60 anni di storia Rai: quando Rai 1 trasmetteva Parola mia di Luciano Rispoli nella fascia oraria in cui oggi trasmette L’Eredità di Carlo Conti

Caro Bruno Vespa, non seguo le puntate di Porta a Porta in cui celebri i 60 anni della Rai perché l’unica volta che mi sono sforzato di farlo stavi celebrando l’esordio come conduttore Rai di Carlo Conti a Discoring. Carlo Conti con i capelli lunghi e gli occhialoni anni ’80 è una di quelle immagini che ti fanno cambiare immediatamente canale e ti allontanano per sempre da una trasmissione perché pensi che potrebbe capitare persino di vedere immagini ancora più impressionanti. E, anche se in questo momento è il conduttore di punta di Rai1, mi è parso spropositato lo spazio che gli hai dedicato, però lo hai fatto in coerenza con la considerazione che ha la Rai della propria storia.

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Sanremo 2014: caro Giancarlo Leone, meno selfie, prego. Più qualità, grazie.

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, mi fa sempre piacere vedere un lavoratore che si diverte lavorando. Mi dà la sensazione che il suo lavoro renderà felici e soddisfatte anche le persone che beneficeranno di quel lavoro. Tu, in qualità di capo delegazione Rai, sei a Sanremo per coordinare i lavori della 64esima edizione del Festival della canzone italiana. E ti stai divertendo un mondo e al mondo lo comunichi attraverso twitter. Eccoti accanto alla super ospite della prima serata Laetitia Casta.

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Enrico Mentana da solo, a mani nude, contro la prima serata di Sanremo 2014. Forse però pensa di giocarsi la carta Beppe Grillo.

Caro Enrico Mentana, stasera, mentre tutta l’Italia televisiva si accalcherà per vedere la prima serata della 64esima edizione del festival della canzonetta italiana, tu andrai in onda in diretta su La7 con una puntata di Bersaglio mobile intitolata “Renzi o no?”. Da giornalista di razza cavalchi l’onda dei #RenziDays buttandoti senza rete, La7, contro la canterina macchina da guerra di Rai 1. Nessuna emittente televisiva nella settimana sanremese ha predisposto una controprogrammazione degna di questo nome. Solo tu, da solo, a mani nude, lanci la sfida. Giovanni Floris e Michele Santoro si sono eclissati. Il primo per motivi di squadra-Rai, il secondo per motivi di audience che non sarebbe in grado di garantire agli inserzionisti. E tu ti sei infilato nel buco del martedì con la speranza di racimolare qualche telespettatore di Floris. Così mentre Fazio e Littizzetto intontiranno gli italiani con la spensieratezza preconfezionata parola per parola, tu eserciterai il diritto di cronaca politica per commentare e decodificare la prima giornata di consultazioni ufficiali del premier incaricato Matteo Renzi.

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Bruno Vespa deve perfezionare la tecnica dell’intervista poltrona a poltrona

Caro Bruno Vespa, nella tua pluridecennale ricerca della #profondasintonia con tutti i politici di tutti gli schieramenti, hai aggiunto un nuovo significativo elemento che non è meramente scenografico ma molto operativo: l’intervista poltrona a poltrona. Questa settimana ho seguito con grande interesse la puntata di Porta a Porta in cui hai intervistato Angelino Alfano, segretario del partito Nuovo Centro Destra. Non mi sono concentrato sulle domande e sulle risposte perché sono rimasto affascinato dall’impianto scenografico dell’intervista. Niente di clamorosamente nuovo eppure c’era qualcosa di innovativo. Tu e l’intervistato seduti uno di fronte all’altro in soffici poltrone bianche.

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Renzi a Porta a Porta dopo l’accordo elettorale con Berlusconi. I tweet di caro televip e di Alessandra Sardoni

A proposito del primo piano di Elisa Isoardi, con frangetta, a Uno Mattina

Cara Elisa Isoardi, è passato un anno da quando magnificavo i primissimi piani che la regia di Uno Mattina (Rai 1) ti dedicava. Torno a vedere Uno Mattina e che succede? Hai la frangetta? Ti sei fatta la frangetta? Hai sostituito la tua chioma fluente con un taglio alla Cleopatra? Inutile chiedersi il perché. Il tema “capelli-donna” è uno dei misteri dell’universo che non sono in grado di comprendere. Nemmeno il tanto celebrato web potrà mai aiutarmi a comprendere. Ho fatto l’errore micidiale di digitare “frangia” e “frangetta” su google e sono uscito dall’universo conosciuto; là dove nessun uomo è mai giunto prima.

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E’ un’ingiustizia però che Roberto Giacobbo possa andare in video e Gigi Marzullo no

Caro Roberto Giacobbo, a Voyager – Ai confini della conoscenza (il lunedì in prima serata su Rai 2) hai affrontato il sempre attuale tema dei viaggi nel tempo. Vista la situazione del mondo anch’io auspico che la scienza si dia una mossa e arrivi presto dove la fantascienza è già arrivata. Il viaggio nel tempo ci serve come il pane per dare una bella sistemata al passato, al presente e al futuro. Anche tu ne sei convinto e hai introdotto l’argomento in modo convincente:

“Se poteste tornare indietro nel tempo cosa cambiereste della vostra vita? Quali errori non rifareste? Quali errori andreste a correggere, se mai fosse possibile, della storia? Stiamo per parlare… dei viaggi nel tempo… Viaggiare nel tempo, tornare indietro, scoprire antichi popoli, oppure fare un salto verso il futuro. Cosa si potrà realmente fare? E come si potrà intervenire sulla linea del tempo, magari per salvare un uomo, una civiltà, il mondo. Quali sono i paradossi che bisogna superare? Quando la teoria potrà diventare realtà? Spesso la fantascienza ha anticipato il futuro”.

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