#isola il quartetto monnezza televisiva Venier-Marcuzzi-Signorini-Ventura #vialedeltramonto #trash #poveraitalia pic.twitter.com/5B76uBv9Kb
— carotelevip (@carotelevip) 11 aprile 2016
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Cara Megyn Kelly di Fox News, lo scongelamento dei freddissimi rapporti tra te ed il candidato alle primarie repubblicane Donald Trump era iniziato quando lui ti ha citato in diretta facendoti fare una bella risata.

Sono sempre più lontani i tempi in cui lo facevi infuriare. Ora ti riceve nella sua tana dorata, la Trump Tower sulla Quinta Strada a New York.
Caro Gerry Scotti, sei uno dei pilastri di Mediaset. Non solo per la fedeltà assoluta che da oltre trent’anni dimostri alla tv del biscione ma soprattutto perché continui ad incarnare il ruolo del conduttore della porta accanto che conferisce umanità ad una Canale 5 che ha imboccato definitivamente ed inesorabilmente la deriva trash.

Tu sei da sempre “Lo zio Gerry”: una garanzia per quei telespettatori di Canale 5 in cerca della normalità.
Caro creatore di Doctor Foster Mike Bartlett, tra i tanti benefici di non essere sposato adesso posso aggiungere anche la possibilità di non rischiare di vivere l’esperienza di tradire mia moglie e subirne le conseguenze che hai immaginato in questa serie (5 episodi da 58 minuti ciascuno) che hai scritto per la BBC e che in Italia è nel catalogo di Netflix.

Doctor Foster ti cattura per il crescendo ben architettato che ti fa seguire le tappe della vendetta studiata da Gemma (il Doctor Foster, interpretata da Suranne Jones) nei confronti di suo marito Simon Foster (interpretato da Bertie Carvel) e della sua giovane amante Kate (interpretata da Jodie Comer). Se è vero che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, Gemma Foster è una chef pluristellata dei piatti freddi.
una non avrebbe mai dovuto condurre #isola l’altra non avrebbe mai dovuto farla da concorrente pic.twitter.com/xxHuV6by78
— carotelevip (@carotelevip) 4 aprile 2016
Quella vestita da carnevale è la fashion blogger Irene Colzi. E c’è pure chi la prende come modello! #dettofatto pic.twitter.com/o3zNC6H4wg
— carotelevip (@carotelevip) 5 aprile 2016
Cara Debra Winger, ho avuto un brivido blu quando ti ho visto a piedi scalzi indossare solo una camicia di jeans nel primo episodio della sit-com The Ranch.

Quel brivido blu è stato il massimo dell’entusiasmo che mi ha suscitato questa produzione originale Netflix, una delle novità di aprile (10 episodi da 30 minuti).
Ieri la giuliva Balivo ha parlato di bon ton con Elda Lanza. La scosciata ascellare ne è un esempio? #dettofatto pic.twitter.com/JvItv5X0B6
— carotelevip (@carotelevip) 5 aprile 2016
Caro ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello, nel bene e nel male sta andando in onda ancora la Rai 3 così come l’hai voluta tu. Tra i programmi che mi sono piaciuti della tua direzione c’è Io&George che in questo momento va in onda in replica la domenica alle ore 12.55. Si tratta del docu-film (in 6 episodi da 50 minuti) che racconta il viaggio in Italia di una coppia siculo-londinese davvero speciale: la scrittrice Simonetta Agnello Hornby e suo figlio George Hornby.

Simonetta Agnello Hornby è una scrittrice siciliana di successo (un titolo su tutti La mennulara, Feltrinelli) che vive a Londra da oltre quarant’anni dove svolge la professione di avvocato dei minori. Ha due figli: George e Nicola. George ha 45 anni e da 13 è affetto da sclerosi multipla primaria progressiva, una grave malattia che lentamente lo paralizza.
Caro James Corden, sempre più infastidito ed amareggiato dalla programmazione della tv generalista italiana, benedico il giorno in cui ho acquistato una smart tv.

Per me la prima serata ormai è solo Netflix e web streaming. Una volta a settimana ho l’appuntamento fisso con i pezzi di show che postate su Youtube e mi godo il tuo intrattenimento televisivo leggero, brillante e intelligente.