Rai 3 sostituisce Boss (2% di share) con Indiana Jones (5% di share). Una occasione persa per difendere quella che era sembrata una scelta coraggiosa.

Caro direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, ero seduto in prima fila alla presentazione della serie Boss che hai fatto insieme al protagonista Kelsey Grammer al Roma Fiction Fest. Nel mio post del giorno dopo mi chiedevo se, in assenza di un riscontro adeguato in termini di audience, avresti mantenuto il punto difendendo la tua scelta di portare in prima serata un prodotto che io, che sono un semplice telespettatore e non un super dirigente Rai, avevo definito di “super nicchia”. No, non hai mantenuto il punto, e hai interrotto la messa in onda della serie Boss (circa il 2% di share, il giovedì alle 21.10) sostituendola con la riproposizione di tutti i film di Indiana Jones (proprio come ha fatto anche il tuo collega di Rai 2 quando ha dovuto chiudere Star Academy). Ieri però Indiana Jones su Rai 3 ha fatto solo il 5% di share e credo che ciò dimostri che hai perso una grande occasione.

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Antonella Clerici, il teleprompt e Ti lascio al capolinea

Cara Antonella Clerici, a Ti lascio una canzone usi il gobbo elettronico (teleprompt) anche quando sembrerebbe inutile. Sabato avevi come ospiti Cochi e Renato, due personaggi per i quali una conduttrice esperta come te non dovrebbe avere bisogno di leggere le note biografiche e le domande da fare. Eppure, sei talmente abituata a leggere che evidentemente non ne puoi più fare a meno. Su twitter ho ironizzato: “Antonella Clerici per fare 3 domandine a Cochi e Renato ha usato il gobbo: non è una conduttrice a soggetto”. Giulio Serri (@giulioserri), che cura il tuo fan club ufficiale, mi ha prontamente fatto notare che: “Antonella è anche autrice del suo prompt”. A questo punto dall’ironia sono passato ad una più attenta analisi del testo autorale che hai scritto e letto:

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La fiction Rai su Enzo Tortora. Due tweet/articoli (prima e dopo) di Mariano Sabatini

Boss, da stasera su Rai 3 tutto lo sporco della politica più spietata.

Caro direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, ieri al Roma Fiction Fest hai presenziato alla presentazione di Boss, la serie tv politicamente scorrettissima che trasmetterai a partire da stasera, il giovedì alle 21.10 su Rai 3. Con te c’era il protagonista della serie Kelsey Grammer che per questo ruolo ha vinto il Golden Globe 2012 come Best Actor Drama (sorprendendo molti della critica Usa). Dopo aver visto il primo episodio devo dire che quella di Grammer è una ottima interpretazione. Grammer veste i panni del sindaco di Chicago (un sindaco Re Lear così lo ha definito) che ha sempre usato tutte le armi (anche non convenzionali) per restare al potere e, l’aver scoperto di essere affetto da una malattia degenerativa neurologica che lo porterà alla demenza, non lo rende meno cinico e spietato nel perseguire i suoi fini politici e personali.

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Le ex veline Federica e Costanza star di Pechino Express

Care ex veline Federica Nargi e Costanza Caracciolo, è una scelta giusta quella di partecipare in coppia a Pechino Express (Rai 2, giovedì ore 21.10). Troppo spesso le ex veline, dopo essersi giurate amore eterno, non vedono l’ora di separarsi professionalmente per intraprendere una carriera da single. Stare ancora insieme (soprattutto nella fase del primo distacco dal bancone cordone ombelicale di Striscia la notizia), sarà la vostra forza e Pechino Express è un buon primo passo. Dopo aver vinto la 2a puntata, nella 3a avete rischiato l’eliminazione. Siete arrivate al ballottaggio con la coppia di attori formata da Debora Villa e Alessandro Sampaoli. La coppia madre-figlio formata da Simona Izzo e Francesco Venditti doveva scegliere chi far rimanere in gara e non ha avuto dubbi: ha scelto voi. Simona Izzo è una donna di spettacolo esperta e sa bene che la vostra presenza è importante per il programma.

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Se stasera sono qui: un buon programma che non ti inchioda alla poltrona

Cara Teresa Mannino, Se stasera sono qui (il mercoledì alle 21.10 su La7) non è un programma che ti inchioda alla poltrona. Se ci capiti al momento giusto magari ti fermi per il tempo di un monologo ma poi inevitabilmente ti fai un giro dei canali per vedere se c’è qualcosa che non ha il ritmo di una seduta parlamentare. Ieri ad esempio avrei tanto voluto ascoltare il tema importante del monologo di Giorgio Pasotti (una lettera di un padre ad un figlio) ma ha fatto una introduzione così lenta e lunga che ancora devo capire com’è che mi sono ritrovato su TgCom24 a vedere la breaking news di Alessandro Sallusti condannato a 14 mesi di carcere. Se stasera sono qui è un talk show a tema libero e la predisposizione all’ascolto di tanti “professori” dipende molto dall’umore del telespettatore.

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Quinta Colonna merita di tornare su Canale 5 perché non ha nulla da invidiare allo Show dei Record

Caro vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non hai esaudito il mio desiderio di chiudere Quinta Colonna ma mi ritengo in parte soddisfatto perché avete cambiato rete e conduttore. Paolo De Debbio ha conferito al programma quell’atmosfera di teatralità che si respira nei mercati rionali all’ora di punta, quando dai banchi con il pesce, la frutta e la verdura si levano alte le urla dei venditori che fanno di tutto per sovrastare la voce dei venditori concorrenti. Vedendo la puntata di lunedì scorso devo ricredermi; Quinta Colonna può benissimo lasciare l’esilio su Retequattro e tornare su Canale 5.

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