Stasera #radiobelva su #rete4 con Cruciani, Parenzo e Fede. Di certo non sarà un programma elegante.
— carotelevip (@carotelevip) October 9, 2013
talk show
La Gabbia di Gianluigi Paragone dovrebbe intitolarsi La Rabbia
Caro Gianluigi Paragone, ha ragione Aldo Grasso: La Gabbia è “il più brutto talk politico mai visto finora” (in onda il mercoledì, in prima serata su La7). Ma non perché, come scrive Grasso, sfoderi “un populismo d’accatto”, “l’odio per il presidente Giorgio Napolitano”, “la avversione per la casta e le larghe intese” o perché il tuo modo di fare tv è “costruito secondo i principi atavici del pollaio” (da corriere.it del 13/9/13). Se così fosse sarebbero altrettanto brutti tutti i talk show attualmente in onda che a turno danno spazio a risse verbali inqualificabili e a discussioni insulse con l’unico scopo di buttarla in caciara per far parlare della trasmissione e alzare l’audience.

Matteo Renzi a Porta a Porta: il backstage fotografico molto più interessante della trasmissione
Caro Bruno Vespa, il nuovo Matrix di Luca Telese al massimo ti farà il solletico, un po’ per la propria inconsistenza e molto perché, nonostante in tv nascano come funghi talk show di politica e attualità, il pubblico continua a dare a Porta a Porta la forza dei numeri con la quale puoi contrastare efficacemente critici e detrattori. Anche per i politici, nonostante facciano fatica ad ammetterlo, sei sempre il punto di riferimento; la terza camera del parlamento. Ieri ad esempio hai ospitato il predestinato presidente del consiglio, nonché messia del PD, Matteo Renzi. Prima della pausa estiva si era concesso il lusso di essere super-ospite di Bersaglio mobile di Enrico Mentana. All’inizio della nuova stagione televisiva si è concesso a Porta a Porta. I passaggi televisivi di Matteo Renzi sono sempre meno efficaci visto che ormai il suo bla-bla non è più una novità.

Il nuovo Matrix di Luca Telese sarà una pacchia per gli ospiti
Caro Luca Telese, ogni volta che ti vedo in tv, ogni volta, non riesco a non pensare a Pinotto, il personaggio della celebre coppia cinematografica Gianni e Pinotto, i mitici Abbott and Costello, come diresti tu. Di Pinotto hai innanzitutto la vocina e la usi quasi alla stesso modo con i tuoi interlocutori televisivi; ogni parola la pronunci come fosse una nenia leggera che accompagna un nonsense. Il tuo volto poi lo trovo identico a quello di Pinotto quando sa di voler bonariamente provocare l’interlocutore senza però riuscire ad ottenerne i risultati sperati. Ma per me sei pienamente un Pinotto perché ti immergi beato nel tuo narcisismo. Pinotto, nonostante esteticamente non sia proprio Cary Grant, si piace tanto; prima che timido, pauroso e pasticcione, è un grande narcisista.

Non è stato Costanzo, ma Rispoli a proporre il primo talk show. L’articolo di Mariano Sabatini su Televisionando
Non è stato Costanzo, ma Rispoli a proporre il primo talk show http://t.co/Em5XigAfSP via @televisionandoN
— Mariano Sabatini (@marsabat) August 7, 2013
Federica Fontana su Cielo: non per sbucciar patate ma per condurre Stop & Gol
Cara Federica Fontana, torni alla co-conduzione di un programma sul calcio intitolato Stop & Gol (da domenica 15 settembre 2013 alle ore 17 su Cielo Tv canale 26 digitale terrestre, Sky canale 126 e TivùSat canale 19). In pratica è la nuova versione di Cielo che Gol! Che cosa è successo? Simona Ventura ha esaurito la rubrica con i nomi dei suoi amici da intervistare? Oppure ha semplicemente fatto un flop rispetto alle grandi aspettative che c’erano su di lei come conduttrice del programma simil-Quelli che il calcio che precedeva la trasmissione in chiaro del gol prima di tutti? Simona Ventura aveva cominciato con il suo solito grande entusiasmo ed ha concluso senza brio. E’ un animale televisivo che si nutre di grandi ascolti e Cielo naviga bassa ma ha ampi margini di miglioramento e chissà che non sia proprio tu a migliorare i risultati di Simona Ventura.

AgCom dà ragione a Brunetta: Fazio e Annunziata “squilibrati”
Cari Fabio Fazio e Lucia Annunziata, l’AgCom (l’autorità garante per le comunicazioni) vi ha ordinato di riequilibrare le presenze di esponenti del centrodestra a Che tempo che fa e a In ½ ora, a seguito di un esposto del capogruppo PdL alla Camera Renato Brunetta. Per chi fa informazione, con la sicurezza nella propria obiettività che ostentate voi, è un richiamo che brucia.
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— carotelevip (@carotelevip) July 27, 2013
Il paradiso è perduto? Su Rai 5 le lezioni di speranza di e con Serena Dandini.
Cara Serena Dandini, lo spazio di Rai 3 in cui per tanto tempo c’è stato il tuo Parla con me è stato assegnato per la prossima stagione ad un programma spin-off del tuo: Gazebo, con la tua creatura Diego Zoro Bianchi alla ideazione e conduzione. Deve essere una bella soddisfazione vedersi prendere il posto da un conduttore che si è lanciato. Di certo avrai rosicato di meno di quando in quello spazio Rai 3 c’ha messo Fabio Volo; non sono mai riuscito a capire se Volo in diretta costasse meno di Parla con me (visto che il contenimento dei costi è stato il motivo per cui Rai 3 non ha rinnovato la produzione di Parla con me). Dopo la parentesi su La7 con The Show Must Go Off, ed in attesa di una nuova collocazione, ti si vede su Rai 5 in un programma intitolato Il paradiso è perduto? (il lunedì alle 21.15).

La guerra dei mondi: la nuova dimensione del talk show firmato Rai 3.
Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, quello che è accaduto venerdì scorso in prima serata su Rai 3 ha più del ridicolo che dell’incredibile. Succede che il nuovo direttore di Rai 3 Andrea Vianello si è inventato un nuovo talk show intitolato La guerra dei mondi affidandolo ad un nuovo conduttore, David Parenzo. Succede che nell’ultima puntata la contrapposizione delle opinioni sia sfociata in un diverbio tra lo scrittore Aldo Busi e la deputata PdL Laura Ravetto che ha abbandonato lo studio. La cosa non ha dell’incredibile perché se si ospita in un talk show il provocatore Busi per contrapporlo alla provocatrice Ravetto, il minimo è che ne venga fuori una gran confusione.

Celi, mio marito! Ora che anche Aldo Grasso ha scritto che è un programma che non esiste, sento di non essere stato frettoloso nel valutarlo.
Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, sono contrario all’accanimento terapeutico nei confronti di una trasmissione come Celi, mio marito!, anche perché c’è poco da fare per salvarlo e, avergli già dedicato due post, mi sembra fin troppo. Bastava un tweet dopo la prima puntata per bocciarlo senza appello. Tu mi dirai che sono esagerato. Fino a ieri avrei potuto darti ragione. Poi, ieri, Aldo Grasso, il primo critico televisivo italiano, ha scritto il suo secondo articolo su Celi, mio marito! definendolo “il programma che non esiste”, a distanza di oltre un mese dal suo primo articolo scritto dopo la prima puntata e nel quale gli dava una certa apertura di credito.
