La Rai vince il ricorso al Tar contro l’AgCom: Rai 3 ed i suoi programmi Che Tempo Che fa e In Mezz’ora non hanno violato le regole sul pluralismo televisivo a scapito del PdL

 

Riccardo Iacona e la fiera internazionale delle armi, dove sembra di stare nel film Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi

Caro Riccardo Iacona, le inchieste di Presadiretta (Rai 3, lunedì ore 21.15) sono ottime quando le firmano i tuoi collaboratori ma quando scendi in campo tu diventano delle perle giornalistiche. La puntata di lunedì scorso aveva come tema principale la situazione nelle zone di L’Aquila e dell’Emilia Romagna colpite dai terremoti del 2009 e del 2012. Una situazione ancora difficilissima come sempre ben documentata (con te hanno lavorato Alessandro Macina ed Elena Stramentinoli). Poi ti sei occupato dell’acquisto degli cacciabombardieri F-35 da parte dell’Italia, argomento che sta per tornare di grande attualità visto che il governo a breve dovrà decidere se ridimensionarne l’ordine di acquisto.

Continua a leggere

Dopo l’errore di The Newsroom in prima serata Rai 3 persevera con Scandal

Cara Shonda Rhimes, solo se la first lady Michelle dovesse lasciare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a causa del selfie con la premier danese, rivaluterò la tua serie Scandal. Il gossip sulla crisi matrimoniale dei coniugi Obama sembra uscire dalla tua penna di sceneggiatrice di questa brutta serie che Rai 3 sta trasmettendo il venerdì in dosi massicce (fino a 4 puntate alla volta!). Il direttore di Rai 3 Andrea Vianello ha sbagliato a programmare The Newsroom in prima serata, floppando negli ascolti (2%-3% di share, quando è andato bene), ed ha puntato sul tuo Scandal per risollevare il venerdì sera della rete, senza riuscirci, visto che al massimo ha fatto il 4% di share (quando è andata bene! Venerdì scorso 10/1/14 ha fatto 800mila spettatori circa e il 3% di share). Piace poco al pubblico italiano il tuo Scandal.

Continua a leggere

Masterpiece di Rai 3: il talent show per aspiranti scrittori di cui, come lettore, non sentivo il bisogno

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, un talent show in cerca di scrittori è l’ultima cosa di cui il mondo dell’editoria italiana ha bisogno e tu, ovviamente, lo stai trasmettendo la domenica alle 22.50. S’intitola Masterpiece e l’obiettivo dichiarato è “di scovare nuovi talenti in campo letterario”. Come sa anche un analfabeta, in Italia ci sono più aspiranti scrittori che lettori e incentivare questa tendenza con un programma televisivo è una scelta che si giustifica solo con la smania di Rai 3 di dimostrare al mondo che Rai 3 è ancora la rete Rai dedicata alla cultura. Ma un programma come Masterpiece si può classificare come “programma culturale”? Direi proprio di no.

Continua a leggere

Che Tempo che Fa? Tempo da ombrello a Equitalia

Caro Fabio Fazio, che tu non sia il David Letterman italiano mi è sempre stato chiaro; che tu non sia un grande intervistatore, pure. Ti considero la versione di sinistra di Bruno Vespa con l’aggravante che non capisco perché la sinistra debba avere una versione di Bruno Vespa. Nemmeno l’annunciata intervista a Diego Armando Maradona mi ha fatto scegliere di vedere Che Tempo che Fa. Ho preferito farmi del male con 3 episodi consecutivi di Grey’s anatomy 9 su La7. Ieri però sono dovuto andare su Rai Replay a rivedere il pezzo dell’intervista in cui Maradona ha fatto il gesto dell’ombrello rivolto ad Equitalia.

Continua a leggere

The Newsroom: il tocco di Aaron Sorkin sul giornalismo non è migliore delle tante sceneggiature hollywoodiane già viste e riviste

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, dalla stanza delle notizie di RaiNews24 hai fatto una breve introduzione al primo episodio di The Newsroom, la serie tv sull’informazione ideata da Aaron Sorkin. Hai detto che, pur essendo solo un telefilm, aiuta a capire quanto sia importante l’indipendenza dell’informazione in una democrazia. Hollywood ha realizzato decine e decine di film sul giornalismo, sui suoi valori, sul suo potere, sul dietro le quinte della professione, su come nasce e si sviluppa una notizia. The Newsroom ha la presunzione di fare una sintesi di come funziona una rete all-news e il presuntuoso che ha avuto questa idea è Aaron Sorkin.

Continua a leggere

La rilevanza giornalistica dell’intervista di Ballarò a Barbara Berlusconi

Caro Giovanni Floris, nell’ultimo anno si è parlato molto della possibile discesa nell’ arena politica di Marina Berlusconi, primogenita di Silvio e presidente di Mondadori. Qualche settimana fa Marina Berlusconi ha definitivamente messo a tacere queste voci e illazioni dichiarando ufficialmente che esclude un suo impegno in politica come sostituta del padre. Sarebbe stato giornalisticamente rilevante se avesse fatto questa importante dichiarazione a Ballarò ma nell’ultimo anno tu, e tutti i tuoi colleghi conduttori di talk show politici, non siete riusciti a strapparle un’intervista che potesse approfondire il suo pensiero sulla situazione politico-giudiziaria dell’illustre padre. Tu però sei uno sportivo e se il titolare non può scendere in campo punti sulla riserva. Così, hai mandato il tuo giornalista Andrea Scazzola a fare delle domandine alla figlia di secondo letto di Silvio: Barbara Berlusconi.

Continua a leggere

La guerra dei mondi: la nuova dimensione del talk show firmato Rai 3.

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, quello che è accaduto venerdì scorso in prima serata su Rai 3 ha più del ridicolo che dell’incredibile. Succede che il nuovo direttore di Rai 3 Andrea Vianello si è inventato un nuovo talk show intitolato La guerra dei mondi affidandolo ad un nuovo conduttore, David Parenzo. Succede che nell’ultima puntata la contrapposizione delle opinioni sia sfociata in un diverbio tra lo scrittore Aldo Busi e la deputata PdL Laura Ravetto che ha abbandonato lo studio. La cosa non ha dell’incredibile perché se si ospita in un talk show il provocatore Busi per contrapporlo alla provocatrice Ravetto, il minimo è che ne venga fuori una gran confusione.

Continua a leggere