Giovanna Botteri e la sensazione che sul Datagate “la situazione sia un po’ sfuggita di mano ai vertici dell’amministrazione Obama”

Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, ti vedo sempre meno sorridente quando parli del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ho come l’impressione che l’entusiasmo con cui ce l’ hai raccontato fino al gennaio scorso, cominci a scemare. Quello che negli ultimi 5 anni ci hai descritto come la grande speranza dell’America e quindi del mondo, è solo un presidente degli Stati Uniti d’America e come tale si comporta. Oggi torna di grande attualità il caso della National Security Agency americana che secondo The Guardian ha spiato le telefonate di 35 leader di altri paesi. La notizia, per quanto non sia una primizia visto che il caso Snowden è già esploso qualche mese fa, riprende vigore perché tra gli intercettati c’è la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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Che Tempo che Fa? Tempo da ombrello a Equitalia

Caro Fabio Fazio, che tu non sia il David Letterman italiano mi è sempre stato chiaro; che tu non sia un grande intervistatore, pure. Ti considero la versione di sinistra di Bruno Vespa con l’aggravante che non capisco perché la sinistra debba avere una versione di Bruno Vespa. Nemmeno l’annunciata intervista a Diego Armando Maradona mi ha fatto scegliere di vedere Che Tempo che Fa. Ho preferito farmi del male con 3 episodi consecutivi di Grey’s anatomy 9 su La7. Ieri però sono dovuto andare su Rai Replay a rivedere il pezzo dell’intervista in cui Maradona ha fatto il gesto dell’ombrello rivolto ad Equitalia.

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Con Radio Belva, Retequattro sprofonda nell’abisso del trash e il pubblico la abbandona

Caro direttore di Retequattro Giuseppe Feyles, dopo la messa in onda della prima puntata di Radio Belva non basterebbero 100 puntate del raffinato Downton Abbey per risollevare la tua rete dall’abisso trash in cui sta sprofondando. Hai deciso che, oltre a Quinta Colonna, ci voleva qualcosa di ancora più sconclusionato per demolire il concetto di talk show di attualità e politica. Per farlo ti sei rivolto a due specialisti dell’ammuina radiofonica: Giuseppe Cruciani e David Parenzo, animatori del programma La Zanzara su Radio 24. Cruciani e Parenzo hanno fatto della provocazione il segno distintivo del loro giornalismo e, in questo periodo di crisi economica, sociale e politica, cavalcano lo smarrimento generale, alimentandolo con la confusione delle loro quotidiane iperboliche rappresentazioni radiofoniche dell’Italia.

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La rilevanza giornalistica dell’intervista di Ballarò a Barbara Berlusconi

Caro Giovanni Floris, nell’ultimo anno si è parlato molto della possibile discesa nell’ arena politica di Marina Berlusconi, primogenita di Silvio e presidente di Mondadori. Qualche settimana fa Marina Berlusconi ha definitivamente messo a tacere queste voci e illazioni dichiarando ufficialmente che esclude un suo impegno in politica come sostituta del padre. Sarebbe stato giornalisticamente rilevante se avesse fatto questa importante dichiarazione a Ballarò ma nell’ultimo anno tu, e tutti i tuoi colleghi conduttori di talk show politici, non siete riusciti a strapparle un’intervista che potesse approfondire il suo pensiero sulla situazione politico-giudiziaria dell’illustre padre. Tu però sei uno sportivo e se il titolare non può scendere in campo punti sulla riserva. Così, hai mandato il tuo giornalista Andrea Scazzola a fare delle domandine alla figlia di secondo letto di Silvio: Barbara Berlusconi.

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Uno Mattina Magazine e scusate se ho detto Magazine

Cara Lorella Landi, scoprire che esiste una porzione di Uno Mattina intitolata Uno Mattina Magazine desterebbe curiosità anche nel telespettatore più abulico. Penserebbe che la tv del mattino del servizio pubblico non perde occasione per trattare temi che meritano un approfondimento che le trasmissioni in onda in altre fasce orarie non trattano. Quel telespettatore resterebbe deluso come sono rimasto deluso io. Per un mio limite incolmabile, continuo ad associare il termine giornalistico “Magazine” ai grandi settimanali dell’informazione come Time, Newsweek, Der Spiegel, l’Espresso. E invece dimentico che il termine può essere utilizzato anche per le trasmissioni televisive di approfondimento giornalistico.

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Matteo Renzi a Porta a Porta: il backstage fotografico molto più interessante della trasmissione

Caro Bruno Vespa, il nuovo Matrix di Luca Telese al massimo ti farà il solletico, un po’ per la propria inconsistenza e molto perché, nonostante in tv nascano come funghi talk show di politica e attualità, il pubblico continua a dare a Porta a Porta la forza dei numeri con la quale puoi contrastare efficacemente critici e detrattori. Anche per i politici, nonostante facciano fatica ad ammetterlo, sei sempre il punto di riferimento; la terza camera del parlamento. Ieri ad esempio hai ospitato il predestinato presidente del consiglio, nonché messia del PD, Matteo Renzi. Prima della pausa estiva si era concesso il lusso di essere super-ospite di Bersaglio mobile di Enrico Mentana. All’inizio della nuova stagione televisiva si è concesso a Porta a Porta. I passaggi televisivi di Matteo Renzi sono sempre meno efficaci visto che ormai il suo bla-bla non è più una novità.

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Il nuovo Matrix di Luca Telese sarà una pacchia per gli ospiti

Caro Luca Telese, ogni volta che ti vedo in tv, ogni volta, non riesco a non pensare a Pinotto, il personaggio della celebre coppia cinematografica Gianni e Pinotto, i mitici Abbott and Costello, come diresti tu. Di Pinotto hai innanzitutto la vocina e la usi quasi alla stesso modo con i tuoi interlocutori televisivi; ogni parola la pronunci come fosse una nenia leggera che accompagna un nonsense. Il tuo volto poi lo trovo identico a quello di Pinotto quando sa di voler bonariamente provocare l’interlocutore senza però riuscire ad ottenerne i risultati sperati. Ma per me sei pienamente un Pinotto perché ti immergi beato nel tuo narcisismo. Pinotto, nonostante esteticamente non sia proprio Cary Grant, si piace tanto; prima che timido, pauroso e pasticcione, è un grande narcisista.

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Notiziari Mediaset, per PdL e PD un esempio di compattezza da seguire

Caro direttore di TgCom 24 Alessandro Banfi, per tutta la giornata di ieri hai trasmesso una serie di servizi confezionati dalla redazione politica che hanno raccontato la assoluta compattezza del PdL dopo l’ultimo vertice di Arcore e l’assoluta conflittualità all’interno del PD dopo le dichiarazioni di Massimo D’Alema a favore di Matteo Renzi. Tutto vero riguardo al PD; tutto falso riguardo al PdL.

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A Rainews24 e TgCom24 ormai preferisco France24

Cari direttori di RaiNews24 e di TgCom24 Monica Maggioni e Alessandro Banfi, da quando siete direttori vedo sempre meno le vostre due emittenti all-news sul digitale terrestre (a dire il vero, TgCom24 mi ha stancato da molto prima). E’ stato un progressivo ma inesorabile processo di allontanamento che si è consolidato negli ultimi giorni in cui ho deciso che France24 sarà d’ora in poi la prima rete all-news su cui punterò accendendo la tv . Il colpo di grazia me lo hanno dato le ore che avete dedicato al Meeting di Comunione e Liberazione. Una copertura televisiva che faticherei a giustificare anche per i congressi dei principali partiti politici italiani.

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