Il costo dei giornali aumenta e con esso aumentano le responsabilità di Barbara d’Urso nel sistema dell’informazione italiana

Cara Barbara D’’Urso, il mese di agosto 2013 si è aperto con l’aumento di 10 centesimi del costo dei principali quotidiani d’informazione. Per leggere un giornale ci vogliono 1,30 euro, tranne quando ci viene imposto di acquistarli con i magazine allegati, in tal caso dobbiamo pagare 1,60 euro. Se una persona volesse acquistare un solo quotidiano tutti i giorni, spenderebbe intorno ai 40 euro al mese. Non mi interessa analizzare le documentatissime motivazioni di questo aumento perché in questo caso quello che conta è solo l’effetto. L’informazione fatta attraverso i quotidiani è definitivamente da considerarsi ad uso di una élite di persone.

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Jeff Bezos, The Washington Post e quella frase di Souchak-Belushi in Continental divide

Caro Aaron Sorkin, l’acquisto del Washington Post da parte del papà di Amazon Jeff Bezos è una di quelle notizie che avranno di certo fatto la gioia dello sceneggiatore premio Oscar per The social network. Il rapporto tra potere, economia e informazione è presente, a diversi livelli, in tutte le tue sceneggiature. Tra le novità che attendo di più della prossima stagione tv c’è la tua ultima serie The Newsroom (la trasmetterà Rai 3) in cui racconterai il dietro le quinte dell’informazione televisiva americana.

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Enrico Mentana, le barre colore e gli istanti d’incertezza dopo la lettura della sentenza della Cassazione sui Diritti Tv Mediaset

Caro Enrico Mentana, dopo due lunghissimi pomeriggi di diretta televisiva, sei finalmente riuscito ad offrire ai telespettatori del TgLa7 la lettura della sentenza della Cassazione sul caso della compravendita dei diritti televisivi Mediaset che ha visto condannato in via definitiva l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione (tre dei quali condonati per l’indulto) per il reato di frode fiscale. La scelta di andare in diretta a partire dalle ore 17 di mercoledì scorso, francamente ce la potevi risparmiare, visto che era certo che quel giorno non ci sarebbe stata la lettura della sentenza. La diretta di ieri invece era più che giustificata e da cronista di lungo corso hai contribuito ad alimentare la lunga attesa. Un’attesa lunghissima, per molti aspetti snervante. Ad un certo punto non sapevi proprio più che dire e ti sei avvicinato ad un monitor che trasmetteva le barre colore, ovvero il segnale elettronico di pausa in attesa del collegamento video con l’aula della Cassazione.

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AgCom dà ragione a Brunetta: Fazio e Annunziata “squilibrati”

Cari Fabio Fazio e Lucia Annunziata, l’AgCom (l’autorità garante per le comunicazioni) vi ha ordinato di riequilibrare le presenze di esponenti del centrodestra a Che tempo che fa e a In ½ ora, a seguito di un esposto del capogruppo PdL alla Camera Renato Brunetta. Per chi fa informazione, con la sicurezza nella propria obiettività che ostentate voi, è un richiamo che brucia.

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Il royal baby non fiacca la resistenza della nuova Rainews24 di Monica Maggioni. L’inviata Silvia Rita ci racconta la voglia di parto naturale di Kate.

Cara direttore di Rainews24 Monica Maggioni, è ormai questione di ore, di minuti, e l’attesa per la nascita del royal baby di William e Kate finirà. Un’attesa che ha piegato ma non spezzato la resistenza delle tue inviate; dopo Liana Mistretta hai spedito a Londra Silvia Rita che si sta producendo in esercizi giornalistici difficilissimi, di cui un direttore del tuo livello non può non andare fiera. Ieri, nel collegamento in diretta fatto dal marciapiede di fronte all’ospedale dove dovrebbe avvenire il parto reale, Silvia Rita, ci ha informato sulle solite indiscrezioni lette sul Sun (il prestigio di una testata si vede da questi piccoli dettagli. Sono capaci tutti a leggere il Sun dallo studio di Roma! Il difficile è leggere il Sun da un marciapiede londinese!).

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Il caso kazako e il peso dell’assenza di trasmissioni come Servizio Pubblico e Piazzapulita

Caro Michele Santoro, come vanno le vacanze? Bene? Bravo! Bis! Qui in Italia le cose non vanno altrettanto bene. E’ scoppiato il caso kazako e tu non ci sei. Ci sarebbe tanto bisogno di un puntatone di Servizio Pubblico ma tu non ci sei. Sono andato sul sito ma la home page è tristissima, tutta nera con la scritta: “Arrivederci a settembre. Servizio Pubblico torna a settembre”. Lo so che non puoi andare in onda 12 mesi su 12 e che una grande star della tv deve seguire il flusso delle stagioni televisive e presentarsi come tutte le altre grandi star all’inizio della nuova stagione televisiva quando tornerai a misurarti con gli ascolti e la concorrenza. Capisco che pretendere l’allestimento di una puntata di Servizio Pubblico per il caso kazako può sembrarti una esagerazione ma la tua anima di giornalista sa bene che non lo è.

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Aspettando il royal baby, Rainews24 manda a Londra l’inviata Liana Mistretta in supporto del corrispondente Antonio Caprarica.

Cara direttore di RaiNews24 Monica Maggioni, come può una grande rete all-news non seguire in modo speciale la nascita del royal baby di William e Kate d’Inghilterra? E infatti tu hai mandato un rinforzo importante al corrispondente da Londra Antonio Caprarica: l’inviata Liana Mistretta. L’ex direttore del giornale radio non è che da solo può coprire tutti gli spunti e le sfumature che la notizia offre. Quindi hai mandato a Londra l’inviata Mistretta con il compito di realizzare dei servizi significativi che precedono l’editoriale di Antonio Caprarica in una rubrica speciale che avete ideato per l’occasione intitolandola “Cronache da Londra, aspettando il royal baby” (una rubrica con tanto di sigla con immagini suggestive della coppia reale accompagnate da una canzone di Paul McCartney).

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