Ci risiamo. La Rai, nelle persone del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e della direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, ha esaltato gli ascolti della prima messa in onda della fiction Rocco Schiavone su Rai 2 (14.4%) che poi alla seconda ha perso 4 punti di share (9.9%). Di come funziona questa strategia di comunicazione ho già scritto riguardo alla fiction I Medici. La tecnica comunicativa è sempre la stessa; esaltare il primo risultato, così rimane impresso quello e tutti scrivono e pensano che sia un grande successo. Invece poi, guardando gli ascolti di tutta la serie, vengono fuori numeri normali rispetto ai grandi investimenti produttivi. Da abbonato mi chiedo: i dirigenti Rai non dovrebbero esaltare gli ascolti a consuntivo di tutta la serie? Non sarebbe più corretto?
serie tv
Untraditional di Fabio Volo su Nove in un tweet di Caro Televip
#untraditional di Fabio Volo l’importante è non avere una trama perché quella poi la devi scrivere e se lo fai viene tipo i suoi romanzi
— carotelevip (@carotelevip) 6 novembre 2016
Gli ascolti de I Medici di Rai Fiction su Rai 1, capitolo secondo: – 1 milione e – 4% di share
Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, i dirigenti della Rai a mio avviso dovrebbero essere più equilibrati e coltivare di più il senso della misura oggettiva.

Esaltare il 30% per la prima della fiction I Medici sapendo che alla seconda ci sarebbe stato un calo fisiologico è una scelta esclusivamente comunicativa.
Scrive 65Luna su I Medici di Rai Fiction…
Il piacere di avere lettori come 65Luna che dice ” #IMedici regia assente, dialoghi insulsi… questa sorta di soap opera” pic.twitter.com/eKxHrXkOMq
— carotelevip (@carotelevip) 19 ottobre 2016
I Medici di Rai Fiction: un prodotto che non vorrei vedere sulla mia media company ideale
Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, la sfida per il nuovo millennio della Rai è quella di diventare una media company. Una sfida in cui il ruolo della fiction più che strategico è vitale. Diventare una media company vuol dire avere un catalogo di prodotti in grado di competere in un mercato dove la concorrenza è avanti anni luce rispetto ai modelli produttivi italiani.

I Medici è un progetto in cui la Rai ha investito moltissimo (in co-produzione) affidandosi in primis alla Lux Vide la società di produzione esterna fondata da Ettore Bernabei che troneggia da vent’anni in Rai con fiction nazional-popolari di successo (un titolo su tutti Don Matteo).
Paramount Channel Italia: in onda da solo 7 mesi ed è già diventata una piacevole abitudine
Caro amministratore delegato di Viacom per l’Italia Andrea Castellari, il mercato televisivo italiano non deve essere poi così in crisi come si dice se il gruppo Viacom International Media Networks ha deciso di essere presente sul digitale terrestre in chiaro (canale 27) con Paramount Channel una presenza molto gradita a chi ha bisogno di avere certezze dal telecomando gratuito.

Dire che l’offerta di Paramount Channel è ricca è superfluo. Dire che la organizzazione del palinsesto è ottima non è così superfluo. Una library di titoli così vasta non è facile da gestire come potrebbe sembrare.
L’allieva su Rai 1: l’episodio 1 nei tweet di Caro Televip
Finalmente posso scrivere bene di Alessandra Mastronardi #LAllieva è la parte perfetta per lei pic.twitter.com/G0COUb4qWt
— carotelevip (@carotelevip) 27 settembre 2016
Stranger Things di Netflix episodio 1: 4 tweet di Caro Televip
#StrangerThings è la super “nuova” serie di #Netflix ? Appassionante come una replica della Famiglia Bradford pic.twitter.com/Mjir2GJ4vg
— carotelevip (@carotelevip) 3 agosto 2016
La Rai sottovaluta la Social Tv: il caso di Rai 2 e “l’eccesso di pudore” su una scena di How to get away with murder
Cara presidente della Rai Monica Maggioni, la Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana ha fatto una brutta figura in tutto il mondo perché venerdì scorso ha trasmesso in prima serata la serie Le regole del delitto perfetto (How to get away with murder) tagliando la scena di un bacio tra due uomini, Connor, uno dei protagonisti della serie, e quello che poi diventerà il suo fidanzato.

Nell’era della social tv questo errore è diventato planetario.
Dov’è Mario? di Corrado Guzzanti è il Breaking Bad degli intellettuali di sinistra e dei menefreghisti di scarso livello culturale nell’Italia di Matteo Renzi
Caro responsabile dei contenuti non sportivi di Sky Andrea Scrosati, ieri avete concesso al pubblico di Tv8 di vedere in chiaro sul digitale terrestre, in contemporanea con SkyUno in prima visione, il primo episodio di Dov’è Mario? di Corrado Guzzanti.

No so dire da quanti anni non si vedevano 30 minuti di fila di pura intelligenza televisiva sulla tv generalista italiana.