Il paradiso è perduto? Su Rai 5 le lezioni di speranza di e con Serena Dandini.

Cara Serena Dandini, lo spazio di Rai 3 in cui per tanto tempo c’è stato il tuo Parla con me è stato assegnato per la prossima stagione ad un programma spin-off del tuo: Gazebo, con la tua creatura Diego Zoro Bianchi alla ideazione e conduzione. Deve essere una bella soddisfazione vedersi prendere il posto da un conduttore che si è lanciato. Di certo avrai rosicato di meno di quando in quello spazio Rai 3 c’ha messo Fabio Volo; non sono mai riuscito a capire se Volo in diretta costasse meno di Parla con me (visto che il contenimento dei costi è stato il motivo per cui Rai 3 non ha rinnovato la produzione di Parla con me). Dopo la parentesi su La7 con The Show Must Go Off, ed in attesa di una nuova collocazione, ti si vede su Rai 5 in un programma intitolato Il paradiso è perduto? (il lunedì alle 21.15).

La tua presenza su Rai 5 è per me motivo di gaudio. E’ da tempo che sostengo che i televip più famosi e titolati non devono disdegnare di occupare spazi sulle emittenti televisive più piccole dove è possibile trasmettere programmi semplici come Il paradiso è perduto?. Il programma, giunto alla terza puntata (ma Rai 5 lo replicherà abbondantemente), sarebbe una specie di lezione/conferenza ma la tua presenza lo trasforma in un talk show. A tenere la lezione sono dei “coltivatori di sogni” che vogliono farci riflettere e darci una speranza sul futuro del pianeta Terra “alla ricerca di un eden sostenibile”. Le conversazioni spaziano dall’economia alla botanica, dall’ambiente all’arte, dal benessere personale ai grandi quesiti della scienza, dalla teologia all’importanza delle sementi, dalla letteratura alla cura dei giardini per eccellenza, quelli di Versailles [la scheda dettagliata del programma]. Cara Serena Dandini, di certo Il paradiso è perduto? non ti darà problemi con la Rai per i costi di produzione visto che è il più semplice talk show attualmente in onda. Tu e gli ospiti sedete sul palcoscenico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma immersi nel nero scenografico più profondo, seduti su un divano e due sedie ecosostenibili e con uno schermo da videoproiezione sullo sfondo. In sala c’è il pubblico. O almeno così si intuisce, visto che il buio avvolge anche loro e la flebile luce lascia intravedere in lontananza parecchie poltrone vuote. Tu con la tua scaletta sulla cartelletta lanci le tematiche, gli ospiti fanno “la lezione” e il vignettista Makkox commenta da par suo. Un programma molto da Rai 5 che infatti aveva già trasmesso qualcosa di quasi identico come TED Talks, basato sulle lezioni/conferenze di personaggi ed esperti mondiali su varie tematiche. Con una sostanziale differenza: lì il personaggio arriva sul palcoscenico parla per il tempo a disposizione (10/15 minuti) mostrando foto e diapositive (se necessarie) senza però che ci sia un conduttore a interromperlo per fargli la domanda in scaletta e indirizzare la discussione facendolo diventare un talk show di 1 ora e 20/30 minuti. Tu hai introdotto questo sostanziale elemento narrativo che ti consente anche di dare una impronta autorale ad un programma che, come idea di base, parrebbe non averne bisogno. Ma a quanto pare ne ha bisogno e questo è ben sottolineato nei titoli di testa: “Il paradiso è perduto? di e con Serena Dandini”. 

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