Teche teche tè: nel 2019 è solo l’ennesimo monumento all’immobilismo di Rai 1

Su una Rai 1 estiva spenta in prime time, Teche teche tè fa il 16.4% di share. Un ottimo motivo per continuare a rimanere spenta e non sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori con la scusa che è “il pubblico che lo vuole”.
Quando la Rai si renderà conto che non è una cosa di cui gioire sarà troppo tardi. Rai 1 è la prima responsabile dell’immobilismo delle reti generaliste italiane.

Una Rai che esalta il successo estivo di Teche teche tè è un broadcaster con un futuro dietro alle spalle. Sono stato un fan di Teche teche tè ma oggi, nell’anno televisivo 2019, vorrei che Rai 1 utilizzasse quello spazio così importante, per lanciare nuove idee televisive e non per esaltare le glorie passate.

Il Servizio Pubblico radiotelevisivo è cosa ben più complessa, articolata e completa rispetto a un programmino estivo come In Onda di La7

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Aggiornamento delle ore 17.15

Luca Telese “risponde” twittando un articolo di Tv Blog che dice quanto sono stati bravi ieri quelli di In Onda La7. Lo capirebbe anche Paperino che il mio post riguarda l’uso del concetto di Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale.

La prima puntata di In viaggio con lei di Rai 3 nei tweet di Caro Televip

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Il successo di Temptation Island: l’ennesima prova della indispensabilità di Maria De Filippi per Mediaset

Il successo di Temptation Island che fa il 21% di share in pieno luglio è la dimostrazione di quanto sia ormai importante per il pubblico di Canale 5 (anche per il target giovanissimo), il genere “Uomini e Donne di Maria De Filippi”.

Una forma di “fanatismo” televisivo, di un pubblico che ha fatto di questo genere la propria fonte di svago ed intrattenimento.

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Techetechete di Rai 1: la puntata “I nostri complessi” (musicali) in sei tweet di Caro Televip

Inizio da mal di testa. Pop corn di Gershon Kingsley portata al successo da Jean-Michel Jarre. Poi “nostri” de che?

Il principale difetto delle puntate musicali di #techetechete è la lunghezza dei singoli brani proposti. Allungano il brodo e così lasciano fuori dal “tema” tantissimi pezzi e artisti.

#techetechete quanto la volete far durare Donna felicità? Tutta l’estate?

Lascio @RaiUno metto sui #MondialiMediaset ho visto il gol della Francia compresi tutti i replay e su Techetechete ancora c’erano i Rokes. Per la serie “allunghiamo il brodo che altrimenti come la facciamo una puntata intera sui complessi musicali”?

Tutta C’è qualcosa di grande dei Lunapop in playback e fuori pezzi e complessi musicali fondamentali. Questo programma così esaltato perché va di moda la nostalgia fa acqua sulle puntate musicali tematiche.

#techetechete dedica una puntata ai gruppi musicali italiani solo con i “vecchi” (non il Quartetto Cetra!), senza i “moderni”. Solo per citare alcuni assenti: Litfiba, Avion Travel, Timoria, Bluvertigo, Negramaro, Subsonica, Baustelle, Marlene Kuntz.

Il supplente di Rai 2: quello che ho imparato sulla social tv facendo decine di tweet positivi ed uno “negativo”

Caro fondatore e presidente della casa di produzione cinematografica e televisiva Palomar Carlo Degli Esposti, i social media sono importanti per il tuo lavoro e infatti sei molto attivo in questo campo. Io ti conosco come @carlopalomar su Twitter perché mi segui, metti mi piace e retwitti i miei tweet positivi su alcune vostre produzioni: Il commissario Montalbano su tutte.

Sia chiaro, non ne ho l’esclusiva visto che probabilmente sei il più grande ritwittatore della storia di Twitter.

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Il supplente di Rai 2: la tv estiva può essere viva

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, Il supplente è un programmino di quelli che nel loro piccolo fanno più di tanti programmoni. Una classe del quinto anno di una scuola superiore, un insegnante titolare e un supplente “speciale”, un personaggio pubblico che per qualche ora si mette in cattedra scegliendo una materia e gli argomenti su cui tenere la “lezione”.

Un’idea semplice che ha molti punti di forza. Il primo pregio è quello di mostrare l’importanza del ruolo dell’insegnante.

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Se il miglior programma dell’estate è Teche teche tè

Anno dopo anno tutte le emittenti televisive italiane riescono a superarsi offrendo programmazioni estive peggiori delle precedenti. Sembra impossibile ma ci riescono. L’estate 2017 ha visto “trionfare” negli ascolti (stabilmente al 20% di share) e nel gradimento (dal mio personalissimo carrellino twitter), il programma di montaggio Teche Teche Tè fatto con gli spezzoni televisivi tratti dalle Teche Rai. Un programma che, nonostante la formula vintage, ha saputo rinnovarsi nella scelta delle tematiche e ha ampliato il numero dei protagonisti. Uno dei pregi principali è che ci mostra in modo evidentissimo come, in alcuni casi, il livello artistico dei programmi di intrattenimento leggero della Rai abbia avuto una involuzione sia nella costruzione degli show che nella qualità di interpreti e autori.

Per il resto, non c’è stato un solo programma tv degno di essere definito come “rivelazione” dell’estate 2017.

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Il letargo estivo dei televip italiani mentre negli Usa i televip sono in piena stagione tv

il postino (o piccolo post)

Anche quest’anno le grandi emittenti televisive generaliste gratuite stanno trasmettendo palinsesti estivi da letargo delle idee. Non che nelle stagioni autunno/inverno brillino per creatività ma d’estate tirano completamente i remi in barca. I “grandi” televip non si sporcano le mani con il palinsesto estivo. Non ci degnano della loro presenza.

Negli Usa, al contrario, moltissimi show continuano ad andare in onda in pieno agosto.

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