Luca Telese e la “banale domanda” che mi è sembrata un “assist” a Mara Carfagna

Caro Luca Telese, registro la tua smentita al mio tweet che diceva: “#inonda Mara Carfagna spara contro Matteo Renzi su assist perfetto di Luca Telese. Mancava solo il coretto: meno male che Silvio c’è!”. La tua risposta è stata: “Cioè ti stupisce che uno del centrodestra critichi renzi? Ahi ahi ahi… il presunto “assist” era una banale domanda”.

Caro Luca Telese, ti spiego perché ho percepito la tua “banale domanda” come un “assist”.

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Il nuovo Matrix di Luca Telese sarà una pacchia per gli ospiti

Caro Luca Telese, ogni volta che ti vedo in tv, ogni volta, non riesco a non pensare a Pinotto, il personaggio della celebre coppia cinematografica Gianni e Pinotto, i mitici Abbott and Costello, come diresti tu. Di Pinotto hai innanzitutto la vocina e la usi quasi alla stesso modo con i tuoi interlocutori televisivi; ogni parola la pronunci come fosse una nenia leggera che accompagna un nonsense. Il tuo volto poi lo trovo identico a quello di Pinotto quando sa di voler bonariamente provocare l’interlocutore senza però riuscire ad ottenerne i risultati sperati. Ma per me sei pienamente un Pinotto perché ti immergi beato nel tuo narcisismo. Pinotto, nonostante esteticamente non sia proprio Cary Grant, si piace tanto; prima che timido, pauroso e pasticcione, è un grande narcisista.

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Venerdì di sangue in Egitto e Luca Telese intervista Eva Henger, perché con lui l’informazione non va in vacanza

Caro vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, il conduttore che avresti scelto per riproporre ai telespettatori di Canale 5 il programma di approfondimento giornalistico Matrix, dice che con lui ed il suo In Onda su La7, l’informazione non va in vacanza. E’ Luca Telese, il giornalista che venerdì scorso, mentre in Egitto si ammazzavano in strada (175 morti in quello che è stato giornalisticamente ribattezzato “venerdì della collera” “Venerdì di sangue”), intervistava la ex porno star Eva Henger in una puntata di In Onda intitolata “Porno subito”.

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Il caso kazako e il peso dell’assenza di trasmissioni come Servizio Pubblico e Piazzapulita

Caro Michele Santoro, come vanno le vacanze? Bene? Bravo! Bis! Qui in Italia le cose non vanno altrettanto bene. E’ scoppiato il caso kazako e tu non ci sei. Ci sarebbe tanto bisogno di un puntatone di Servizio Pubblico ma tu non ci sei. Sono andato sul sito ma la home page è tristissima, tutta nera con la scritta: “Arrivederci a settembre. Servizio Pubblico torna a settembre”. Lo so che non puoi andare in onda 12 mesi su 12 e che una grande star della tv deve seguire il flusso delle stagioni televisive e presentarsi come tutte le altre grandi star all’inizio della nuova stagione televisiva quando tornerai a misurarti con gli ascolti e la concorrenza. Capisco che pretendere l’allestimento di una puntata di Servizio Pubblico per il caso kazako può sembrarti una esagerazione ma la tua anima di giornalista sa bene che non lo è.

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Giorgio Gori e lo spirito televisivo che anima la sua collaborazione con il politico Matteo Renzi

Caro Giorgio Gori, un uomo di televisione rimane sempre un uomo di televisione. Anche oggi che sei tra i principali consiglieri del politico PD Matteo Renzi, in te c’è lo spirito televisivo del direttore di rete e del produttore indipendente che fosti. Uno spirito che emerge anche nell’intervista che hai concesso oggi a Luca Telese su Pubblico. Quando parli della capacità dialettica di Renzi, dici: “Matteo è bravissimo: si sofferma su ogni parola, controlla, esattamente come si fa in tv, ogni passaggio dei suoi discorsi e lavora per migliorarsi”. Pare che tu sia molto importante in questo suo processo di miglioramento. Telese ti chiede di fargli un esempio e tu: “C’è un passaggio cardine del suo racconto, quando spiega come vuole sostenere il potere di acquisto delle famiglie”. Qui tu gli hai dato l’aiutino, perché lui diceva “Darò cento euro” e non suscitava le reazioni sperate nella platea. Continua a leggere

In Onda sulla neve a Roma: beato chi c’ha capito qualcosa

Caro Luca Telese, tu e Nicola Porro avete ospitato a In Onda (La7) il sindaco di Roma Gianni Alemanno, al termine di una tre giorni di fuoco-ghiaccio che ha visto la capitale paralizzata dalla neve, motivo per cui il sindaco è nella bufera delle polemiche. Vi siete divisi i compiti specificandolo nella vostra nota introduttiva che Porro avrebbe interpretato il ruolo del “buono” e tu quello del “cattivo”. Nella tua introduzione alla puntata però hai sottolineato che Alemanno in questi tre giorni è stato molto tempo in tv per alimentare la polemica con la Protezione civile sulla gestione dell’emergenza, trasformando l’evento atmosferico in una specie di reality. Questa affermazione ha lasciato il segno ed ha indirizzato la discussione verso un contraddittorio pirotecnico tra te e Alemanno. Continua a leggere