Uno Mattina Magazine e scusate se ho detto Magazine

Cara Lorella Landi, scoprire che esiste una porzione di Uno Mattina intitolata Uno Mattina Magazine desterebbe curiosità anche nel telespettatore più abulico. Penserebbe che la tv del mattino del servizio pubblico non perde occasione per trattare temi che meritano un approfondimento che le trasmissioni in onda in altre fasce orarie non trattano. Quel telespettatore resterebbe deluso come sono rimasto deluso io. Per un mio limite incolmabile, continuo ad associare il termine giornalistico “Magazine” ai grandi settimanali dell’informazione come Time, Newsweek, Der Spiegel, l’Espresso. E invece dimentico che il termine può essere utilizzato anche per le trasmissioni televisive di approfondimento giornalistico.

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Flavio Insinna e i profondi significati di Affari tuoi

Caro Flavio Insinna, ti credo quando dici che ritieni un privilegio essere tornato a condurre Affari tuoi su Rai 1. La popolarità che ti garantisce è un privilegio di pochi altri personaggi televisivi. Credo anche che tu sia altrettanto convinto di tutte le grandi qualità che attribuisci a questo gioco televisivo in cui tutte le sere all’ora di cena gli italiani vedono i concorrenti buttarsi a caso su un pacco e aprirlo sperando di vincere fino a 500.000 euro senza alcun merito e fatica. Ti credo perché tu sei il più buonista di tutti i buonisti che attualmente conducono programmi televisivi in Italia. Sei un po’ il papa Francesco dei conduttori televisivi.

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Le polemiche preventive su Mission di Rai 1: è sbagliato il cast non l’idea di base che però andava spiegata bene senza far pensare ai reality

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, tra pochi giorni è ferragosto e ti ritrovi a dover fronteggiare le polemiche per un programma che trasmetterai a fine novembre e di cui nessuno ha visto un fotogramma. Polemiche preventive e, molto probabilmente, pretestuose. Perché può avvenire una cosa del genere è facile da comprendere. Voi avete annunciato un programma con 8 vip come protagonisti al seguito dei volontari in missione umanitaria per 15 giorni. Sul dal Tv Radiocorriere on-line spiegate anche come sarà strutturato il programma:
“Protagonisti otto celebrities che vivranno 15 giorni insieme ai volontari che lavorano nei campi profughi in giro per il mondo, immergendosi in una realtà umana e ambientale molto dura. Una volta rientrati in Italia, i personaggi porteranno in studio oggetti personali che verranno messi all’asta e assumeranno il ruolo di testimonial per la raccolta fondi che si svolgerà durante la puntata. I contributi dei telespettatori verranno destinati alla missione che ha ospitato il personaggio”.

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Il royal baby non fiacca la resistenza della nuova Rainews24 di Monica Maggioni. L’inviata Silvia Rita ci racconta la voglia di parto naturale di Kate.

Cara direttore di Rainews24 Monica Maggioni, è ormai questione di ore, di minuti, e l’attesa per la nascita del royal baby di William e Kate finirà. Un’attesa che ha piegato ma non spezzato la resistenza delle tue inviate; dopo Liana Mistretta hai spedito a Londra Silvia Rita che si sta producendo in esercizi giornalistici difficilissimi, di cui un direttore del tuo livello non può non andare fiera. Ieri, nel collegamento in diretta fatto dal marciapiede di fronte all’ospedale dove dovrebbe avvenire il parto reale, Silvia Rita, ci ha informato sulle solite indiscrezioni lette sul Sun (il prestigio di una testata si vede da questi piccoli dettagli. Sono capaci tutti a leggere il Sun dallo studio di Roma! Il difficile è leggere il Sun da un marciapiede londinese!).

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Aspettando il royal baby, Rainews24 manda a Londra l’inviata Liana Mistretta in supporto del corrispondente Antonio Caprarica.

Cara direttore di RaiNews24 Monica Maggioni, come può una grande rete all-news non seguire in modo speciale la nascita del royal baby di William e Kate d’Inghilterra? E infatti tu hai mandato un rinforzo importante al corrispondente da Londra Antonio Caprarica: l’inviata Liana Mistretta. L’ex direttore del giornale radio non è che da solo può coprire tutti gli spunti e le sfumature che la notizia offre. Quindi hai mandato a Londra l’inviata Mistretta con il compito di realizzare dei servizi significativi che precedono l’editoriale di Antonio Caprarica in una rubrica speciale che avete ideato per l’occasione intitolandola “Cronache da Londra, aspettando il royal baby” (una rubrica con tanto di sigla con immagini suggestive della coppia reale accompagnate da una canzone di Paul McCartney).

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Tweet. Virus il contagio delle idee condotto da Nicola Porro fa il 5.25% di share in prima serata su Rai 2…

L’Europa che non c’è: Euronews assente dal digitale terrestre e l’azionista Rai che la manda in onda su Rai1 dalle 5.45 alle 6.10

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, quando hai 5 minuti di tempo riprendi in mano il fascicolo Rai-Euronews. La Rai è tra le 11 emittenti che hanno fondato il consorzio europeo Euronews e tra i primi cinque azionisti. Euronews è l’emittente a cui l’Unione Europea ha affidato parte della comunicazione istituzionale ma è soprattutto l’emittente che ha il compito di diffondere la conoscenza di tutti i popoli e le nazioni europee, sotto tutti i punti di vista. Conoscere è una parola grossa visto che Euronews in Italia va in onda sul satellite Astra, Hot Bird, Sky e Tivù Sat, sul sito web dell’emittente e su quello delle dirette Rai ma non va in onda sul digitale terrestre.

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La guerra dei mondi: la nuova dimensione del talk show firmato Rai 3.

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, quello che è accaduto venerdì scorso in prima serata su Rai 3 ha più del ridicolo che dell’incredibile. Succede che il nuovo direttore di Rai 3 Andrea Vianello si è inventato un nuovo talk show intitolato La guerra dei mondi affidandolo ad un nuovo conduttore, David Parenzo. Succede che nell’ultima puntata la contrapposizione delle opinioni sia sfociata in un diverbio tra lo scrittore Aldo Busi e la deputata PdL Laura Ravetto che ha abbandonato lo studio. La cosa non ha dell’incredibile perché se si ospita in un talk show il provocatore Busi per contrapporlo alla provocatrice Ravetto, il minimo è che ne venga fuori una gran confusione.

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Celi, mio marito! Ora che anche Aldo Grasso ha scritto che è un programma che non esiste, sento di non essere stato frettoloso nel valutarlo.

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, sono contrario all’accanimento terapeutico nei confronti di una trasmissione come Celi, mio marito!, anche perché c’è poco da fare per salvarlo e, avergli già dedicato due post, mi sembra fin troppo. Bastava un tweet dopo la prima puntata per bocciarlo senza appello. Tu mi dirai che sono esagerato. Fino a ieri avrei potuto darti ragione. Poi, ieri, Aldo Grasso, il primo critico televisivo italiano, ha scritto il suo secondo articolo su Celi, mio marito! definendolo “il programma che non esiste”, a distanza di oltre un mese dal suo primo articolo scritto dopo la prima puntata e nel quale gli dava una certa apertura di credito.

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Rassegna stampa Rai, che fortuna non avere la password!

Boh: Dai, ammettilo, un po’ ti manca la lettura della rassegna stampa Rai

Mah: Ma che scherzi! Fortuna ha voluto che la limitazione della password coincidesse con la nomina di un grillino a presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. La Fieg e l’ufficio stampa Rai mi hanno risparmiato la lettura delle dichiarazioni a testate riunite di Roberto Fico!