Mission di Rai 1 in due tweet di Caro Televip

Gianluigi Paragone, La Gabbia ed i colpi quasi ad effetto

Caro Gianluigi Paragone, per dare sostanza agli ascolti del talk show politico La Gabbia che conduci il mercoledì in prima serata su La7, ieri hai provato a telefonare a Silvio Berlusconi in diretta ed hai trasmesso un’intervista in esclusiva a Beppe Grillo. I due eventi acchiappa-audience li hai piazzati strategicamente ad inizio e a metà puntata. Il primo stratagemma si è rivelato un fiasco oltre ogni più pessimistica previsione. Berlusconi non ti ha risposto. O meglio, ti ha risposto una gentile signora della sua segreteria che ti ha messo in attesa, una lunga attesa, durante la quale hai fatto ascoltare ai tuoi telespettatori quasi tutte le Quattro stagioni di Vivaldi, il tema musicale del centralino di Palazzo Grazioli.

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Mediaset chiude Radio Belva dopo la prima puntata: il pubblico tradizionale di Retequattro lo apprezzerà

Caro direttore di Retequattro Giuseppe Feyles, hai sospeso Radio Belva dopo la prima, terribile, puntata. A Mediaset preferite non usare il termine chiusura perché l’orgoglio professionale ve lo impedisce e vi costringe a trasformare un errore grande come una casa in un errore “di messa a punto” per cui dovete “tornare ai box”. L’uso della metafora da formula 1 mi ha fatto ridere almeno quanto le vostre dichiarazioni ufficiali.

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Con Radio Belva, Retequattro sprofonda nell’abisso del trash e il pubblico la abbandona

Caro direttore di Retequattro Giuseppe Feyles, dopo la messa in onda della prima puntata di Radio Belva non basterebbero 100 puntate del raffinato Downton Abbey per risollevare la tua rete dall’abisso trash in cui sta sprofondando. Hai deciso che, oltre a Quinta Colonna, ci voleva qualcosa di ancora più sconclusionato per demolire il concetto di talk show di attualità e politica. Per farlo ti sei rivolto a due specialisti dell’ammuina radiofonica: Giuseppe CrucianiDavid Parenzo, animatori del programma La Zanzara su Radio 24. Cruciani e Parenzo hanno fatto della provocazione il segno distintivo del loro giornalismo e, in questo periodo di crisi economica, sociale e politica, cavalcano lo smarrimento generale, alimentandolo con la confusione delle loro quotidiane iperboliche rappresentazioni radiofoniche dell’Italia.

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Striscia la notizia: il debutto di Virginia Raffaele e dei primi due velini

Caro Antonio Ricci, non potrai andare in giro a raccontare che ti sei inventato “i velini” perché Maria De Filippi ha superato la decima generazione dei “tronisti”, ovvero, l’evoluzione dell’involuzione dell’uomo-oggetto televisivo. I tuoi velini arrivano in forte ritardo anche rispetto a quello che è accaduto non solo in tv ma anche nella società italiana dove è già da oltre un decennio che gli uomini lottano per affermare di essere solo corpi in vetrina. Tu in questi anni hai continuato sulla vecchia strada del velinismo al femminile, un po’ perché dovevi sfruttare ancora le potenzialità della trasmissione estiva Veline e un po’ perché, afflitto da una pigrizia creativa, hai fatto finta di non vedere che le veline sono finite quando Elisabetta Canalis ha dato l’addio alla qualifica.

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Matteo Renzi a Porta a Porta: il backstage fotografico molto più interessante della trasmissione

Caro Bruno Vespa, il nuovo Matrix di Luca Telese al massimo ti farà il solletico, un po’ per la propria inconsistenza e molto perché, nonostante in tv nascano come funghi talk show di politica e attualità, il pubblico continua a dare a Porta a Porta la forza dei numeri con la quale puoi contrastare efficacemente critici e detrattori. Anche per i politici, nonostante facciano fatica ad ammetterlo, sei sempre il punto di riferimento; la terza camera del parlamento. Ieri ad esempio hai ospitato il predestinato presidente del consiglio, nonché messia del PD, Matteo Renzi. Prima della pausa estiva si era concesso il lusso di essere super-ospite di Bersaglio mobile di Enrico Mentana. All’inizio della nuova stagione televisiva si è concesso a Porta a Porta. I passaggi televisivi di Matteo Renzi sono sempre meno efficaci visto che ormai il suo bla-bla non è più una novità.

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Il nuovo Matrix di Luca Telese sarà una pacchia per gli ospiti

Caro Luca Telese, ogni volta che ti vedo in tv, ogni volta, non riesco a non pensare a Pinotto, il personaggio della celebre coppia cinematografica Gianni e Pinotto, i mitici Abbott and Costello, come diresti tu. Di Pinotto hai innanzitutto la vocina e la usi quasi alla stesso modo con i tuoi interlocutori televisivi; ogni parola la pronunci come fosse una nenia leggera che accompagna un nonsense. Il tuo volto poi lo trovo identico a quello di Pinotto quando sa di voler bonariamente provocare l’interlocutore senza però riuscire ad ottenerne i risultati sperati. Ma per me sei pienamente un Pinotto perché ti immergi beato nel tuo narcisismo. Pinotto, nonostante esteticamente non sia proprio Cary Grant, si piace tanto; prima che timido, pauroso e pasticcione, è un grande narcisista.

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Tweet. Virus il contagio delle idee condotto da Nicola Porro fa il 5.25% di share in prima serata su Rai 2…

Gianluigi Nuzzi nuovo conduttore di Quarto Grado. Un’ottima occasione per cambiare pelle al programma.

Caro Gianluigi Nuzzi, ieri sera Mediaset ha presentato i palinsesti autunnali 2013 ma qualche ora prima tu e Salvo Sottile vi siete presi la scena. Ha cominciato Sottile annunciando le sue dimissioni da Mediaset. Sul web si narra che sia furibondo perché qualcuno gli aveva promesso la conduzione di Matrix che invece andrà a Luca Telese. Io dico che si dovrebbe dimettere anche chi ha fatto quella promessa e chi ha scelto Telese; boh e pure mah. Mediaset però non poteva farsi oscurare mediaticamente dall’annuncio di Salvo Sottile e, pochi minuti dopo, il direttore generale dell’informazione Mauro Crippa ha fatto il contro-annuncio dicendo che tu saresti stato il nuovo conduttore di Quarto Grado. Tu intanto su twitter annunciavi nell’ordine:

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