Il supplente di Rai 2: la tv estiva può essere viva

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, Il supplente è un programmino di quelli che nel loro piccolo fanno più di tanti programmoni. Una classe del quinto anno di una scuola superiore, un insegnante titolare e un supplente “speciale”, un personaggio pubblico che per qualche ora si mette in cattedra scegliendo una materia e gli argomenti su cui tenere la “lezione”.

Un’idea semplice che ha molti punti di forza. Il primo pregio è quello di mostrare l’importanza del ruolo dell’insegnante.

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I migliori 5 programmi della stagione tv 2017/18 sulle reti generaliste, secondo Caro Televip

I migliori 5 programmi della stagione tv 2017/18 sulle reti generaliste, secondo Caro Televip – Le ragazze del '68 di Rai 3 Un racconto ricco, intenso, appassionante, intelligente, utile. La televisione, la Rai, ha nel suo DNA questo tipo di racconto: parole ed immagini piene di significati e fonti di riflessione e discussione a scuola, in famiglia, tra amici. La tv che crea dibattito vero, che fa riflettere, che alimenta la voglia di rileggere la nostra vita con gli occhi di oggi. – Meraviglie di Alberto Angela su Rai 1 Un prodotto da grande network che giustifica ampiamente l'investimento su Alberto Angela. – Il cacciatore serie tv trasmessa da Rai 2 Serie scritta benissimo, girata con il taglio internazionale che serve per svecchiare la serialità Rai nonostante le "vecchie" radici della prima Piovra. Prodotto da binge watching. Mi è piaciuta come la stagione 1 di Narcos. Una delle produzioni che fanno della serialità italiana una bella realtà. – La linea verticale serie tv trasmessa da Rai 3 Un esempio di come la fiction Rai può essere attuale nelle tematiche e nella loro rappresentazione. Scrittura, regia e interpretazioni di alto livello. Questa è la serialità italiana che vorrei ci rappresentasse nel mondo. – Atlantide di Andrea Purgatori su La7 Andrea Purgatori ha dato a questo programma di La7 un taglio internazionale. Il mix tra documenti acquistati all'estero, il suo racconto di raccordo e le sue interviste è fatto bene e rende il programma interessante e avvincente. #leragazzedel68 #ilcacciatore #meraviglie #atlantide #lalineaverticale

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Sandro Mayer che assegna il tesoretto: che gara di ballo è quella di Ballando con le stelle?

Cara Milly Carlucci, anche ieri sera Ballando con le stelle di Rai 1 ha preso una batosta nella sfida degli ascolti contro C’è posta per te di Canale 5: 19.3% di share contro il 26.1%. Ben 7 punti in meno proprio come la prima puntata. Il bicchiere mezzo pieno dice che hai tenuto, quello mezzo vuoto dice che sei scesa sotto il 20%. Da parte mia ieri avevo un motivo in più per seguire il tuo show e non quello della De Filippi: la brutta ospitata trash di Luciana Littizzetto. No, non sono scappato da Canale 5 perché il volto di punta della domenica sera di Rai 1 stava facendo il gioco della co-conduttrice a titolo gratuito del Festival di Sanremo 2017 di Rai 1 Maria De Filippi.

Ho seguito Ballando con le stelle perché volevo vedere chi avrebbe meritato il primo posto in classifica e chi sarebbe stato eliminato. Le gare mi appassionano. Tu mi confermi che Ballando con le stelle è una gara? Io ho qualche dubbio sul tuo concetto di gara. Dopo la prima puntata ho fatto un elenco dei limiti di questa edizione di Ballando. Quello più legato al concetto di gara è aver tolto alla giudice internazionale di danza Carolyn Smith la possibilità di assegnare “il tesoretto” finale e averla data al giornalista di cronaca rosa Sandro Mayer. L’assegnazione del tesoretto è fondamentale per salvare una coppia dalla eliminazione e quindi andrebbe assegnato, come è sempre stato, secondo criteri tecnici legati alla danza e non secondo i criteri tecnici assegnati da un giornalista che di tecnica del ballo ne sa meno che di ricrescita dei capelli. Cara Milly Carlucci, quando ieri sera ho visto che Nathalie Guetta finiva al primo posto grazie soprattutto al tesoretto assegnatole da Sandro Mayer anziché finire al ballottaggio per essere eliminata, mi sono chiesto: che gara è? La risposta che mi sono dato: una brutta gara di ballo e sono ben lieto che la gara televisiva la stravinca Maria De Filippi. Sono queste le scelte che mi allontanano da Ballando con le stelle come se fosse una qualunque Isola dei famosi.

C’è posta per te: le storie di corna scelte da Maria De Filippi sono sempre più deboli

Cara Maria De Filippi, la televisione italiana offre talmente tanti spunti che il mio ultimo post risale ad una settimana fa e riguardava lo stesso argomento di oggi: le corna a C’è posta per te.

Anche ieri hai piazzato la storia di corna dopo mezzanotte e potenzialmente aveva tutti gli ingredienti per rinverdire i fasti del tuo programma che nel corso degli anni ha regalato al suo fedelissimo pubblico chiusure di buste epiche dopo lunghe e strazianti discussioni. Non è più così. Nelle prime tre puntate hai tirato fuori solo 2 storie di corna fiacchissime e a lieto fine piazzate in chiusura del programma. Nessuno può pensare che non sei più in grado di scegliere quelle “belle” storie strappabudella che ti tengono inchiodato allo schermo a fare il tifo per il traditore o per il cornuto (maschili o femminili che siano i ruoli). Nessuno può pensare che non vuoi più offrire al tuo pubblico storie così. L’idea che mi sono fatto è che stai scientemente escludendo le storie di corna più combattute e drammatiche da C’è posta per te. Preferisci che la parte “combattimento” del programma sia una esclusiva delle storie di incomunicabilità familiare, quelle in cui padri, madri, figli e figlie non si vedono e non si parlano da anni. Il “combattimento” in questo caso è molto più articolato e consente al tuo fedelissimo pubblico di viverlo in modo molto più coinvolgente e con piena soddisfazione fino al momento della apertura del muro o della chiusura della busta. Preferisci dare più tempo alle storie strappalacrime di persone che devono superare la scomparsa di un caro estinto e ricominciare a vivere. Devi giustamente sfruttare la presenza degli ospiti vip che in queste storie sono le spalle su cui i protagonisti piangono e gioiscono (la stessa funzione la svolgono nei casi di difficoltà economiche dei protagonisti che però sono tanto ricchi dell’amore dei loro cari). Cara Maria De Filippi, nessuno mi toglie dalla testa che stai indebolendo le storie di corna a C’è posta per te per canalizzare il tuo fedelissimo pubblico sui “combattimenti” d’amore che alimentano i tuoi programmi più trash come Uomini e Donne e Temptation Island. È in quella dimensione che il tuo gioco delle coppie dà il massimo per le esigenze voyeuristiche del tuo fedelissimo pubblico.

C’è posta per te: sulle storie di corna, Maria De Filippi perde colpi

Cara Maria De Filippi, le storie di corna sono le uniche per cui vale la pena vedere il tuo C’è posta per te.

La situazione tipo, che rende imperdibile questo momento del tuo format sui sentimenti delle persone, è la seguente: lui/lei chiede perdono e supplica lui/lei di tornare insieme perché non può più vivere senza il suo unico e vero amore anche se l’ha tradito.

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Sia chiaro: la presenza delle telecamere nelle esterne di Uomini e Donne la decide “la redazione”

Uomini e Donne di Maria De Filippi è un programma brutto che diventa bruttissimo quando la sua conduttrice e ideatrice suprema ne difende con determinazione “le regole” ed i relativi comportamenti del cast. Oggi la tronista over Federica ha “accusato” Giorgio, il principe dei corteggiatori over, di averle detto di incontrarsi in presenza delle telecamere così da poter vedere quali sarebbero state le reazioni di Gaetano che al momento è il prediletto di Federica.

Questa cosa ha costretto Maria De Filippi a precisare immediatamente: “Giorgio non può aver detto questo”. E Giorgio, a ruota, ha confermato: “Non posso aver detto questo perché non sono io a decidere se c’è o non c’è la presenza delle telecamere”.

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Senso Comune di Rai 3: quando saper scegliere il format vale quasi quanto idearlo

Cara produttrice e autrice tv Simona Ercolani, i miei post sui tuoi programmi oscillano tra valutazioni altamente positive e altamente negative. Senso Comune (in onda dal lunedì al venerdì alle 20.15 su Rai 3) è tra le cose migliori di questo inizio di stagione tv.

Il format è prodotto dalla tua Stand By Me insieme a Rai Tre ed è un adattamento di Common Sense, format britannico andato in onda sulla BBC. Saper scegliere i format oggi vale quasi quanto idearli.

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