Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

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Paramount Channel Italia: in onda da solo 7 mesi ed è già diventata una piacevole abitudine

Caro amministratore delegato di Viacom per l’Italia Andrea Castellari, il mercato televisivo italiano non deve essere poi così in crisi come si dice se il gruppo Viacom International Media Networks ha deciso di essere presente sul digitale terrestre in chiaro (canale 27) con Paramount Channel una presenza molto gradita a chi ha bisogno di avere certezze dal telecomando gratuito.

Dire che l’offerta di Paramount Channel è ricca è superfluo. Dire che la organizzazione del palinsesto è ottima non è così superfluo. Una library di titoli così vasta non è facile da gestire come potrebbe sembrare.

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Lezioni di Bon Ton con Metis Di Meo, ovvero, Rai 5 che insegue Rai2 che insegue Real Time. Non si fa.

Caro direttore di Rai 5 Massimo Ferrario, ho tolto il “Mi Piace” dalla pagina Facebook di Rai 5. E’ già da un po’ che la tua rete non è più nella mia personalissima Top 5 delle reti Rai ma la messa in onda del programma Lezioni di Bon Ton ha dato il colpo di grazia al mio ultimo dubbio: Rai 5 sta andando verso un modello produttivo che si ispira a Rai 2 che a sua volta copia Real Time. La mia Rai 5 finora era questa: David Letterman Show, Con i tuoi occhi, il teatro del sabato sera, il Maigret di Gino Cervi, Cool Tour, Q.B. all’estero Quanto Basta. Ma se per vedere queste trasmissioni devo rischiare di incrociare Lezioni di Bon Ton allora preferisco evitare Rai 5. Il primo ostacolo che dovrei superare per poterlo vedere è quello insormontabile della conduttrice e co-autore Metis Di Meo che mi ispira la stessa antipatia dell’onorevole del Movimento 5 Stelle Roberta “ce l’ho solo io” Lombardi.

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I buoni ascolti di Rai Movie però senza fare confronti

Caro direttore di Rai Gold (Rai Movie + Rai Premium) Roberto Nepote, l’estate sta premiando gli ascolti cinematografici e Rai Movie ha ottenuto per due volte in una settimana il suo record assoluto di ascolti in prima serata con il film “La sposa dell’Imperatore” ha realizzato il 3.04 di share con 578 mila telespettatori battendo il precedente miglior risultato di pochi giorni prima ottenuto con il film “Miracolo a Sant’Anna” avete realizzato il 2.94% di share. Nel primo comunicato stampa avete sottolineato di aver superato “per la seconda volta in 3 giorni, il canale generalista La7 che con il programma “Missione Natura” non è andata oltre il 2.54%. Ma il risultato complessivo della Direzione Rai Gold assume un rilievo ancora maggiore se Continua a leggere