva accedere alle sue e-mail. Che ridere!

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