Zoro retrocede: da dinamico fantasista a pigro moviolista

Caro Diego Zoro Bianchi, è stato giusto che Rai 3 provasse ad affidarti un programma tutto tuo dopo l’esperienza maturata all’interno dei programmi di Serena Dandini, in cui gestivi lo spazio Tolleranza Zoro. Uno spazio che ha rappresentato una delle poche novità televisive interessanti degli ultimi anni. Tolleranza Zoro non era uno spazietto come poteva sembrare. Erano dieci minuti (ed anche di più) di televisione fatta bene. Il doppio Zoro che s’interrogava sull’attualità italiana e sulla politica, oggi avrebbe ancora più senso ed avrebbe ancora molto da dire. Però si cresce, o almeno così ci si illude, e si prova a fare di più. Se poi una rete importante come Rai 3 ti offre una grande occasione, diventa difficile dire di no. E tu non lo hai detto. Conduci una nuova trasmissione, tutta tua, intitolata Gazebo (su Rai 3 la domenica per un ora e dieci a partire dalle ore 23.40).

Una trasmissione con tanto di ospiti, musicisti e pubblico in studio. Alla base ci sono sempre i tuoi filmatini girati con la telecamerina ma l’idea nuova è quella di commentarli alla moviola in studio e questo fa perdere a Zoro il suo fascino on the road. Il moviolista Zoro è molto più lento del Zoro battitore libero on the road. Sei passato dalla tv in stile calcio totale, alla tv del tiqui-taca; proprio quando anche il tiqui-taca calcistico del Barcellona è affondato sotto il calcio pragmatico del Bayern di Monaco. Ecco, nella trasmissione Gazebo giochi come il Barcellona deludente di questa stagione. I tempi televisivi lunghi non si addicono al tuo stile televisivo. La forza di Tolleranza Zoro era il ritmo e la tua anima di fantasista che si adattava alle situazioni man mano che le viveva. In studio, sei totalmente rilassato, espanso nei tempi e abbattuto dagli applausi del pubblico. Ulteriore punto debole del programma è la compagnia di giro che ti accompagna. Sulle orme dell’Edicola di Fiorello ti affidi ai commenti di amici e conoscenti con un risultato altrettanto noioso. Le chiacchiere da bar di Fiorello hanno stancato, figuriamoci quelle degli imitatori di Fiorello. Caro Diego Zoro Bianchi, l’impressione più negativa che ho di Gazebo è che, rispetto a Tolleranza Zoro, mi sembra tutto molto meno curato. I testi di Tolleranza Zoro rimangono delle piccole perle televisive. I testi di Gazebo scivolano via come acquetta nel mare della prevedibilità tendente al banale. L’originalità e la cura dei contenuti erano una prerogativa palpabile di Tolleranza Zoro. Non posso dire altrettanto di Gazebo. Non sarà che traevi spinta propulsiva e ispirazione dalla confusione esistente nel Partito Democratico? Oggi che il Partito Democratico è passato dalla confusione alla assuefazione alla sconfitta permanente ed effettiva, anche tu ne risenti e, anziché spingere avanti e indietro sulle fasce, aspetti stancamente un rimbalzo dentro l’area piccola per poterla buttare dentro. Caro Diego Zoro Bianchi, Gazebo non ha nemmeno l’attenuante di poter essere considerato un programma sperimentale che va in onda a mezzanotte. Fare televisione è difficile ed impegnativo. Non bisogna mai credere di avere la trasmissione sotto controllo. Non ci si deve mai rilassare sugli allori di un successo passato. Non si deve mai dare per scontato che il pubblico continuerà a seguirti. Bisogna dare sempre il massimo. Sono certo che tu a Gazebo stai dando il massimo, solo che non sembra.

4 risposte a "Zoro retrocede: da dinamico fantasista a pigro moviolista"

  1. Signor Ponza 4 Mag 2013 / 13:37

    A me in realtà non dispiace, anzi. Lo seguo sempre con piacere, al contrario di quando aveva il suo spazio nel programma della Dandini. Forse il fatto che il suo commento della moviola sia “più lento” mi permette di seguirlo più facilmente anche se sono in altre faccende affaccendato.

    • akio 4 Mag 2013 / 13:53

      sai, a mezzanotte un programma lento di 1 ora è molto più duro da seguire. anche l’orario di messa in onda incide sul mio giudizio!

  2. viga1976 3 Mag 2013 / 08:45

    a mio avviso è chiaro che uno voglia sperimentare. Mi piace chi azzarda,chi compie il passo più lungo della sua gamba.Poi si dovrebbe correre ai ripari e sopratutto:mica detto che uno debba fare tv,cinema,libri,dischi per tutta la vita. Potrebbe essere una parentesi tra un lavoro in fabbrica e un altro al supermarket

    • akio 3 Mag 2013 / 09:07

      a quanto pare però provano tutti a farlo diventare un lavoro definitivo come spesso dicono i televip più consapevoli… “sempre meglio che lavorare…”

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