Viva Rai Play di Fiorello: piccolo studio, piccolo show?

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Viva Rai Play: piccolo studio, piccolo show? Caro ex direttore di Rai 1 e Rai 2 Andrea Fabiano, è con autentico piacere che plaudo al tuo ritorno super attivo come responsabile di Viva Rai Play di Fiorello, il progetto ambizioso sul quale scommette in prima persona l'amministratore delegato Fabrizio Salini. Sai che sono sincero. Ma sai anche che sono doppiamente "felice" perché potrò tornare ad averti tra i destinatari delle mie lettere. Bontà tua so che non le scrivo ad un dirigente Rai con il senso di superiorità ma ad un professionista che stimo ed apprezzo e al quale inviare critiche ed elogi ha, per me, davvero un senso. Sei pronto per la prima critica preventiva? Certo che sei pronto e, mi permetto di leggerti nei pensieri, sono convinto che un po' sei felice anche tu di tornare al centro dei miei post di blogger tv. Ora, qual è il primo limite di Viva Rai Play che intravedo all'orizzonte? L'adattamento degli studi radiofonici di Via Asiago in Roma per questo show. In televisione, al livello di come la fa la Rai, ogni scelta produttiva è commisurata al programma. Gli studi radiofonici di via Asiago sono storici. Li ospita un edificio a pochi passi da piazza Mazzini, in pieno centro a Roma. Nati per fare radio, oggi li usate anche per fare dirette video, principalmente su Facebook, dei programmi radio. Ottimo audio, video di certo non da grande show. Il limite è strutturale e difficilmente i lavori di adattamento, di cui Fiorello ha postato una foto in una IG Story, potranno fare miracoli. 1+1=2, quindi l'idea che mi sto facendo è che Viva Rai Play non sarà un grande show, almeno per quanto concerne la struttura dello studio e di conseguenza l'uso di apparecchiature televisive necessarie ad un grande show. Mi dirai: che vuoi che sia per uno come Fiorello che ha fatto un programma dal bar? Ecco, appunto. Certo, non posso escludere che, visto che Fiorello promette il miracolo di far funzionare perfettamente lo streaming di Rai Play, farà anche il miracolo di fare un mega show televisivo da uno studio radiofonico del 1931. E sai che se lo farete, lo scriverò. Caro Andrea Fabiano, bentornato! Tuo, Akio. #vivaraiplay #andreafabiano #rosariofiorello

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Fiorello un volano per Rai Play? Netflix e Amazon Prime possono dormire sonni tranquillissimi

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Caro AD Rai Fabrizio Salini, oggi hai incontrato Rosario Fiorello e la tua dichiarazione è inequivocabile, sta per tornare in Rai: "Stiamo lavorando da settimane costruttivamente con Fiorello per riuscire a realizzare questo contenuto ambizioso e innovativo per la Rai. Nella Rai del futuro che stiamo costruendo, RaiPlay è la vera piattaforma di servizio pubblico, un canale che acquisirà sempre più centralità. Il progetto con Fiorello può essere un volano formidabile nel modo in cui sarà pensato, realizzato e distribuito. Non vediamo l’ora di iniziare, l’atmosfera è di grande sintonia e ringrazio Fiorello per l’entusiasmo che condivide con noi e che ci spinge a realizzare un progetto che solo fino a pochi mesi fa sarebbe stato per la Rai un sogno impossibile”. Caro Fabrizio Salini, se Fiorello deciderà di fare RaiPlay decreterà la propria resa incondizionata alla preoccupazione di tornare a fare uno show su #Rai1. Andare in onda su Rai Play vuol dire tenersi alla larga dalla sfida degli ascolti delle reti generaliste che sembra essere l'incubo di Fiorello il quale, da eccellente esperto di comunicazione, punterà a fare un programmino che possa essere "ripreso" quotidianamente dai media con un effetto eco che darà tanta visibilità a lui ma non darà alla Rai un contributo per le sfide che contano, ovvero, quelle della tv generalista. Ho serissimi dubbi che Fiorello su Rai Play possa essere un ponte per il futuro del servizio pubblico come dici. Ma, visto che negli ultimi anni ci sono stati più annunci di un possibile ritorno di Fiorello in Rai che scudetti della Juventus, c'è la speranza che anche stavolta non se ne faccia niente. La cosa che mi lascia perplesso è che si pensi a Fiorello quando è evidente che Rai Play ha bisogno di ben altro per intraprendere la sfida con i competitor in streaming a cominciare dalla programmazione di serie tv originali ed esclusive. E poi, non so se lo sai ma Fiorello è uno che si stanca presto dei progetti che fa e non mi stupirei se tra un anno lasciasse Rai Play perché "non voglio stancare il pubblico". E, vista la durata degli AD Rai, è possibile anche che non ci sarai nemmeno tu a fare da volano a RaiPlay. @rosario_fiorello

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Perché non è vero che Sanremo è sempre Sanremo: soprattutto Sanremo 2019

Caro direttore artistico del 69° Festival della Canzone Italiana di Sanremo Claudio Baglioni, non mi piace il cast dei cantanti in gara e questo sarebbe già un buon motivo per non guardare lo show. La sopravvalutatissima Virginia Raffaele co-conduttrice con te e Claudio Bisio difficilmente avrei potuto digerirla per più di una serata. Poi ci sono le polemiche sulla quota artisti legati ad una sola agenzia che non mi predispone alla visione serena.

Aver invitato Alessandra Amoroso in qualità di super ospite è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della santa pazienza.

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Lodovica Comello per la terza volta alla conduzione di Italia’s got talent: peccato, potrebbe e dovrebbe fare altri show

Se vuoi candidare Caro Televip ai #MIA18: il link alla scheda per la votazione

Se vuoi candidare Caro Televip ai #MIA18 Macchianera Internet Awards, nella categoria 12 Miglior Sito Televisivo, questo è il link alla scheda per la votazione. Si deve indicare l’indirizzo del blog http://www.carotelevip.net e si deve esprimere il proprio voto per almeno 8 categorie. Grazie! Akio.

Mediaset e la chiusura dei programmi politici populisti di Retequattro, Dalla vostra parte e Quinta Colonna

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non guardavo programmi come Dalla vostra parte di Maurizio Belpietro e Quinta Colonna di Paolo Del Debbio.

Il taglio populista, urlato, mi infastidiva anche perché mi è sempre sembrato eccessivo lo spazio concesso alla Lega di Matteo Salvini.

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Sandro Mayer che assegna il tesoretto: che gara di ballo è quella di Ballando con le stelle?

Cara Milly Carlucci, anche ieri sera Ballando con le stelle di Rai 1 ha preso una batosta nella sfida degli ascolti contro C’è posta per te di Canale 5: 19.3% di share contro il 26.1%. Ben 7 punti in meno proprio come la prima puntata. Il bicchiere mezzo pieno dice che hai tenuto, quello mezzo vuoto dice che sei scesa sotto il 20%. Da parte mia ieri avevo un motivo in più per seguire il tuo show e non quello della De Filippi: la brutta ospitata trash di Luciana Littizzetto. No, non sono scappato da Canale 5 perché il volto di punta della domenica sera di Rai 1 stava facendo il gioco della co-conduttrice a titolo gratuito del Festival di Sanremo 2017 di Rai 1 Maria De Filippi.

Ho seguito Ballando con le stelle perché volevo vedere chi avrebbe meritato il primo posto in classifica e chi sarebbe stato eliminato. Le gare mi appassionano. Tu mi confermi che Ballando con le stelle è una gara? Io ho qualche dubbio sul tuo concetto di gara. Dopo la prima puntata ho fatto un elenco dei limiti di questa edizione di Ballando. Quello più legato al concetto di gara è aver tolto alla giudice internazionale di danza Carolyn Smith la possibilità di assegnare “il tesoretto” finale e averla data al giornalista di cronaca rosa Sandro Mayer. L’assegnazione del tesoretto è fondamentale per salvare una coppia dalla eliminazione e quindi andrebbe assegnato, come è sempre stato, secondo criteri tecnici legati alla danza e non secondo i criteri tecnici assegnati da un giornalista che di tecnica del ballo ne sa meno che di ricrescita dei capelli. Cara Milly Carlucci, quando ieri sera ho visto che Nathalie Guetta finiva al primo posto grazie soprattutto al tesoretto assegnatole da Sandro Mayer anziché finire al ballottaggio per essere eliminata, mi sono chiesto: che gara è? La risposta che mi sono dato: una brutta gara di ballo e sono ben lieto che la gara televisiva la stravinca Maria De Filippi. Sono queste le scelte che mi allontanano da Ballando con le stelle come se fosse una qualunque Isola dei famosi.

Dance Dance Dance in prima serata su TV8: l’ho abbandonato dopo la seconda puntata

Cara direttrice di TV8 Antonella D’Errico, per un attimo (una puntata) mi sono illuso che l’edizione 2018 di Dance Dance Dance sarebbe stata quella giusta per riportarmi a seguire con continuità almeno una prima serata a settimana di TV8. Illusione svanita già dopo la seconda puntata.

E pensare che per non avere spoiler e godermi lo show mi sono anche impegnato a non seguire su Twitter i commenti di chi vede il programma due giorni prima su Fox Life nell’offerta a pagamento di mamma Sky.

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Domenica In si fa tre autogol anche quando Domenica Live non va in onda

Cara presidente della Rai Monica Maggioni, oggi a Domenica In gli argomenti principali sono stati il Festival di Sanremo con ospite Iva Zanicchi, la carriera e la vita di Romina Power (presente in studio), la coppia reale formata da principe Henry d’Inghilterra e da Meghan Markle.

Il programma vive la sua ennesima trasformazione a causa degli ascolti bassi con cui ha chiuso il 2017 e in attesa del ritorno della concorrente Domenica Live cerca di trovare la strada per poter arrivare a maggio senza essere chiuso (è stato già ridimensionato nel tempo).

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Le ragazze del ’68 di Rai 3: tutti i tweet di Caro Televip

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