I migliori 5 programmi della stagione tv 2017/18 sulle reti generaliste, secondo Caro Televip

I migliori 5 programmi della stagione tv 2017/18 sulle reti generaliste, secondo Caro Televip – Le ragazze del '68 di Rai 3 Un racconto ricco, intenso, appassionante, intelligente, utile. La televisione, la Rai, ha nel suo DNA questo tipo di racconto: parole ed immagini piene di significati e fonti di riflessione e discussione a scuola, in famiglia, tra amici. La tv che crea dibattito vero, che fa riflettere, che alimenta la voglia di rileggere la nostra vita con gli occhi di oggi. – Meraviglie di Alberto Angela su Rai 1 Un prodotto da grande network che giustifica ampiamente l'investimento su Alberto Angela. – Il cacciatore serie tv trasmessa da Rai 2 Serie scritta benissimo, girata con il taglio internazionale che serve per svecchiare la serialità Rai nonostante le "vecchie" radici della prima Piovra. Prodotto da binge watching. Mi è piaciuta come la stagione 1 di Narcos. Una delle produzioni che fanno della serialità italiana una bella realtà. – La linea verticale serie tv trasmessa da Rai 3 Un esempio di come la fiction Rai può essere attuale nelle tematiche e nella loro rappresentazione. Scrittura, regia e interpretazioni di alto livello. Questa è la serialità italiana che vorrei ci rappresentasse nel mondo. – Atlantide di Andrea Purgatori su La7 Andrea Purgatori ha dato a questo programma di La7 un taglio internazionale. Il mix tra documenti acquistati all'estero, il suo racconto di raccordo e le sue interviste è fatto bene e rende il programma interessante e avvincente. #leragazzedel68 #ilcacciatore #meraviglie #atlantide #lalineaverticale

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Le ragazze del ’68 di Rai 3: tutti i tweet di Caro Televip

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Camera Café: il flop dei flop della Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana

Camera Café è il flop dei flop della Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana (ieri 2.9% di share dopo il Tg2 delle 20.30). Un format e un racconto che dovevano restare un brutto ricordo di una brutta tv fatta da Italia 1. Tutte quelle puntate, tutte quelle aspettative in fase di lancio della stagione. Boh e pure mah.

il mio post di luglio

Come si fa a non considerare “artista” Bruno Vespa, l’inventore dei plastici in tv

Caro Bruno Vespa, a Otto e Mezzo di Lilli Gruber su La7 hai dovuto difenderti per l’ennesima volta riguardo al tuo contratto di “natura artistica” con la Rai che ti consente di superare il tetto dei compensi fissato per i giornalisti.

Al giornalista del Fatto Quotidiano Carlo Tecce che ti diceva “Vespa si ritiene un artista”, hai fatto i nomi i tutti di grandi giornalisti che hanno lavorato in Rai con dei “contratti fotocopia” come il tuo e hai chiesto al tuo interlocutore “erano giornalisti o artisti?”.

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Guess my age con Enrico Papi su TV8 supera il 3% di share: la mia è una sconfitta cocente

Cari responsabile dei contenuti non sportivi di Sky Andrea Scrosati e Sky Terrestrial Channels Director (cioè di TV8 e Cielo) Antonella D’Errico, dopo un mese di programmazione, Guess My Age – Indovina l’età ieri ha superato il 3% di share (3.2%) e si tratta di un risultato davvero importante in una fascia come l’access prime time che è a pieno regime, con tutti i competitors attivi. Tu caro Andrea Scrosati oggi hai twittato:

“#GuessMyAge dopo un mese media 2,76% facendo crescere +134% la fascia di @TV8it complimenti @EnricoPapi2 @antonderric”.

Ci sono risultati di ascolto che valgono più di altri e quello di Guess My Age su TV8 vale moltissimo.

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Se il miglior programma dell’estate è Teche teche tè

Anno dopo anno tutte le emittenti televisive italiane riescono a superarsi offrendo programmazioni estive peggiori delle precedenti. Sembra impossibile ma ci riescono. L’estate 2017 ha visto “trionfare” negli ascolti (stabilmente al 20% di share) e nel gradimento (dal mio personalissimo carrellino twitter), il programma di montaggio Teche Teche Tè fatto con gli spezzoni televisivi tratti dalle Teche Rai. Un programma che, nonostante la formula vintage, ha saputo rinnovarsi nella scelta delle tematiche e ha ampliato il numero dei protagonisti. Uno dei pregi principali è che ci mostra in modo evidentissimo come, in alcuni casi, il livello artistico dei programmi di intrattenimento leggero della Rai abbia avuto una involuzione sia nella costruzione degli show che nella qualità di interpreti e autori.

Per il resto, non c’è stato un solo programma tv degno di essere definito come “rivelazione” dell’estate 2017.

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Con Guess my age TV8 di Sky fa un grandissimo passo indietro

il postino (o piccolo post)

Dopo aver visto la prima puntata di Guess my age – Indovina l’età posso dire che la conduzione, vecchia, urlata e battutara di Enrico Papi non è il limite principale del programma. Il format è debolissimo, ripetitivo nella struttura e incapace di creare il pathos che dovrebbe essere l’ingrediente di base. Un game show dimenticabile già dopo solo 40 minuti di messa in onda. Guess my age è tv vecchia, tv inchiodata al passato, tv che non vuole evolversi. E questa è la nota più spiacevole perché TV8, la rete free di Sky più promettente, sceglie di percorrere la strada della concorrenza nei contenuti e nella struttura dei programmi anziché lanciare nuove idee televisive e creare nuovi personaggi identificabili con la sua immagine di “nuova” emittente tv.

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i tweet di Caro Televip durante la prima puntata

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Enrico Papi con Guess my age su TV8 pensa di sfidare i giganti anziché Boom! di Nove

Caro Enrico Papi, penso che TV8 faccia un errore a puntare su di te per il suo nuovo access prime time.

In attesa di vedere i risultati di ascolto, registro le tue altisonanti dichiarazioni della vigilia e non posso fare a meno di domandarmi se ci sei o ci fai.

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Luca Telese e la “banale domanda” che mi è sembrata un “assist” a Mara Carfagna

Caro Luca Telese, registro la tua smentita al mio tweet che diceva: “#inonda Mara Carfagna spara contro Matteo Renzi su assist perfetto di Luca Telese. Mancava solo il coretto: meno male che Silvio c’è!”. La tua risposta è stata: “Cioè ti stupisce che uno del centrodestra critichi renzi? Ahi ahi ahi… il presunto “assist” era una banale domanda”.

Caro Luca Telese, ti spiego perché ho percepito la tua “banale domanda” come un “assist”.

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