Io&George di Rai 3: tutta la qualità e i contenuti di una Rai che sa fare programmi pronti per l’era della smart tv

Caro ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello, nel bene e nel male sta andando in onda ancora la Rai 3 così come l’hai voluta tu. Tra i programmi che mi sono piaciuti della tua direzione c’è Io&George che in questo momento va in onda in replica la domenica alle ore 12.55. Si tratta del docu-film (in 6 episodi da 50 minuti) che racconta il viaggio in Italia di una coppia siculo-londinese davvero speciale: la scrittrice Simonetta Agnello Hornby e suo figlio George Hornby.

Simonetta Agnello Hornby è una scrittrice siciliana di successo (un titolo su tutti La mennulara, Feltrinelli) che vive a Londra da oltre quarant’anni dove svolge la professione di avvocato dei minori. Ha due figli: George e Nicola. George ha 45 anni e da 13 è affetto da sclerosi multipla primaria progressiva, una grave malattia che lentamente lo paralizza.

Madre e figlio non hanno mai fatto un viaggio insieme in Italia on the road da nord a sud e l’occasione televisiva diventa un modo concreto ed efficace anche per raccontare il coraggio e la determinazione di George nel compiere il viaggio mostrando le difficoltà che vive quotidianamente una persona in carrozzina. Il primo messaggio di Io&George è che le persone in carrozzina vogliono vivere la loro vita limitando all’indispensabile la dipendenza da altre persone. Questo è un obiettivo non solo di civiltà ma di vera uguaglianza che la nostra società dovrebbe avere tra le sue priorità. Nella tappa napoletana questo limite della nostra società è ben rappresentato. Napoli ha una linea della metropolitana tra le più nuove, moderne e belle al mondo eppure una persona in carrozzina non può salire da solo dalla banchina al vagone della metro perché mancano 10 centimetri di pavimento in piano. E’ il momento più duro di tutte le sei puntate perché George, determinato, combattivo e positivo, per la prima volta si “arrende”, indignato.

Caro ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello, Io&George però è un programma on the road tutt’altro che triste. E’ una botta di vita per tutti quelli che lo guardano attraverso gli occhi di Simonetta e George. Il rapporto madre-figlio (“Mammì” e “Giorgì”) è spassosissimo, giocato tutto su dei dialoghi pungenti, acuti, colti, leggeri e sulle espressioni dei volti intense, vere ed emozionanti. E’ un programma che ci racconta un bel po’ delle bellezze del nostro Paese in un modo tanto coinvolgente quanto semplice. Simonetta e George hanno i loro obiettivi “turistici”, in comune e non, e grazie al loro modo di essere, il telespettatore si lascia catturare da un altro importante messaggio: un bel viaggio è quello che vivi con la voglia di assaporarne ogni istante per tenertelo dentro per sempre. George è il campione del mondo del modo giusto di assaporare i momenti. La scena della degustazione dei babà a Napoli è un inno all’abbandono totale al piacere dei sensi culinari. Caro ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello, Io&George è un programma di viaggio a tutti gli effetti. C’è una splendidamente vera Londra di quartiere, lontana dalle cartoline e dal caos turistico del centro. C’è la Londra del mercato di Brixton dove mangiare tacos messicani e incontrare gli italiani che lì hanno aperto gelaterie, caffetterie e pizzerie; immigrati italiani non solo di vecchia ma, soprattutto, di nuova generazione.
La tappa londinese di partenza è anche un omaggio ad uno dei romanzi di viaggio più celebri della letteratura Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Simonetta (Passepartout) e George (Phileas Fogg) ci fanno scoprire il Reform Club, lo storico circolo inglese da cui parte la indimenticabile scommessa di Fogg. In Io&George c’è la Milano del villaggio operaio ottocentesco di Crespi d’Adda e la Milano della cotoletta (ahimè non più fritta nel burro). C’è la Pisa della piazza del Duomo e della Torre ma anche quella del murale di Keith Haring sulla facciata della chiesa di S.Antonio. Uno dei momenti più esilaranti di Io&George è quando Simonetta si mette alla guida dell’auto per proseguire il viaggio; tesa e concentrata come la corda di un violino con George dietro di lei a farle le faccette. Andrea Camilleri, amico e conterraneo di Simonetta, li accoglie nella sua casa di campagna in Toscana e introduce da par suo la tappa romana.

Quella raccontata da Io&George è la Roma sorniona estiva del quartiere Eur “deserto”, esempio dell’architettura razionalista; la Roma delle Fosse Ardeatine dove madre e figlio incontrano due figli (oggi anziani) delle vittime della rappresaglia nazista; la Roma dell’Opera nella cornice estiva delle Terme di Caracalla; la Roma del Gay Village, spunto per parlare del tema dei diritti civili; la Roma capitale d’Italia è rappresentata dalla visita al Palazzo del Quirinale con tanto di saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La tappa napoletana, oltre a babà e metropolitana, mostra la bellezza dei vicoli del centro storico (George si fa tagliare i capelli alla vecchia maniera, in strada), la meraviglia delle vedute da pittura del Vesuvio e di contro quelle della Napoli sotterranea a lume di candela. Caro ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello, l’ultima tappa di Io&George è emozionante come solo le grandi storie televisive sanno essere. Simonetta e George arrivano a Palermo dove ci mostrano l’antica dimora di Palazzo Alliata, il Palazzo dei Normanni (con le sue barriere architettoniche), il mercato della Vucciria; la Valle dei Templi.
Io&George si conclude con un grande ed emozionante finale familiare nella Fattoria Mosè (quella di un altro bel programma con Simonetta Agnello Hornby, Il pranzo di Mosè).

Caro ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello, Io&George è un programma da binge watching. I telespettatori di Rai 3 lo hanno visto tra novembre e dicembre 2015, in sei settimane e a chi se l’è perso consiglio di vedere le repliche in questo periodo la domenica su Rai 3 alle ore 12.55. Ma è uno di quei programmi già pronti per la Rai del futuro disegnata da Antonio Campo dall’Orto. E’ un docu-film talmente bello grazie ai due protagonisti, alla realizzazione tecnica e alla ricchezza di contenuti culturali e sociali, da vederne anche tre episodi insieme come si fa con le serie tv più appassionanti. E’ stato realizzato per Rai 3 dalla piccola società di produzione Pesci Combattenti che, come racconta la produttrice e autrice tv Cristiana Mastropietro a Tv Zoom, ha come obiettivo di lavorare con cura e passione artigianali per la produzione televisiva di alta qualità. Una ottima scelta dell’ex direttore di Rai 3 Andrea Vianello che spero avrà una seconda stagione come le grandi serie in streaming, con Simonetta “Mammì” Passepartout, George “Giorgì” Fogg e la sua carrozzina “con la pallina magica”, alla scoperta del mondo.
Con le scarpe personalizzate “Less is more”, ovviamente.

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