Il tema di #Spotlight non è la pedofilia nella Chiesa ma la Chiesa che ha insabbiato casi di pedofilia di oltre 70 preti solo a Boston
— carotelevip (@carotelevip) 1 marzo 2016
Uno Mattina e Il caso Spotlight: quello che hanno detto nella puntata del 3/3/2016
Cara Francesca Fialdini, oggi è giovedì ed ho aspettato lo spazio cinema di Uno Mattina perché mi avevi scritto su twitter che forse sareste tornati a parlare del film Il caso Spotlight, Oscar come miglior film. E’ da lunedì che parlo e non mi capite. Quello che continuo a chiedervi (a voi come ad altre trasmissioni) è di dire chiaro e tondo che, alla gravità dei fatti penali rilevati, si aggiunge la gravità dei silenzi delle autorità ecclesiastiche che insabbiarono quei fatti. E’ questo il tema principale del film (basta vedere il trailer per capirlo). E’ questa la denuncia del film: non devono accadere mai più casi di preti pedofili e la Chiesa non deve mai più coprirli qualora accadessero di nuovo. Niente, questa semplice ma fondamentale cosa, proprio non ce la fate a dirla (ho usato i colori magari ti aiuta). La battuta che ti ho fatto in tal senso su twitter non era né maliziosa né in malafede. Era un modo “social” per sollecitarti a dirlo con la tua autorevolezza/testimonianza di donna credente e cattolica prima che conduttrice e giornalista del servizio pubblico.

Questo è quello che avete detto oggi nello spazio cinema di Uno Mattina su Rai 1:
Paolo Sommaruga: Dobbiamo dire che il film che ha vinto l’Oscar è un grandissimo film, Il caso Spotlight. Io ci voglio tornare perché racconta una storia vera, l’inchiesta del giornale di Boston che portò alla luce alcuni casi di pedofilia, abusi commessi da sacerdoti della diocesi di Boston. E ieri il cardinale, l’archivescovo di Boston il cardinale O’Malley ha detto che questo film, come il lavoro dei mass media ha aiutato la Chiesa a fare un po’ di trasparenza, a iniziare un’opera di pulizia al suo interno.
Francesca Fialdini: e che va visto! E’ un film che va visto.
Cara Francesca Fialdini, da abbonato Rai, da telespettatore e da blogger televisivo, ho perso la mia “piccola battaglia” di dialogo costruttivo con te, una importante conduttrice e giornalista del servizio pubblico Rai.
Da questa “piccola battaglia” (da te definita ostinazione che premia solo te stesso… anzi non premia nessuno. Al massimo ti appaga e non si capisce come…) ne esco con la deludente conferma che, in certi casi, è inutile aspettarsi la completezza dell’informazione.
ps. Tu almeno alla fine hai invitato il pubblico ad andare a vedere il film. Il giornalista di lungo corso Franco Di Mare invece, silenzio assoluto su Il caso Spotlight; un film sul valore del giornalismo.
Il caso Spotlight (premio Oscar come miglior film e sceneggiatura): il parere dell’Osservatore Romano, in attesa che la tv italiana ne parli compiutamente
Caro Bruno Vespa, guarda che alla fine ti toccherà proprio farla una puntata di Porta a Porta prendendo spunto dal film Il caso Spotlight premio Oscar come miglior film 2016. Per una felice concomitanza comunicativa, la giustizia australiana sta ascoltando in questi giorni, il cardinale australiano George Pell, accusato di aver coperto i preti pedofili negli anni Settanta e Ottanta. Meglio tardi che mai, in questo caso lo scrivo a denti strettissimi. Le vittime australiane hanno scritto al papa e la notizia oggi era sulle home page dei principali siti d’informazione.

Credo proprio che perfino Uno Mattina troverà il tempo di occuparsene, dopo che lunedì scorso ha avuto la grande occasione di essere la prima trasmissione a poter lanciare il tema e l’ha sprecata. Se decidi di prendere spunto dal film Spotlight ti do un aiutino che di certo gradirai.
Uno Mattina e Il caso Spotlight (premio Oscar come miglior film): una analisi sulla puntata del 29/2/2016
Cara Francesca Fialdini, lunedì mattina, a nemmeno un’ora dalla chiusura della cerimonia di assegnazione degli Oscar 2016, voi di Uno Mattina eravate sul pezzo pronti ad offrire una prima panoramica su questo evento dello spettacolo. Questa edizione passerà alla storia del cinema italiano per l’assegnazione dell’Oscar a Ennio Morricone per la colonna sonora del film The Eightful Eight di Quentin Tarantino.

E, giustamente, Uno Mattina ha dedicato a Morricone molto spazio.
Il Caso Spotlight premio Oscar come miglior film: roba da farci un talkshow in prima serata. Non in Italia, ovviamente
Caro Bruno Vespa, hai appena festeggiato in pompa magna i venti anni di Porta a Porta con una puntata speciale che è stata battuta negli ascolti da Chi l’ha visto. Questa grande auto celebrazione non è la prima. Hai dovuto auto celebrarti anche in occasione della puntata numero 1000. Ogni volta che ti autocelebri tiri fuori la storica telefonata in diretta che ti fece papa Giovanni Paolo II.

L’attenzione verso la Chiesa è nel DNA giornalistico di Porta a Porta ed è per questo che mi piacerebbe vederti trattare in prima serata il tema rilanciato dal film Il caso Spotlight diretto da Tom McCarthy che ha appena vinto l’ Oscar come miglior film (e migliore sceneggiatura).
Ballando con il trash: un dialogo firmato Rai 1 tra le due signore Selvaggia Lucarelli e Asia Argento
Cara Milly Carlucci, ognuno invecchia come sa e come può. Tu, stai invecchiando alla conduzione di Ballando con le stelle una trasmissione di Rai 1 che era da museo delle cere nel 2013, figuriamoci nel 2016.

Per dare pepe ad un brodino insipido hai definitivamente consacrato Selvaggia Lucarelli da Civitavecchia come membro della giuria.
Tweet. Virginia Raffaele una comica apprezzata da Maria Elena Boschi…
Cara @VirgiRaffaele complimenti sei ufficialmente una comica gradita a @meb @pdnetwork @matteorenzi #poveraitalia https://t.co/ZUcsffXbVV
— carotelevip (@carotelevip) 27 febbraio 2016
Sono stata a vedere lo spettacolo di @VirgiRaffaele Posso dirlo? Una fuoriclasse assoluta
— maria elena boschi (@meb) 25 febbraio 2016
Rai 1 e i pomeriggi con i morti ammazzati: il neo direttore Andrea Fabiano confermerà questo andazzo?
Caro neo direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, fino a qualche giorno fa sei stato il vice direttore del tuo predecessore Giancarlo Leone, dunque è difficile aspettarsi da te rivoluzioni sulla linea editoriale di Rai 1. Anche perché il tuo predecessore Giovanni Leone è stato promosso “coordinatore editoriale di tutte le reti Rai”, quindi figuriamoci quanto sarà differente la tua Rai 1 dalla sua.

Però, da abbonato prima che da blogger televisivo, devo augurarmi che qualcosa cambierà a cominciare dalla quantità e dalla qualità dello spazio che La vita in diretta dedica alla cronaca nerissima.
In arrivo House of Cards 4, l’ultima stagione scritta da Beau Willimon. L’americanata di lancio col ritratto di Underwood esposto alla Smithsonian’s e la citazione di Edward R. Murrow fatta da Kevin Spacey
Caro showrunner di House of Cards Beau Willimon, Netflix ha rinnovano House of Cards per una quinta stagione ma non sarai tu a scriverla. Da fan della serie sono seriamente preoccupato. Riusciranno i tuoi “allievi” a mantenere il tuo livello di scrittura?

Sono fermo alla visione delle prime due stagioni (in dvd). Sono un abbonato Netflix Italia ma Netflix mi ha tradito lasciando i diritti italiani a Sky Atlantic e sono qui a rosicare perché gli abbonati di Sky alle 00.00 esatte del 5 marzo prossimo vedranno quasi in contemporanea con gli Usa la prima puntata della quarta stagione.
Daria Bignardi, neo direttore di Rai 3: le due volte che in passato ha detto “sembrerò snob ma guardo poco la tv”
Cara direttore di Rai 3 Daria Bignardi, nemmeno il tempo di sederti sulla poltrona di direttore di Rai 3 ed eccoti rilasciare la prima intervista a Tv Sorrisi e Canzoni. I fan del Supertelegattone ne saranno entusiasti.

Io lo sono un po’ meno vista la dedizione preventiva che hai mostrato nei confronti dell’amministratore delegato Antonio Campo dall’Orto al quale Matteo Renzi ha assegnato il potere assoluto in Rai.