Gerry Scotti, dalle montagne di soldi di The Money Drop alle mazzette da 100 euro di The Winner is.

Caro Gerry Scotti, deve esserti avanzata qualche mazzetta da 100 euro di The Money Drop e allora la distribuisci a The Winner is (il sabato in prima serata su Canale 5). Il tuo nuovo game-people-talent-show si basa su una gara canora che però diventa solo il pretesto per dare ai telespettatori l’occasione quasi morbosa di curiosare nelle vite degli altri e domandarsi cosa farebbero al posto loro. Ci sono i concorrenti con delle storie toccanti come il disoccupato che finora ha vissuto con i genitori che da poco non ci sono più e la ragazza adottata che vuole aiutare il padre che ha perso il lavoro. Ci sono i concorrenti “fortunati” che non hanno bisogno dei soldi di uno show televisivo ma che davanti alla tua mazzetta da 10.000 euro tentennano; e non solo per esigenze televisive. C’è Rudy Zerbi, l’ex discografico ormai calato perfettamente nel ruolo di personaggio televisivo, che ti spalleggia quando ci sono delle belle concorrenti da lodare per la loro avvenenza. C’è la gara.

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Sky Arte Hd: una bella idea per la Rai del futuro

Caro presidente della Rai Anna Maria Tarantola, presa come sei a sovraintendere il risanamento della prima azienda culturale del Paese, potresti esserti persa la notizia della nascita di un nuovo canale tematico sulla piattaforma Sky che si chiama Sky Arte Hd. Trasmette dal 1 novembre sui canali 130 e 400 e si rivolge al pubblico che ama e comprende l’arte o che vuole cominciare ad amarla e comprenderla. La scelta di trasmettere in HD vuol dire che la qualità filmica sarà al centro del progetto alla pari dei contenuti. Pittura, scultura, architettura, letteratura, musica, teatro, design, moda, fotografia, video arte, cinema e altre forme di espressione artistica saranno le tematiche in palinsesto.

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Rai 3 sostituisce Boss (2% di share) con Indiana Jones (5% di share). Una occasione persa per difendere quella che era sembrata una scelta coraggiosa.

Caro direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, ero seduto in prima fila alla presentazione della serie Boss che hai fatto insieme al protagonista Kelsey Grammer al Roma Fiction Fest. Nel mio post del giorno dopo mi chiedevo se, in assenza di un riscontro adeguato in termini di audience, avresti mantenuto il punto difendendo la tua scelta di portare in prima serata un prodotto che io, che sono un semplice telespettatore e non un super dirigente Rai, avevo definito di “super nicchia”. No, non hai mantenuto il punto, e hai interrotto la messa in onda della serie Boss (circa il 2% di share, il giovedì alle 21.10) sostituendola con la riproposizione di tutti i film di Indiana Jones (proprio come ha fatto anche il tuo collega di Rai 2 quando ha dovuto chiudere Star Academy). Ieri però Indiana Jones su Rai 3 ha fatto solo il 5% di share e credo che ciò dimostri che hai perso una grande occasione.

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I piatti vostri, Andrea Cocco e il punto di vista delle fan

Caro Andrea Cocco del Grande fratello non so che numero, le tue fan ti stanno difendendo da questo mio post riguardante la tua prima conduzione tv nel programma I piatti vostri sull’emittente Arturo (canale 221 del digitale terrestre). Ce ne sono alcune che hanno motivato molto bene la difesa altre che si limitano a dire quanto sei educato, spontaneo e bravo. Continua a leggere

Girls, dal sogno americano all’incubo americano

Cara ideatrice, interprete e regista del serial Girls Lena Dunham, per me il 1° episodio di una serie è molto importante. Se mi piace continuo a seguirla con continuità altrimenti la abbandono. Se per caso la incrocio nuovamente durante lo zapping, mi fermo a riguardarla ma difficilmente poi mi appassiono e do continuità alla visione al punto di aspettare il giorno della messa in onda (voi andate in onda su Mtv Italia canale 8 del digitale terrestre alle 23.10 del mercoledì, perché si parla molto di sesso e c’è qualche scena abbastanza esplicita). Le tue Girls sono figlie della crisi economica e vivono i loro vent’anni subendone le conseguenze più dure per delle ragazze sognatrici; nessuno spazio per sognare.

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Emily Owens, MD: il medical drama per i giovani che può piacere anche alle nonne sprint

Caro direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi, al Roma Fiction Fest ho visto la prima puntata di un serial medical drama che immagino non ti farai scappare: Emily Owens, MD. Il confronto con Grey’s Anatomy a prima vista è inevitabile ma dopo pochi minuti riesce a vivere di luce propria perché è una serie scritta bene, i personaggi sembrano azzeccati, ha ritmo, colpi di scena, situazioni che si inseguono e i dialoghi brillanti. Emily Owens è interpretata da Mamie Gummer, la cui somiglianza con Meryl Streep non deve sorprendere perché è la figlia. Le storie sono ambientate al Denver Memorial Hospital e i protagonisti sono un gruppo di medici appena specializzati che fanno praticantato di chirurgia. Emily Owens ha qualche problema di autostima che si porta dietro dai tempi del liceo ma la passione per la medicina è tale che il voler diventare un bravo chirurgo la aiuterà anche a credere definitivamente in se stessa, anche se in amore le cose si mettono subito male perché il dottorino che ha puntato flirta con la sua miglior/peggior collega ed ex compagna di liceo che già allora la prendeva in giro per un motivo che ora non ti dico.

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Boss, da stasera su Rai 3 tutto lo sporco della politica più spietata.

Caro direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, ieri al Roma Fiction Fest hai presenziato alla presentazione di Boss, la serie tv politicamente scorrettissima che trasmetterai a partire da stasera, il giovedì alle 21.10 su Rai 3. Con te c’era il protagonista della serie Kelsey Grammer che per questo ruolo ha vinto il Golden Globe 2012 come Best Actor Drama (sorprendendo molti della critica Usa). Dopo aver visto il primo episodio devo dire che quella di Grammer è una ottima interpretazione. Grammer veste i panni del sindaco di Chicago (un sindaco Re Lear così lo ha definito) che ha sempre usato tutte le armi (anche non convenzionali) per restare al potere e, l’aver scoperto di essere affetto da una malattia degenerativa neurologica che lo porterà alla demenza, non lo rende meno cinico e spietato nel perseguire i suoi fini politici e personali.

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Beauty and the Beast: al pubblico Kids and Teen potrebbe piacere ma non so per quanto

Cara Giorgia Surina, ho pensato a te durante la visione del pilot di Beauty and the Beast proiettato al Roma Fiction Fest. Kristin Kreuk, l’attrice che interpreta la detective Catherine Chandler ti somiglia (è stata anche Lana Lang in Smallville). Ha un volto con taglio quasi orientale, capelli lisci color castano scuro, è minuta, magrissima e scattante. Il serial sta per debuttare negli States su The CW Television Network e si rivolge ad un pubblico giovane che ama il genere fantasy abbinato al poliziesco. Beauty and the Beast è la rivisitazione dell’eterna storia La Bella e la Bestia. La bella è la detective Catherine Chandler che ha visto massacrare la madre da due sicari ed è stata salvata dall’intervento di un essere animalesco che poi si è dileguato nel bosco. Dopo 9 anni rivediamo Catherine che è diventata una abile detective della polizia di New York ma che ancora fa i conti con gli incubi di quella notte terribile e crede di essere una visionaria perché continua a dire che l’ha salvata un essere animalesco. Il pilot spiega già tutto [al termine del post il video con gli highlights].

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