William Shatner all’età di 90 anni porta il comandante Kirk di Star Trek, e con lui tutti noi che lo abbiamo amato, nello spazio

I voli dei razzi privati della durata di 10 minuti che escono dall’atmosfera terrestre per portare i turisti nello spazio, posso essere considerati una americanata commerciale? Sì. Ma se su uno di quei voli c’è Il comandante James T. Kirk di Star Trek, ovvero, l’attore William Shatner oggi novantenne e l’evento è documentato in diretta minuto per minuto e te lo guardi su uno smartphone, beh allora siamo vicini a quella che possiamo definire una favola poetica.

Chi come me è cresciuto guardando e riguardando Star Trek, oggi ha vissuto l’emozione di immaginare che il sogno dell’uomo di esplorare nuovi mondi, vissuto attraverso la finzione televisiva, si è materializzato nella forma incredibile di vedere un attore vivere il proprio, mitico, personaggio televisivo. Sono migliaia gli astronauti veri che hanno scritto la storia delle missioni spaziali ma, “l’astronauta” novantenne William Shatner, resterà nella storia perché ha portato, per pochi indimenticabili minuti, il suo personaggio televisivo nel luogo in cui tutti lo abbiamo visto vivere centinaia di avventure che avevano come tema di fondo uno dei sogni dell’umanità e che prima di ogni episodio della serie tv classica veniva così riassunto: “Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima”. Oggi il comandante James T. Kirk non è uscito dalla atmosfera terrestre per pochi minuti, oggi ha attraversato di nuovo una delle tante frontiere che generazioni di telespettatori hanno attraversato con lui.

Morning News di Canale 5: un pregio ed un difetto della conduzione di Simona Branchetti

Dopo poche settimane di messa in onda si può già dire che la scommessa Morning News di Canale 5 è stata vinta. Tenere accesa in estate la finestra di infotainment solitamente occupata da Mattino Cinque sta pagando in termini di ascolti con punte di oltre il 16% di share. Il volto del programma è Simona Branchetti che ha affrontato da subito la sfida dando l’impressione di sentirsela cucita addosso.

Si è piazzata con personalità al centro di uno studiolo riciclato da TgCom24 come se fosse lo studio principale di BBC News e ha tirato fuori tutto l’armamentario necessario per condurre programmi di informazione nella tv di oggi, caratterizzata da una rincorsa continua di decine di temi in scalette affollate che compongono blocchi schiavi di un conto alla rovescia implacabile verso le interruzioni pubblicitarie. Il difetto principale di Simona Branchetti è quello che hanno quasi tutti i suoi colleghi e riguarda la gestione dei collegamenti sui fatti di cronaca. Gli interventi degli inviati vengono sempre sormontati dalle interruzioni della conduttrice in studio che li incalza, spesso a sproposito, per rispettare i tempi delle scalette compulsive. Il pregio di Simona Branchetti è che gestisce bene la parte più leggera del programma in cui sembra più a suo agio che nella parte giornalistica di cronaca e attualità. Al momento potrebbe essere proprio questa la chiave del successo delle prime settimane di programmazione. Questa mattina ha gestito, da intrattenitrice più che da giornalista, un lungo collegamento in diretta da Cellino San Marco ed ha chiesto ad Al Bano di poter canticchiare Felicità insieme a lui. Pienamente in target con il pubblico del mattino di Canale 5 e decisamente utile per gli ascolti. Prevedo che alla ripresa di Mattino Cinque, Federica Panicucci canterà Il ballo del qua qua con Romina Power. Così, giusto per ribadire chi è la titolare. Per ora.

Via dei matti numero 0: la disastrosa governance Rai voluta dal governo giallo-verde, ha il suo piccolo fiore di primavera all’occhiello

In una Rai che sta esalando gli ultimi respiri della governance voluta dal governo giallo-verde, sboccia un inaspettato fiore primaverile: Via dei matti numero 0 di Rai 3 con Stefano Bollani e Valentina Cenni (dal lunedì al venerdì alle 20.20, prima di Un posto al sole). Un tema, una playlist, un ospite di grande spessore: da Francesco De Gregori a Eugenio Finardi, da Ornella Vanoni ad Edoardo Bennato.

Una piccola ma sfavillante alchimia che dimostra come la televisione basata su idee, contenuti e protagonisti di qualità possa e debba essere trasmessa, anche e soprattutto, negli orari in cui la platea del pubblico è più vasta.

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Lorella Cuccarini e la giuria di Amici 2021

Nel corso degli anni alcune tra le più celebrate conduttrici televisive, nel momento di maggiore difficoltà della loro carriera, sono state accolte da Maria De Filippi nei suoi programmi e questo ha dato loro la spinta per un rilancio di cui non sempre si è avuta la conferma. Se è vero che Mara Venier, dopo la cura di Maria, è tornata con successo alla conduzione di Domenica In, è altrettanto vero che Simona Ventura, a cui la De Filippi aveva affidato Selfie, le cose cambiano, fatica non poco a ritrovare il successo di un tempo. Dopo la fine turbolenta dell’esperienza a La vita in diretta in coabitazione con Alberto Matano, anche Lorella Cuccarini si è rifugiata in un programma di Maria De Filippi, Amici, dove fa la maestra di danza. Non so se tale partecipazione avrà un effetto positivo o negativo sul futuro della carriera della ex “più amata dagli italiani”. Quello che so è che il lavoro di Lorella Cuccarini come maestra degli allievi di Amici, sarà giudicato dalla seguente giuria scelta da Maria De Filippi per l’edizione 2021: Stefano De Martino e Stash (ex allievi del programma) e da Emanuele Filiberto di Savoia. Se un’artista con il curriculum di Lorella Cuccarini accetta una cosa del genere, non so come sarà il suo futuro ma di certo il presente non è roseo.

Il cantante mascherato 2: della grande pupazzata di Rai 1 salvo solo le maschere

Ieri mi sono fatto forza ed ho seguito quella grande pupazzata che è Il Cantante Mascherato, giusto il tempo di un paio di esibizioni, quelle dei pupazzi Pappagallo e Farfalla. La cosa terribile del programma è che la cosa migliore è la pupazzata. Le maschere indossate da cantanti e attori del cast sono opere di artigianato e raggiungono alte vette nella nobile arte della costumistica per lo spettacolo.

Il resto è tutto inguardabile ed inascoltabile: dalla conduzione stantia di una Milly Carlucci con spalline alla Actarus, allo spazio spropositato dato ai tristissimi giurati Caterina Balivo, Costantino Della Gherardesca, Flavio Insinna e Francesco Facchinetti, uno meno spontaneo dell’altro (su Patty Pravo non mi esprimo perché non si distrugge un mito); dall’inutile presenza in mezzo ai 4 gatti del pubblico dei ballerini Simone Di Pasquale e Sara Di Vaira (la quale si segnala solo per le nuove vette che raggiunge come urlatrice), alle coreografie che dovrebbero ravvivare le esibizioni e invece ne confermano l’effetto baracconata. I cantanti-attori dentro le maschere fanno il loro che si riassume nel resistere senza svenire durante l’esibizione. Il Cantante Mascherato è tutto qui e vederlo in onda su Rai 1 rende ancora più inaccettabile questa pupazzata, pensando ai costi che ha uno show del genere e agli ascolti ampiamente al di sotto delle attese. Aver reso più difficile la riconoscibilità dei concorrenti non lo rende più interessante: una grande pupazzata era e una grande pupazzata rimane.

Amadeus insiste: vuole il pubblico in sala all’Ariston per il Festival di Sanremo 2021. Saranno figuranti. La sala vuota, avrebbe ben altro significato.

Amadeus (intervistato oggi da Renato Franco del Corriere della Sera) risponde alle polemiche sulla scelta di avere il pubblico in sala all’Ariston per il Festival di Sanremo 2021. L’unica cosa che si capisce è che non ha capito che l’Ariston senza pubblico sarebbe l’immagine più potente per affermare che la prevenzione è ancora fondamentale contro il Covid-19.

Dice che il Festival ha bisogno del pubblico in sala e quale pubblico vuole prendere? I figuranti pagati e non paganti a caro prezzo come è sempre accaduto. Un pubblico di figuranti tamponati, quarantenati e con bonifico bancario. Un pubblico vero, spontaneo che applaudirà con tanta sincerità? Boh e pure mah. Papa Francesco ha pregato in una Piazza San Pietro vuota: è stato un messaggio potententissimo anche sull’importanza della prevenzione al Covid-19. Il Festival di Sanremo, tempio laico da milioni e milioni di telespettatori, dovrebbe fare lo stesso dimostrando che la Rai è calata nella realtà del Paese.
Amadeus dice: “Il Festival blindato non serve a niente, non è uno spettacolo televisivo, passerebbe alla storia per il Sanremo del Covid, per il Sanremo della desolazione”. Esatto! Ed è questo il messaggio di prevenzione che dovrebbe dare! Il problema non è farlo in sicurezza ma dare un esempio potentissimo in un momento in cui sono stati vaccinati solo 1.300.000 italiani su 60 milioni.
Chi dice che Sanremo 2021 si deve fare come si fanno i programmi di Maria De Filippi e avere il pubblico in sala, fa un torto a Rai 1, la cui funzione è anche di dare messaggi ben diversi da quelli che dà Maria De Filippi.
Certo, la Rai avrà una perdita economica da questa situazione causata dalla pandemia. Proprio come migliaia di altre aziende e milioni di persone che non hanno comunque la possibilità di andare in onda per 5 serate su Rai 1 e di inventarsi qualcosa per contenere le perdite. La Rai pensasse a fare un grande show musicale e televisivo che sarà certamente seguito da milioni di spettatori e avrà tantissimi spot. Ma lo faccia con l’Ariston vuoto per ricordarci che il Covid-19 c’è ancora, uccide, e costringe milioni di italiani a non fare una vita normale.