In attesa del “gran finale” di Domenica In 2018/19

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Domenica In 2018/2019 con Mara Venier. Sono stato il primo fan di questa scelta: "Ho la sensazione che puntare su Mara Venier potrebbe davvero essere una scelta vincente" (17/7/2018). Mi riferivo soprattutto alla sfida con Domenica Live di Barbara D'Urso. Ma non ho potuto esultare più di tanto quando Canale 5 ha alzato bandiera bianca e chiuso il programma nella fascia in sovrapposizione. Perché da quel momento secondo me, senza lo stimolo della concorrenza, Mara Venier non è più stata quella della prima puntata che mi fece scrivere: "Mara Venier ha sfoderato una conduzione brillante, una padronanza assoluta del mezzo e una determinazione, nel voler ristabilire immediatamente un contatto con il pubblico, che è stata palpabile ed efficace (17/9/2018). A novembre il programma ha iniziato a deludermi: "Con maghi e paranormale, il gossip su Asia Argento e Fabrizio Corona, Domenica In batte di poco Dmenica Live ma soprattutto Mara Venier si avvicina sempre di più al genere di tv di Barbara D'Urso e questo la premia. Non per quanto mi riguarda. Peccato" (12/11/2018). A febbraio il colpo di grazia me lo ha dato questo ospite: "Per la serie i grandi ospiti di Domenica In Stefano De Martino che commenta il gossip su un possibile ritorno di fiamma con Belen Rodriguez. Rilievo artistico: zero. Il messaggio dovrebbe essere l'amore per la famiglia e l'amore eterno. Il risultato? Gossip" (24/2/2019). E il 7 aprile lo ha ospitato di nuovo! Ad aprile ho gettato la spugna: "Perché dopo aver fatto fuori la concorrenza, Rai 1 ha perso l'occasione di fare una grande Domenica In limitandosi a questa noiosissima sequenza di interviste di Mara Venier tutte uguali?" (7/4/2019). Oggi (19/5/2019) mi sono ritrovato di fronte all'ennesima intervista piatta e noiosissima con la ridens Alessia Marcuzzi e, in una giornata di metà maggio piovosa e fredda passata davanti alla tv, ho visto tutto meno che Domenica In. Domenica prossima ci sarà il celebratissimo "gran finale" di questa edizione di successo. Per me Mara Venier la prossima stagione non tornerà alla conduzione del programma e, ascolti a parte, credo che sarebbe un bene per Rai 1 e anche per Mara Venier. #rai1 #maravenier #domenicain

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Luca Rosini, il conduttore che usa il gobbo anche per i saluti di chiusura del programma

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Luca Rosini co-conduttore con Ingrid Muccitelli di Uno Mattina in Famiglia nel weekend di Rai1 è una delle novità della stagione tv che va concludendosi. È un conduttore che non bucherebbe lo schermo nemmeno se si presentasse nudo davanti alle telecamere. Il co-conduttore perfetto per mettere un po' in evidenza Ingrid Muccitelli che fino ad oggi ha sempre avuto al proprio fianco conduttori che si mettevano in evidenza, uno su tutti Tiberio Timperi. Nel mondo dei giovani conduttori, Luca Rosini si distingue per la dipendenza dal gobbo in ogni momento della conduzione, anche per i saluti di chiusura del programma. Ecco, se sulla capacità di bucare lo schermo non può fare nulla, nell'imparare il copione Luca Rosini dovrebbe applicarsi un po' di più e tentare la difficile via della personalizzazione della conduzione non rinunciando completamente all'aiuto del gobbo con i testi guida ma cercando di farli propri e, quando possibile, di lanciarsi in un minimo di improvvisazione. Chi conduce un programma in diretta ha questo grande privilegio: può, se ne è capace, tirare fuori momenti di conduzione che sembra fatta lì per lì. Ho l'impressione però che per Luca Rosini sia una impresa impossibile. #lucarosini #unomattinainfamiglia #rai1 #ingridmuccitelli

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Due righe due, al termine della prima edizione di A raccontare comincia tu

Si è conclusa la prima stagione di A raccontare comincia tu, il programma di Rai 3 condotto da Raffaella Carrà. A me, l’idea di far incontrare un personaggio top dello show leggero italiano come lei con altri personaggi top dello spettacolo, della cultura e dello sport, è piaciuta, quindi auspico una seconda edizione per la quale suggerisco alcuni cambiamenti.

Eviterei di ospitare i personaggi televisivi di cui si sa tutto e che non hanno alcuna intenzione di raccontare di loro qualcosa che non faccia parte dell’agiografia ufficiale. Eviterei di ospitare i campioni dello sport divisivi. Farei le interviste sempre e solo nella casa vera del personaggio. Nella prima edizione è mancato l’approfondimento. Tutto molto, troppo, in superficie. Nella puntata più riuscita, quella con il maestro Riccardo Muti, ci ha pensato lui a farsi l’auto-approfondimento ed è stata davvero molto interessante. Mi piacerebbe che gli autori percorressero itinerari biografici meno scontati. Il parallelo tra la vita professionale di Raffaella Carrà e i personaggi non è indispensabile. In alcuni casi è stato davvero troppo forzato. In alcuni casi, il vasto repertorio televisivo della conduttrice ha riempito la puntata per farla arrivare al taglio di 1 ora e 40 minuti. Gli ascolti dicono che le sei puntate hanno fatto una media del 6.4% di share. Le quattro puntate con Loren (6.8%), Muti (4.9%), Bonucci (3.9%) e Sorrentino (3.5%) hanno fatto una media del 4.7%. Le puntate con Fiorello (9.4%) e De Filippi (10%) hanno avuto l’unico pregio di alzare la media generale di ascolto ma il programma ha dato il meglio, nei contenuti e nella forma, senza di loro. Ciò detto, è un programma che mi piacerebbe ritrovare nella prossima primavera televisiva.

Festeggio i 3 anni senza Uno Mattina con Franco Di Mare

Festeggio i 3 anni senza Uno Mattina con Franco Di Mare. Oggi il suo “Sarò franco” sull’elemosina e la povertà: il solito “corsivo” banale, inconcludente, parziale. Una accozzaglia di luoghi comuni sui massimi sistemi senza costrutto. Temi immensi liquidati in pochi minuti con una apertura ad effetto, uno sviluppo a tesi e una conclusione con interrogativo. Pensierini semplici che il conduttore presenta come fossero un trattato di sociologia.
Ogni “corsivo” di Di Mare è un inutile sasso gettato in un oceano di ovvietà. L’idea che mi sono fatto è che lasciargli questo spazio per le sue riflessioni intoccabili (ho provato a proporgli un tema e mi ha fatto una lezione sui “corsivi”!) è un modo per tenerlo occupato in una cosa che gli piace tanto fare e che lo appaga molto, così se ne sta buono lì nella tv del mattino. Se così fosse allora che Di Mare resti pure a fare i suoi “corsivi” che io posso fare benissimo a meno di lui e di Uno Mattina.

Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

Maria De Filippi: “I social non determinano il risultato di una trasmissione televisiva”. Un pensiero per chi lavora per promuovere i suoi programmi sui social.

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Cara Maria De Filippi, durante "A raccontare comincia tu" del 25/4/2019 su Rai 3, Raffaella Carrà ti ha chiesto: "Perché i social sono così importanti nelle varie trasmissioni televisive? Perché è un contatto diretto con il pubblico?". Tu hai risposto: "Guarda, io i social li leggo ma non penso che i social determinano il risultato di una trasmissione televisiva. Per me no. Poi molti lo pensano". Cara Maria De Filippi, concordo. Secondo me, televip, emittenti televisive, produzioni tv, uffici stampa, uffici marketing, uffici comunicazione e addetti ai lavori, esagerano nel dare importanza alle opinioni espresse sui social media. Esagerano tutti quelli che fanno parte direttamente o indirettamente degli entourage dei televip a monitorare i social in modo così sistematico e a sprecare tutte quelle energie fisiche e mentali per esaltare sui social il proprio lavoro, rispondere alle critiche, retwittare e mettere i cuoricini ai commenti positivi. È una esagerazione stare lì a vedere se sì è nei trending topics e con quante menzioni ed interazioni anche in riferimento alla concorrenza. Cara Maria De Filippi, il mio pensiero in questo momento va a tutti i professionisti della tua Witty Tv che sui social si dannano l'anima per promuovere le vostre produzioni sul web e sui social media e che da oggi sanno che per la loro capa "i social non determinano il risultato di una trasmissione". Dopo questa affermazione secondo me non gli conviene nemmeno metterlo nel curriculum che hanno lavorato per promuovere sui social media i programmi di Maria De Filippi. #araccontarecominciatu #mariadefilippi #raffaellacarra #socialtv #socialmedia

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A raccontare comincia tu: tanto belle le puntate con i miti Sophia Loren e Riccardo Muti quanto brutte quelle con i televip Fiorello e Maria De Filippi

Cara Raffaella Carrà, ho seguito dall’inizio alla fine le prime 4 puntate di A raccontare comincia tu. Mi sono piaciute molto la seconda e la terza con ospiti Sophia Loren e Riccardo Muti. Non mi sono piaciute per nulla la prima e la quarta con ospiti Fiorello e Maria De Filippi.

Con l’attrice ed il direttore d’orchestra, il programma ha mostrato la sua anima più interessante, ovvero, quella di saper tirare fuori l’anima della persona più che esaltare il personaggio.

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The Voice of Italy: Simona Ventura caricata a pallettoni in difesa della sua scelta Elettra Lamborghini. Per la serie “chi male comincia”.

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Quello di Simona Ventura a The Voice of Italy non sarà un bel ritorno alla conduzione Rai se manterrà l'atteggiamento che ha avuto oggi nella conferenza stampa di presentazione. Un conto è la sicurezza di una professionista che sa di avere nuovamente in mano un programma con buone potenzialità e un conto è mostrarsi piena di certezze su cast, concorrenti e produzione prima di vedere l'effetto che faranno in onda. Perché poi è solo quando va in onda che un prodotto televisivo completa il suo ciclo e può essere giudicato. La cosa che ho trovato più fastidiosa è stata la difesa esagerata della scelta di Elettra Lamborghini come giudice/coach. Ad un giornalista che esprimeva delle perplessità sulla scelta di una artista con all'attivo due canzoni nel suo curriculum, Simona Ventura ha risposto mostrando un fastidiosissimo senso di superiorità con risposte tipo: "beh, avere due canzoni all'attivo non vuol dire nulla… c'è gente che ha costruito carriere su una canzone". Oppure del tipo "è una mia scommessa che difenderò fino alla fine… è una che piace molto ai giovani che la seguono…". E poi ha chiuso con una delle sue frasi fatte, nel suo stile vecchio e trapassato: "Elettra Lamborghini a The Voice ci sta come il limone in mezzo alle cozze". In attesa di vedere se questa Elettra Lamborghini sarà cozza o limone, per il momento sappiamo che Simona Ventura la difenderà fino alla fine perché è lei che l'ha voluta, è lei che l'ha scelta. Per quanto mi riguarda questo è tutto meno che una garanzia. #simonaventura #tvoi #rai2 #elettralamborghini

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Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle condanna Rai 1 all’immobilismo creativo

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle di Milly Carlucci che batte la diciottesima edizione di Amici di Maria De Filippi, condanna Rai 1 alla politica dell’immobilismo, dà forza ai dirigenti schiavi del “chi vince ha sempre ragione”, anche quando si vince con un programma vecchio che non fa crescere la rete in originalità. E allora è giusto che chi scrive di tv dia tutto il risalto che dà a mezzo punto di share in meno o in più. Lo vuole chi fa la tv e non solo per vendere gli spazi pubblicitari ma per bearsi di vittorie tanto effimere quanto immeritate. Ripetere per decenni sempre gli stessi programmi televisivi solo perché “vincono” le serate con numeri che un tempo sarebbero stati considerati disastrosi è il segno dei tempi, non solo televisivi, purtroppo. Ottenere il massimo del minimo con il minimo. E la Rai Radio Televisione Italiana non dovrebbe mai fare, dare e ottenere il minimo.

Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato.

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Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato. Suor talent show Cristina torna in tv come concorrente di Ballando con le stelle dopo aver vinto la seconda edizione di The Voice of Italy nel 2014. Inutile dire che "l'effetto novità" è inesistente e dallo schermo viene fuori solo una consumata donna di spettacolo. Il suo essere suora non la mette al riparo da tutti i vezzi ed i vizi delle persone che fanno spettacolo, a cominciare dall'ostentazione di essere consapevole dei meccanismi dello showbiz e di cavalcarli quando l'onda è favorevole senza risparmiarsi. Suor talent show Cristina non perde occasione per ricordare al pubblico quanto sia grata al Signore per il dono che le ha fatto nell'essere dotata di una bravura artistica che l'ha portata in televisione. Non perde occasione di ricordare al pubblico che lei è lì perché quando il Signore chiama e indica una strada non si può dirgli di no. Sulla pista di Ballando con le stelle, suor talent show Cristina si esibisce con entusiasmo, dinamismo, gioia e capacità. Il problema è che quando le danno il microfono per parlare, sembra non riuscire a trattenere una fastidiosissima ed accentuata presunzione. Lancia messaggi alle donne, dà consigli, spiega la vita in una frase. Il suo sorriso evangelico, una delle caratteristiche che ne hanno decretato il successo, viene smorzato dal suo verbo indottrinante. Se è vero che l'essere suora è anche e soprattutto un donarsi al prossimo, è anche vero che se il prossimo lo sommergi con la tua personalità debordante, quello prima o poi fugge perché di persone con questo grave difetto è piena la giornata di tutti noi. E non è che se lo fai dallo show televisivo del sabato sera di Rai 1 sembri più simpatica. Anzi. #suorcristina #sistercristina #ballandoconlestelle #rai1

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