La nuova Retequattro, in attesa di Piero Chiambretti e Roberto Giacobbo in prima serata: chi l’ha vista?

Caro amministratore delegato e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, la rivoluzione che avrebbe dovuto rilanciare Retequattro per il momento è una battaglia persa, sia per quanto concerne gli ascolti che rispetto all’identità di rete.

Gli ascolti delle novità, Stasera Italia con Barbara Palombelli, Quarta Repubblica con Nicola Porro e W l’Italia con Gerardo Greco, sono tutti perdenti contro la concorrenza.

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Giacobbo, Palombelli, Greco, Porro e Chiambretti, star della nuova Retequattro: i tweet di “benvenuto” di Caro Televip

E’ un’ingiustizia però che Roberto Giacobbo possa andare in video e Gigi Marzullo no

Caro Roberto Giacobbo, a Voyager – Ai confini della conoscenza (il lunedì in prima serata su Rai 2) hai affrontato il sempre attuale tema dei viaggi nel tempo. Vista la situazione del mondo anch’io auspico che la scienza si dia una mossa e arrivi presto dove la fantascienza è già arrivata. Il viaggio nel tempo ci serve come il pane per dare una bella sistemata al passato, al presente e al futuro. Anche tu ne sei convinto e hai introdotto l’argomento in modo convincente:

“Se poteste tornare indietro nel tempo cosa cambiereste della vostra vita? Quali errori non rifareste? Quali errori andreste a correggere, se mai fosse possibile, della storia? Stiamo per parlare… dei viaggi nel tempo… Viaggiare nel tempo, tornare indietro, scoprire antichi popoli, oppure fare un salto verso il futuro. Cosa si potrà realmente fare? E come si potrà intervenire sulla linea del tempo, magari per salvare un uomo, una civiltà, il mondo. Quali sono i paradossi che bisogna superare? Quando la teoria potrà diventare realtà? Spesso la fantascienza ha anticipato il futuro”.

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180 puntate, 23 serie, 10 anni: torna Voyager. E tutto quello che deve essere svelato, sarà svelato. Dallo Yeti?

Caro Roberto Giacobbo, molto più puntuale di una profezia dei Maya, stasera torni con una nuova edizione di Voyager (su Rai 2) ma non ci spiegherai perché il mondo non è finito il 21 dicembre 2012, anzi, ci tieni a puntualizzare: “Come è stato spiegato molte volte, i Maya non avevano annunciato nessuna fine del mondo. Al contrario le leggende parlano dell’inizio di un tempo di rinnovamento e di pace. E proprio a questa speranza si ispira il nuovo sottotitolo del programma: Voyager – La nuova era” (da ufficiostampa.rai.it). Sul sito del programma c’è anche una sezione intitolata “2012: perché il mondo non finirà” con tutti i filmati in cui, dal 2007, voi di Voyager avete smontato la profezia. Nel promo della prima edizione 2013, ci accogli nel nuovo studio dove troneggia una piramide glaciale alta 7 metri da dove farai partire i contributi con le nuove indagini di Voyager.

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Voyager e il mistero della Battaglia di Anghiari di Leonardo: ci sono tutte le premesse per battere il record del numero di puntate dedicate ai Templari e ai cerchi nel grano.

Caro Roberto Giacobbo, dopo la puntata di ieri di Voyager, chi d’ora in poi parlerà del mistero del capolavoro perduto di Leonardo da Vinci “La Battaglia di Anghiari” dovrà citare te, la Rai, il National Geographic e l’ingegnere Maurizio Seracini dell’Università di San Diego. Il prof. Seracini sulla base di riscontri storico-documentali studia da oltre trent’anni la possibilità di scovare “La Battaglia di Anghiari” dietro a un muro dipinto dal Vasari nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Tu hai contribuito a dare il via definitivo alla fase operativa dei suoi studi. Sette anni fa hai proposto alla fondazione del National Geographic di collaborare con la Rai per supportare e documentare il lavoro di Serracini e ieri sera su Rai 2, la rete dell’Isola dei famosi, è andata in onda la prima puntata di questa collaborazione. Continua a leggere