Il cantante mascherato 2: della grande pupazzata di Rai 1 salvo solo le maschere

Ieri mi sono fatto forza ed ho seguito quella grande pupazzata che è Il Cantante Mascherato, giusto il tempo di un paio di esibizioni, quelle dei pupazzi Pappagallo e Farfalla. La cosa terribile del programma è che la cosa migliore è la pupazzata. Le maschere indossate da cantanti e attori del cast sono opere di artigianato e raggiungono alte vette nella nobile arte della costumistica per lo spettacolo.

Il resto è tutto inguardabile ed inascoltabile: dalla conduzione stantia di una Milly Carlucci con spalline alla Actarus, allo spazio spropositato dato ai tristissimi giurati Caterina Balivo, Costantino Della Gherardesca, Flavio Insinna e Francesco Facchinetti, uno meno spontaneo dell’altro (su Patty Pravo non mi esprimo perché non si distrugge un mito); dall’inutile presenza in mezzo ai 4 gatti del pubblico dei ballerini Simone Di Pasquale e Sara Di Vaira (la quale si segnala solo per le nuove vette che raggiunge come urlatrice), alle coreografie che dovrebbero ravvivare le esibizioni e invece ne confermano l’effetto baracconata. I cantanti-attori dentro le maschere fanno il loro che si riassume nel resistere senza svenire durante l’esibizione. Il Cantante Mascherato è tutto qui e vederlo in onda su Rai 1 rende ancora più inaccettabile questa pupazzata, pensando ai costi che ha uno show del genere e agli ascolti ampiamente al di sotto delle attese. Aver reso più difficile la riconoscibilità dei concorrenti non lo rende più interessante: una grande pupazzata era e una grande pupazzata rimane.

Amadeus insiste: vuole il pubblico in sala all’Ariston per il Festival di Sanremo 2021. Saranno figuranti. La sala vuota, avrebbe ben altro significato.

Amadeus (intervistato oggi da Renato Franco del Corriere della Sera) risponde alle polemiche sulla scelta di avere il pubblico in sala all’Ariston per il Festival di Sanremo 2021. L’unica cosa che si capisce è che non ha capito che l’Ariston senza pubblico sarebbe l’immagine più potente per affermare che la prevenzione è ancora fondamentale contro il Covid-19.

Dice che il Festival ha bisogno del pubblico in sala e quale pubblico vuole prendere? I figuranti pagati e non paganti a caro prezzo come è sempre accaduto. Un pubblico di figuranti tamponati, quarantenati e con bonifico bancario. Un pubblico vero, spontaneo che applaudirà con tanta sincerità? Boh e pure mah. Papa Francesco ha pregato in una Piazza San Pietro vuota: è stato un messaggio potententissimo anche sull’importanza della prevenzione al Covid-19. Il Festival di Sanremo, tempio laico da milioni e milioni di telespettatori, dovrebbe fare lo stesso dimostrando che la Rai è calata nella realtà del Paese.
Amadeus dice: “Il Festival blindato non serve a niente, non è uno spettacolo televisivo, passerebbe alla storia per il Sanremo del Covid, per il Sanremo della desolazione”. Esatto! Ed è questo il messaggio di prevenzione che dovrebbe dare! Il problema non è farlo in sicurezza ma dare un esempio potentissimo in un momento in cui sono stati vaccinati solo 1.300.000 italiani su 60 milioni.
Chi dice che Sanremo 2021 si deve fare come si fanno i programmi di Maria De Filippi e avere il pubblico in sala, fa un torto a Rai 1, la cui funzione è anche di dare messaggi ben diversi da quelli che dà Maria De Filippi.
Certo, la Rai avrà una perdita economica da questa situazione causata dalla pandemia. Proprio come migliaia di altre aziende e milioni di persone che non hanno comunque la possibilità di andare in onda per 5 serate su Rai 1 e di inventarsi qualcosa per contenere le perdite. La Rai pensasse a fare un grande show musicale e televisivo che sarà certamente seguito da milioni di spettatori e avrà tantissimi spot. Ma lo faccia con l’Ariston vuoto per ricordarci che il Covid-19 c’è ancora, uccide, e costringe milioni di italiani a non fare una vita normale.

Onorevoli confessioni: su Rai 2 non c’è vita oltre la politica

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Onorevoli confessioni: su Rai 2 non c'è vita oltre la politica Caro direttore di Rai 2 Ludovico Di Meo, la tua Rai 2 ha trasmesso alcuni dei programmi televisivi più brutti del bruttissimo anno 2020. Tra questi, ultimo ma non ultimo, è arrivato Onorevoli Confessioni – C'è vita oltre la politica. Da abbonato Rai sono inorridito. Da blogger tv sono infastidito. In questo periodo storico, di tutto c'era bisogno meno che di questa smielata poltiglia sulla vita privata dei principali politici italiani. Il fatto che venga trasmesso in terza serata non rende la scelta meno grave. Siamo ad un livello di presentazione della vita privata dei politici che io considero al limite della più inaccettabile adulazione dei potenti. Stiamo vivendo un anno in stato di emergenza per la pandemia causata dal virus Covid-19 e la Rai su cosa investe? Sul racconto delle vite private dei politici in una atmosfera idilliaca? Stanotte, mentre guardavo Onorevoli Confessioni, ho provato le peggiori sensazioni, quelle che provo solo davanti ai programmi televisivi che ritengo disgustosi. A rendermi il format inguardabile, oltre che inaccettabile, contribuisce in maniera determinante lo stile di conduzione di Laura Tecce che è la cosa più distante da ciò che per me dovrebbe essere il giornalismo politico. Se c'e vita oltre la politica non è questo il programma e non è questa la conduttrice per raccontarla. #onorevoliconfessioni #lauratecce #rai2

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Teche Teche Tè monografico su Ballando con le stelle: la certificazione della brutta tv fatta da Rai 1 negli ultimi 17 anni

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, ieri il programma estivo di montaggio amarcord Teche Teche Tè ha dedicato una puntata monografica al programma Ballando con le stelle, che, Covid-19 permettendo, dovrebbe tornare sabato prossimo 19 settembre per la quindicesima edizione.

Si tratta di uno dei programmi di punta della rete ammiraglia Rai e quindi rappresenta anche il livello degli show Rai degli ultimi 15 anni. Dal confronto con gli show in bianco e nero (e anche con quelli dai colori sbiaditi del nastro magnetico), la Rai 1 rappresentata da Ballando con le stelle ne esce impietosamente distrutta. Per mesi Teche Teche Tè ha mostrato i pezzi di tv con i grandi show e i grandi artisti che hanno fatto la storia. Ieri, in mezzo a due balletti, i pezzi di storia di Ballando con le stelle erano rappresentati dalle liti della giuria con i concorrenti (una su tutte la querelle tra Selvaggia Lucarelli e Asia Argento). Inutile aggiungere altro. Chi come me commenta la programmazione di Rai 1 da 17 anni è da 17 anni che si chiede “che cosa rimarrà di rilevante nella teche Rai di questa brutta tv?”. Il Teche Teche Tè di ieri sera mi ha dato la peggiore conferma che potessi avere: la televisione fatta da Rai 1 negli ultimi 17 anni ha ben poco di straordinariamente indimenticabile da regalare ai telespettatori dei Teche Teche Tè del 2040.

Una pezza di Lundini: la prima impressione di Caro Televip

All’inizio di una stagione televisiva, l’attesa per i nuovi programmi è sempre quella più grande. Dai nuovi programmi ci si aspetta di più. Un nuovo programma è quello che ti fa sperare in un futuro televisivo migliore. Anche solo a breve termine. Da un nuovo programma comico in seconda serata io mi aspetto il massimo. Dopo una estate di stra-repliche a tutte le ore, la freschezza di una bella novità per farsi quattro sane ed intelligenti risate prima di addormentarsi è quanto di meglio si possa desiderare, televisivamente parlando. È con questa aspettativa che ieri ho visto la prima puntata di Una pezza di Lundini su Rai 2 (il lunedì, martedì, giovedì e venerdì
alle ore 23.25, orario variabile secondo la durata del prime time). Dal titolo, dal promo e dalla sinossi che avevo letto sui siti, mi ero fatto l’idea di vedere un programma di satira sulla tv. Sì, insomma, nella mia testa, “la pezza” ci sarebbe dovuta essere sul serio, irridendo programmi e personaggi televisivi veri. Invece, “la pezza” del titolo è solo nell’annuncio iniziale di Emanuela Fanelli e nell’incipit surreale del conduttore che si sente onorato di essere chiamato a sostituire “Canta a Pietrasanta con Alfonso Cuarón e Alessandro Greco”. Il senso del programma è tutto qui, in questi primi minuti. Gli altri 18 minuti sono un misto “spezzato” fatto di una intervista stralunata, due gag stralunate, la sigla intera di Luna Park del 1979, un monologo di Emanuela Fanelli ironico finto-impegnato, tre mini interventi strimpellati da una live band. Un programma scritto con cura, interpretato bene e che piacerà ai cultori della comicità nonsense raffinata. Ma l’interrogativo è: venti minuti di tv stralunata e nonsense, dopo che hai visto 5/6 puntate, non annoiano? Per quanto mi riguarda risponderò tra due/tre settimane.

Festival di Sanremo 2021: la normalità sarà farlo secondo le norme anti COVID-19 in vigore a marzo

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, il direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2021 Amadeus, ha annunciato che l’evento si farà solo se non saranno in vigore norme che ne limiteranno lo svolgimento tradizionale e quindi con il pubblico in sala e gli elementi dell’orchestra posizionati come sempre.

Ieri questo annuncio ha fatto titolare tutte le testate on-line: “Sanremo? Non c’è alcun piano B, o si fa con il pubblico o nulla” (dall’intervento al Festival della TV di Dogliani).

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Focus Mediaset: miglior rete dell’estate 2020

Sembra incredibile ma è una rete Mediaset quella che mi ha offerto la migliore programmazione nell’estate televisiva 2020. Nel nulla cosmico delle stra-repliche e delle fiction di seconda mano, i documentari ben assortiti di Focus TV (canale 35) sono il meglio che si possa trovare sulle reti gratuite del digitale terrestre. A tutte le ore, Focus Tv mi ha offerto documentari più interessanti di qualsiasi altro programma in onda su tutte le reti. “Cose di questo mondo”, “Mega disastri” e “Indagini ad alta quota” mi hanno salvato tutte le volte che sono scappato da Uno Mattina Estate, C’è tempo per… e Ogni Mattina. È grazie a “Tesla XFiles” che ho potuto apprezzare la bellezza di cambiare canale quando va in onda La vita in diretta estate su Rai1. E poi: “I segreti della Bibbia”, “Tra cielo e terra”, “Ancient discoveries”, “Il lato selvaggio dell Grecia”, “Navi da guerra”, “Mega ingegneria”, “Beautiful Serengeti”, “Viaggiatori, uno sguardo sul mondo”, “Mega costruzioni”, “Universo ai raggi x”, “Into the wild”, “L’Italia dei vulcani” e tanti altri titoli. Stasera in prima tv parte la stagione 13 di Indagini ad alta quota che è senza dubbio migliore di tutti i prime time estivi del sabato sera trasmessi da Rai 1 e Canale 5.
Certo mi fa uno strano effetto tessere le lodi di una rete Mediaset ma così è. E credo che anche in autunno tornerò spesso a sintonizzarmi sul Canale 35 come ancora di salvezza nei tanti momenti di brutta tv che di certo verranno programmati in autunno da tutte le reti generaliste.

Anna Billò è molto brava ma ha la grinta necessaria per sostituire Ilaria D’Amico a Sky Calcio Show?

Cara Anna Billò, mi piace il tuo modo di condurre lo studio live degli eventi calcistici. Sei la “signora” dell’Europa League e crescono le tue quotazioni come sostituta di Ilaria D’Amico alla conduzione di “Sky Calcio Show”, suo regno indiscusso per 15 anni che l’ha fatta diventare la “signora” del calcio. Su questa eventualità la stessa D’Amico ha dichiarato: “Fa l’Europa League da tanto tempo ed è in Sky da almeno quindici anni in conduzione. Se fosse lei avrebbe l’esperienza per fare bene” (da ilfattoquotidiano.it del 21/8/2020 intervista di Giuseppe Candela).

Cara Anna Billò, sei una delle telegiornaliste sportive più brave e competenti. Hai uno stile di conduzione misurato ed elegante che punta alla centralità dei contenuti e non della conduzione. Tutto questo basta per sostituire Ilaria D’Amico? No, non basta. Ci vuole anche una dose di grinta che mi sembra essere un tuo limite per quello spazio calcistico che ha tra le caratteristiche principali il contraddittorio post-partita con gli allenatori. Lì si gioca un terzo tempo scoppiettante tra opinionisti Sky e allenatori. Non c’è dopo partita Sky che non generi polemiche che poi alimentano la discussione di tutti i media nei giorni successivi. Spesso è proprio l’incalzante Ilaria D’Amico a scatenare le reazioni più calde degli allenatori. Ieri dopo la finale di Europa League persa contro il Siviglia, hai avuto l’allenatore dell’Inter Antonio Conte al microfono dello studio live di TV8 che ha gestito la comunicazione a suo piacimento con gli opinionisti-polemisti Lele Adani, Beppe Bergomi, Riccardo Trevisani, buoni buoni ad assecondarlo. Nemmeno tu lo hai incalzato come serviva quando ha parlato del futuro dell’Inter “con o senza Conte”. Sì ti sei inserita ripetendo “con o senza Conte?”, ma lo hai fatto con una vocetta tanto educata quanto poco efficace e Conte ha proseguito fino a far emergere la concreta possibilità di un suo addio all’Inter ma non certo per merito delle tue domande senza grinta. Cara Anna Billò, per sostituire Ilaria D’Amico serve un po’ di sana “cattiveria” giornalistica. Ce l’hai?

C’è tempo per… e la crisi di eccellenza di Rai 1

In una estate resa pesantissima dal ritorno alla crescita dei dati sulle persone positive al COVID-19, un po’ di leggerezza televisiva non può che far bene. La leggerezza è un valore assoluto nell’intrattenimento televisivo di qualità. C’è tempo per… programma nel daytime del mattino estivo di Rai 1 dovrebbe svolgere questa funzione. Non ci riesce.

Quello che riesco a percepire, in mezzo alla confusione a ciclo continuo generata dai conduttori che si parlano sopra e che parlano sopra agli ospiti, è una unica inequivocabile caratteristica: la voglia spropositata di emergere, di mettersi in evidenza, che hanno i due conduttori Beppe Convertini e Anna Falchi. Tale caratteristica ha l’unico merito di non farmi pensare a quello che dicono perché rimango imbambolato davanti alla loro esuberante convizione di essere quanto di più meraviglioso la Rai possa offrire al suo pubblico. “Non è possibile che questo programma e questi conduttori stiano andando in onda su Rai 1”, mi dico. Per me Rai 1 è sinonimo di eccellenza televisiva e mi ritrovo davanti a due conduttori eccelsi nella lettura del gobbo che è comunque la cosa migliore che possono fare visto che quando improvvisano i loro pensierini mi sembrano usciti dal diario della prima media. Non riescono a valorizzare i filmati delle Teche Rai nonostante gli autori puntino a selezionare sempre esibizioni di grandi artisti. Non riescono a rapportarsi con gli ospiti senza cercare costantemente il proprio primo piano, senza accavallare le proprie battutine e risate (Anna Falchi) e senza esaltare il proprio ruolo con un timbro di voce impostato tipo seconda lezione di recitazione (Beppe Convertini). Peggio di tutto ciò solo i momenti in cui i due si lodano a vicenda. Mi ritrovo a fissare quel logo in alto a sinistra che per me è il simbolo dell’eccellenza televisiva: RAI1HD. E per me continuerà ad esserlo, nonostante C’è tempo per…, Beppe Convertini e Anna Falchi. Perché amo la Rai ed è nei momenti di difficoltà e di crisi che si dimostra il proprio amore.

Nel momento principale del caso di cronaca dell’estate, il collegamento in diretta di RaiNews24 funziona e quello di Rai 1 no.

Oggi La vita in diretta estate non poteva commettere errori e uno, il più grande, lo ha commesso. Alle 12.15 arriva la notizia che è stato ritrovato il corpo di un bambino a Caronia, zona dove è stato già ritrovato il corpo di Viviana Parisi mamma di Giole che, ad oggi, risulta scomparso. #lavitaindirettaestate dal 3 agosto segue il caso con ore e ore di collegamenti, servizi e opinioni in studio.

Oggi quindi il programma di #Rai1 aveva il compito di coprire al massimo delle sue possibilità la notizia. I momenti essenziali da dare in diretta erano due. Il primo: la salita della bara dal luogo del ritrovamento. Il secondo: le dichiarazioni in diretta del Procuratore Capo di Patti.

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