Massimo Gramellini, la tv buonista che non fa bene alla tv

Massimo Gramellini è un po’ il Checco Zalone del giornalismo italiano ma non credo ne possa raggiungere il quoziente intellettivo. Alle scuole elementari ho ascoltato pensierini più complessi, profondi e significativi dei suoi. E Rai 3 gli affida un programma per parlarsi addosso. Boh e pure mah. Nella mia televisione ideale sarebbe a casa a guardarla e non a farla, la televisione.

La conduzione di Tg2 Post in un tweet di Caro Televip

Il direttore pensionato di Rai 2 Carlo Freccero partorisce topolini: un tweet di Caro Televip

Chi ti conosce di Nove, la seconda puntata nel live tweeting di Caro Televip

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Chi ti conosce di Nove, la seconda puntata nel live tweeting di Caro Televip Le luci danno un effetto turchino alla tinta di Max Giusti. Come sempre le presentazioni dei concorrenti dei programmi condotti da Max Giusti hanno un fastidiosissimo effetto eco: lui che ripete a pappagallo. Chi ti conosce è un I soliti ignoti che non ce l'ha fatta, un format in crisi d'identità che arriva terzo dopo I soliti ignoti e Guess my age. Il momento karaoke è quanto di più triste vedremo nella nuova stagione tv. Un programma che, al netto degli applausi, dura come una telepromozione di Giorgio Mastrota con la differenza che la telepromozione è più interessante, appassionante e divertente. Max Giusti con quel sorriso perenne in gola, con quella ridondanza da conduttore della terza età, con quelle battute da terza media. Chi ti conosce: chi sceglie i format a Discovery Italia dovrebbe essere destinato allo smistamento della corrispondenza con il compito di distruggere le buste inviate dallo stesso mittente che gli ha inviato questo. È un gioco talmente appassionante che vado su Instagram a vedere le nuove Stories del primo che capita a caso tra quelli che mi propone il social network. Abbandono il programma con il mal di stomaco per la qualità del format e della tinta per capelli di Max Giusti e con il mal di testa per la quantità di applausi utile solo a nascondere tutto il resto di quello che dicono. Flop meritato. #ChiTiConosce #MaxGiusti #Nove #DiscoveryChannel #DiscoveryItalia #Discovery #accessprimetime #gameshow @nove

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Il Servizio Pubblico radiotelevisivo è cosa ben più complessa, articolata e completa rispetto a un programmino estivo come In Onda di La7

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In Onda di La7 è brutto in tutte le sue componenti ma quella dei conduttori è la principale e la più significativa. La voglia di presentarsi come "la strana coppia" (sottolineata dalla sigla) è forzatamente ostentata dai conduttori che cercano, nei passaggi a loro avviso fondamentali del programma, il botta e risposta tra di loro più da sit-com che da talkshow di informazione. Ma è solo il fatto che entrambi hanno una vocetta alla "Paperino" a rendere la cosa potenzialmente divertente. Nel vuoto della programmazione estiva, Luca Telese e David Parenzo si sentono protagonisti dell'informazione televisiva al punto di ripetere spessissimo che "In Onda è il servizio pubblico con la pubblicità". Lo dicono per enfatizzare la presenza del loro programma di informazione in diretta a luglio ed agosto, mentre gli altri sono in ferie. È un peccato di presunzione veniale? Boh e pure mah. È vero che lo fanno con quel loro modo da "Paperini" che sta tra il serio ed il faceto ma a me sembra un volersi appropriare, agli occhi del pubblico, di un ruolo che per legge non si ha e vantarsene. Il concetto di "Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale" è ben più complesso, articolato e completo, come sa chi ha letto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2017 con cui "è stata rinnovata la concessione in esclusiva alla RAI Radio Televisione italiana S.p.a., dell’esercizio del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sull’intero territorio nazionale" (Contratto di servizio Rai 2018-2022- Pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 55 del 7 marzo 2018). Un ruolo che la Rai, criticabile o meno, svolge egregiamente. Un programmino estivo di informazione come In Onda, così come le tanto osannate "Maratona Mentana" per cui ogni tanto si usa il termine di "Servizio Pubblico" (Mentana non lo ha mai detto), possono dire, e anche vantarsene perché no, di offrire "un servizio informativo al pubblico, con la pubblicità" ma non di "essere il Servizio Pubblico con la pubblicità". Perfino Paperino capirebbe quanto è importante sottolineare la differenza. #La7 #inonda #giornalismo @salernosalrealphoto

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Aggiornamento delle ore 17.15

Luca Telese “risponde” twittando un articolo di Tv Blog che dice quanto sono stati bravi ieri quelli di In Onda La7. Lo capirebbe anche Paperino che il mio post riguarda l’uso del concetto di Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale.

In Onda di La7, i politici come oracoli social e gli ospiti in diretta che fanno da ancelle

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In Onda di La7 condotto da Luca Telese e David Parenzo si conferma, sera dopo sera, il peggior talk show di attualità politica del 2018. E non solo perché i conduttori sembrano animati dalla convinzione di essere i più "fighi" in circolazione ma anche e soprattutto per come si pongono nei confronti del sistema di comunicazione social dei politici, diventato ormai il bisogno primario di qualsiasi programma d'informazione. La coppia Telese-Parenzo gode più di chiunque altro nel seguire l'agenda dei temi imposta dai politici via social media. Ieri hanno fatto la trasmissione proponendo a piccoli blocchi il video con cui, su Facebook, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha trattato il tema "Nave Diciotti attracca al porto di Catania con 117 migranti a bordo ma solo i 27 minori possono scendere". La parcellizzazione di quel monologo è stata utilizzata come filo conduttore del programma e gli ospiti, il filosofo ed opinionista Massimo Cacciari e il segretario del Partito Democratico Maurizio Martina, si sono ritrovati a fare i loro interventi partendo dai contenuti "imposti" dalle video pillole di Salvini. Un metodo giornalistico che assegna, in questo caso, al politico "social" il ruolo di oracolo e agli ospiti il ruolo di ancelle, costretti oltretutto a subire le fastidiosissime (in modo particolare per chi è in collegamento) interruzioni dei conduttori e, ovviamente, della pubblicità. Il tutto presentato dalla coppia Telese-Parenzo come se stessero facendo grande informazione e invece fanno solo piccola televisione #inonda #La7 #giornalismo #informazione #politica

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Tre problemi per la seconda stagione di Guess my age condotto da Enrico Papi su TV8

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Caro Enrico Papi, #TV8 sta trasmettendo i promo della seconda stagione di #GuessMyAge in cui giochi ad interpretare i tuoi cloni a cui piace o meno il "conduttore" del programma. Il tuo preserale la scorsa stagione è stato un successo perché è sempre stato ad un passo dal 3% di share e lo ha toccato più di una volta. Per la prossima stagione però intravedo tre problemi non da poco. Discovery, per il suo canale Nove, ha messo a disposizione di Max Giusti un programma molto più simile al tuo rispetto a Boom! che hai facilmente battuto. Se funzionerà, avrai pochi margini di miglioramento. C'è poi il nuovo preserale sulla politica di Retequattro condotto da Barbara Palombelli che sulla carta non va a pescare tra il tuo pubblico. Ma, dai promo che sta trasmettendo #Rete4 con tanti politici di tutti gli schieramenti a fare i testimonial dicendo "Ci vediamo a settembre a #StaseraItalia", c'è la seria possibilità che si tratti di un talkshow comico e allora sì che il tuo pubblico potrebbe abbandonarti. Ultimo problema, ma non ultimo, c'è il confronto con #4Ristoranti di Alessandro Borghese le cui stra-repliche fanno gli stessi ascolti di Guess my age ogni volta che vanno in onda nel preserale di TV8. Ecco, un programma in prima visione, ha il dovere di battere, e di molto, gli ascolti di un programma in stra-replica. E questa mi sembra la sfida più difficile per la seconda stagione di Guess my age.

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La prima puntata di In viaggio con lei di Rai 3 nei tweet di Caro Televip

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In Onda di La7: la conduzione di Luca Telese e David Parenzo in due tweet di Caro Televip