Ballando con le stelle: una trasmissione da museo delle cere che Rai 1 riproporrà anche nel 2014

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, era quasi l’una di notte quando ieri sei entrato nelle inquadrature della finalissima di Ballando con le stelle 9 per consegnare la coppa ai vincitori Elisa Di Francisca e Raimondo Todaro. Hai messo la tua faccia per rivendicare il successo (a tuo dire) del programma e per annunciare che nell’autunno 2014 i telespettatori di Rai 1 potranno vedere la 101esima puntata che darà il via alla decima edizione. Con un anno di anticipo ci dici che Rai1 per il decimo anno consecutivo proporrà Ballando con le stelle come programma del sabato sera dell’autunno della prima rete televisiva italiana.

Una resa alla creatività, alla innovazione e alla vitalità di una rete vecchia che non ha nessuna intenzione di rinnovarsi. Ballando con le stelle è un programma da museo delle cere. Per settimane avete sfruttato il clamore suscitato dal look con parrucchino di Sandro Mayer per nascondere il vecchiume di tutto il resto del cast e non mi riferisco al look ma alla vera e propria presenza. Da Ivan Zazzaroni a Carolyn Smith, da Guillermo Mariotto a Fabio Canino e perfino tutti i maestri di ballo ormai sembrano le statue di un museo delle cere. Sono invecchiati all’Auditorium del Foro Italico e il reparto trucco e parrucco non riesce più a non farli sembrare le statue di cera di loro stessi. Tutto Ballando con le stelle è un programma da museo delle cere e la necessità di contenere le spese per la crisi non poteva che peggiorare la situazione. Avete messo insieme un cast debolissimo e siete dovuti ricorrere alla polemica alimentata da Anna Oxa per destare l’attenzione su un programma che per tre puntate è stato prevalentemente un talk show di terza categoria. E su tutti, Milly Carlucci, la cui statua del museo delle cere è più attuale dell’originale. Il suo modo di condurre è fermo alla tv degli anni ’90. Una Milly Carlucci che sa bene quanto sia vecchia la trasmissione e che proprio nel finale di ieri ha promesso che la prossima edizione sarà aggiornata ai tempi televisivi del 2014. Quindi la decima edizione sarà condotta dalla sua statua del museo delle cere?

Mission di Rai 1 in due tweet di Caro Televip

Rai 2, tutte le strade portano al flop

Caro direttore di Rai 2 Angelo Teodoli, la tua è una rete condannata a dover sempre dimostrare che gli ascolti che fa sono sufficienti a giustificare il nome che porta. E’ del tutto inutile riassumere i tanti passaggi di direzione e i tanti cambi editoriali che hanno caratterizzato la storia recente del secondo canale della Rai, per poterne giustificare le difficoltà croniche. Qualsiasi analisi approfondita si decidesse di fare sul rapporto qualità/quantità dei programmi vecchi e nuovi di Rai 2, porterebbe alla stessa conclusione: non si trova una soluzione affidabile e stabile per dare una svolta alla rete.

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Tv Talk di Rai Educational, un talk show in crisi di identità

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, so che prima di diventare presidente della Rai guardavi pochissimo la tv. Allora ti sarai persa un bel programma realizzato dalla struttura Rai Educational e trasmesso da Rai 3 il sabato mattina alle ore 9. S’intitolava Il Grande Talk ed è stato il padre di Tv Talk che oggi va in onda il sabato alle ore 14.55 sempre su Rai 3, sempre con la firma della struttura Rai Educational. Da allora il programma è cambiato molto. Da programma strettamente di analisi dei programmi tv è diventato uno show che fa un po’ di analisi sulla tv e fa molto da vetrina agli altri programmi televisivi e ai televip; il massimo della autoreferenzialità televisiva. A proposito di massimo, a condurlo è sempre lo stesso conduttore Massimo Bernardini che ne è anche uno degli autori fin dalle origini e quindi a lui sono ascrivibili tutti i meriti di come il programma era e di quello che il programma è diventato.

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Detto Fatto: per Caterina Balivo è un tutorial anche il gossip sulle star rifatte

Cara Caterina Balivo, sono un ragazzo sfortunato perché non riesco ad appassionarmi al fantastico mondo dei tutorial televisivi e, ogni volta che guardo Detto Fatto di Rai 2, mi allontano sempre di più dalla possibilità di farmeli piacere. Ieri ho ritentato, inutilmente. Non mi interessa imparare a dipingere una parete con la tecnica del glitter, non ho intenzione di farmi trasformare il look, le torte per fortuna ho chi me le cucina egregiamente, non aspiro ad imparare i balli country e non smanio di coltivare piante carnivore in casa. Questi sono stati i tutorial della parte di trasmissione che ho visto e mi sono stati sufficienti per confermare che Detto Fatto non è la trasmissione per me. Fin qui, ha parlato il telespettatore e, ahimè, l’abbonato Rai. Poi però, Detto Fatto, nella sua immensa generosità ha offerto uno spunto anche al blogger.

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Che Tempo che Fa? Tempo da ombrello a Equitalia

Caro Fabio Fazio, che tu non sia il David Letterman italiano mi è sempre stato chiaro; che tu non sia un grande intervistatore, pure. Ti considero la versione di sinistra di Bruno Vespa con l’aggravante che non capisco perché la sinistra debba avere una versione di Bruno Vespa. Nemmeno l’annunciata intervista a Diego Armando Maradona mi ha fatto scegliere di vedere Che Tempo che Fa. Ho preferito farmi del male con 3 episodi consecutivi di Grey’s anatomy 9 su La7. Ieri però sono dovuto andare su Rai Replay a rivedere il pezzo dell’intervista in cui Maradona ha fatto il gesto dell’ombrello rivolto ad Equitalia.

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La domenica pomeriggio di Rai 1: l’Arena di Massimo Giletti inconcludente e la Domenica In di Mara Venier promozionale

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, dopo tre settimane non si può più parlare di rodaggio per l’avvio della programmazione pomeridiana domenicale della rete più vista dagli italiani. Massimo Giletti è già a pieno regime con la sua collaudata Arena e la Domenica In di Mara Venier ha trovato un assetto quasi definitivo dopo i problemi delle prime due settimane. L’Arena prosegue nel solco dell’inconcludenza alimentando un talk show sterile sulla base delle notizie della settimana già ampiamente discusse da decine di ore di altri talk show senza riuscire a portare qualcosa di nuovo a livello informativo. Questo quando va bene.

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