Chernobyl: come fai a non chiedere all’AD Fabrizio Salini, “perché non l’ha trasmessa la Rai prima di La7?”

Domenica scorsa ho guardato la maratona Chernobyl (4 episodi) su La7 e ieri l’episodio finale.
Una serie da binge watching che mi ha incollato allo schermo. Avevo delle perplessità legate essenzialmente al periodo di messa in onda in chiaro così fortemente caratterizzato dalla convivenza con il COVID-19.

Appena uscito dal lockdown e con i tanti timori ancora presenti, non volevo angosciarmi con quella terribile tragedia. E invece, pur essendo una miniserie altamente drammatica, Chernobyl di HBO è fatta talmente bene ed è così interessante che mi ha appassionato anche guardandola in un periodo di pandemia. La qualità è la ricetta perfetta della programmazione tv e la qualità di questa miniserie ne è la riprova. Chernobyl è il racconto esemplare di un disastro epocale che ha caratterizzato il ‘900 e resterà nella storia dell’umanità. Quando la televisione investe in un prodotto come questo, svolge un ruolo insostituibile. Se è vero che la storia si scrive con i documenti, le testimonianze e la verifica minuziosa dei fatti è anche vero che una serie tv così concretamente basata sulla realtà e così ben scritta e realizzata, ha una elevata valenza nella divulgazione e nel ricordo di un fatto storico. Per trasmettere in chiaro una miniserie come Chernobyl, il servizio pubblico Rai avrebbe dovuto fare di tutto. Evidentemente non lo ha fatto, visto che a trasmetterla in prima tv in chiaro è stata La7. La Rai investe molto nella produzione di fiction che fanno ottimi ascolti e che vende bene all’estero. Ma dovrebbe anche mettere più impegno e risorse nell’acquisto di prodotti come Chernobyl. È facile prevedere che la Rai acquisterà prossimamente i diritti di Chernobyl. Certo, farsi soffiare da La7 una prima tv in chiaro del genere, non è proprio un risultato da “prima azienda culturale del Paese”.

La7 non fa più per me. Mi rimane solo Atlantide di Andrea Purgatori.

Caro editore di La7 Urbano Cairo, sono stato un telespettatore appassionato di Telemontecarlo. Oggi quando mi sintonizzo sul canale 7 ogni tanto ancora penso a quella grande tv che è stata e che mi piaceva tanto. Ho pensato all’epoca d’oro di Telemontecarlo soprattutto in questi giorni in cui ho tirato le somme sulla tua La7 ed il totale fa 1.

Per me, oggi, l’unico motivo per sintonizzarmi su La7 è rimasto il mercoledì sera quando guardo con piacere ed interesse le serie di Atlantide realizzate da Andrea Purgatori.

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Palinsesti La7 stagione 2018/19

Il solito bla bla bla dalle 7 a mezzanotte, con le solite facce, i soliti limiti di contenuti e format. Ma pieni di applausi in studio e tante, tantissime, interruzioni pubblicitarie. Se questo è un altro modo di fare tv, caro direttore di La7 Andrea Salerno.

Mario Monti chiede di non ricevere applausi durante l’intervista a Piazzapulita: applausi per lui

Finalmente! Un ospite di un talkshow di La7, Piazzapulita,
che chiede al conduttore di non ricevere applausi durante l’intervista. Mario Monti lo ha chiesto a Corrado Formigli che ha acconsentito anche se ha masticato amaro “vuole una intervista in loden”, perché è una critica vera e propria a quella che è una brutta caratteristica del suo come di molti altri talkshow di attualità politica di La7. Incredibile! Piazzapulita senza applausi sembra un programma di approfondimento. Caro Andrea Salerno, non è che ti andrebbe di lasciare il posto di direttore al professore!

Andrea Salerno in risposta a Caro Televip: “Skroll è un tentativo di qualità, praticamente a zero budget, che per me ha sempre senso tentare”

Caro direttore di La7 Andrea Salerno, da blogger tv non mi esalto e non esulto per il flop di un programma come Skroll di cui ho scritto il 7 agosto che sarebbe stato un flop in quella forma, in quella collocazione oraria e con quel “conduttore” alla prima esperienza da “solista”.

Da blogger appassionato di tv quale sono, quando ci sono i presupposti di dialogo con gli interessati, provo maggiore soddisfazione nel fare proposte.

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Propaganda Live su La7: oltre un’ora e 20 minuti (spot inclusi) non ce la posso fare a vederlo

Caro Diego Bianchi in arte Zoro, per essere uno a cui Gazebo non piaceva ho resistito anche troppo (1 ora e 20 minuti inclusi 3 blocchi pubblicitari, uno prima e dur durante la trasmissione) a vedere la prima puntata di Propaganda Live su La7 (il venerdì, ore 21.15).

L’impianto del programma è identico a Gazebo che facevi su Rai 3 solo che è tutto più espanso perché devi riempire quasi 3 ore in prima serata cosa che hai tentato anche su Rai 3 con scarsi risultati. Dati di ascolto a parte (567 mila telespettatore e il 3% di share, fonte davidemaggio.it) c’è moltissimo da lavorare per farlo diventare un prodotto da prima serata.

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Nel pomeriggio di La7 torna la serie classica di Star Trek: tre tweet di Caro Televip

aggiornamento del 19 settembre 2017

A quelli che esaltano i contenuti e l’idea di Skroll, il programma flop di Makkox sulla La7 di Andrea Salerno

Esaltare il programma Skroll ed il suo autore con recensioni il cui sottotesto è “troppo di alto livello per chi non ha la cultura per capirlo” è un esercizio di stile utile solo ad alimentare l’egocentrismo del recensore ma che, purtroppo per la La7 del nuovo direttore Andrea Salerno, non cambia la sostanza: Skroll di Makkox è un progetto televisivo che dopo solo tre puntate ha già fallito negli ascolti.

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Tutta l’inutilità di Skroll, un blob dei social-network firmato Makkox su La7

Caro direttore di La7 Andrea Salerno, ci sono programmi televisivi per cui non vale la pena sprecare tante parole. Skroll di Makkox (dal lunedì alle venerdì alle ore 19.30 su La7) è la tua prima proposta totalmente inutile.

Perché dovrei vedere un blob dei social-network fatto da un altro quando minuto per minuto me lo faccio da solo sul mio smartphone?

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Makkox a fare da traino al TgLa7, un ruolo in cui hanno già fallito i ben più popolari ed esperti Geppi Cucciari e Giovanni Floris

Caro neo direttore di La7 Andrea Salerno, il tuo editore Urbano Cairo ha vinto il telemercato estivo mettendoti a disposizione una squadra con cui dovrai fare tv di qualità senza rinunciare agli obiettivi di quantità che sono fondamentali per una emittente televisiva commerciale.

In una lunghissima intervista programmatica che hai rilasciato a Salvatore Merlo de Il Foglio (del 5/8/2017), hai detto che La7 prende “quelli bravi” e che ne arriveranno altri.

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