Anche nella quarta serata il contributo di Maria De Filippi al Festival di Sanremo è stato irrilevante rispetto alle aspettative di chi ne ha sopravvalutato la scelta. In nessun momento la sua presenza ha giustificato il clamore suscitato dalla notizia che avrebbe co-condotto con Carlo Conti. Ieri c’è stato un momento in cui lei stessa ha certificato l’impalpabilità della sua presenza. All’arrivo della modella Marica Pellegrinelli è uscita di scena, apparentemente con ironia, “a questo punto ciaone proprio”. Ma come? Tu sei “la regina della tv” e non cogli l’occasione per fare un po’ di show con Conti e la bellissima modella? E invece ti sei comportata come una Tina Cipollari qualsiasi “No Carlo, io esco!”.
il postino (o piccolo post)
Diletta Leotta al Festival di Sanremo
il postino (o piccolo post)
Non so in che forma ma so in che forme Diletta Leotta sarà sul palcoscenico del Festival di Sanremo 2017 su Rai 1 (anticipazione data da Tv Zoom). Diletta Leotta incarna il sogno italiano di chi vuole fare la tv e di chi la guarda. Una professionista che da meteorina di Sky Tg 24 è diventata una giornalista sportiva di punta di Sky Sport. Una professionista che su Instagram ha milioni di follower con la lingua di fuori ad ogni suo scatto postato. Una professionista che il direttore artistico del Festival Carlo Conti avrà ritenuto indispensabile per la riuscita della porzione di show che le verrà affidata o a cui semplicemente presenzierà. Non mi chiedo se Diletta Leotta merita di salire su quel prestigioso palcoscenico della Rai. Mi chiedo se questa Rai merita il tempo che la professionista Diletta Leotta le dedicherà.
Il Paolo Bonolis di Music su Canale 5? I difetti con l’avanzare dell’età possono solo peggiorare
Caro Paolo Bonolis, ci sono conduttori tv il cui stile di conduzione risente più di altri del trascorrere degli anni. Tu e Simona Ventura ne siete l’esempio più evidente tra i conduttori top.
Mercoledì ti sei ripresentato in prima serata su Canale 5 con Music, un programma in cui personaggi dello spettacolo, cantanti, musicisti e attori, raccontano al pubblico qual è la loro canzone preferita di altri artisti. Non ho ben capito se è la canzone della loro vita, la canzone del cuore o la canzone che in questo momento sentono più vicina. Quello che so è che prima di ascoltare quelle canzoni mi sono dovuto sorbire il protagonismo assoluto del conduttore. Qui non si tratta di trattenere la personalità ormai ben nota del conduttore Bonolis ma si tratta di trattenere l’impulso distruttivo verso l’apparecchio tv da parte del telespettatore che vorrebbe vedere gli ospiti trattati in modo più utile alla trasmissione e che giustifichi la loro presenza non solo come figurina dell’album degli ospiti di cui il conduttore potrà vantarsi con parenti, amici e dirigenti tv che lo vorranno ingaggiare in futuro. Caro Paolo Bonolis, ti capisco anch’io invecchiando mi sto rendendo conto che è impossibile ormai migliorare i miei difetti. Per fortuna di milioni di telespettatori, io non faccio tv.
***
La prima puntata di Music di Canale 5: il live tweeting di Caro Televip
Una proposta per liberarmi dalla Vita in diretta: l’Ellen Fialdini Show
il postino (o piccolo post)
Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, a commento del mio live tweeting sulla seconda puntata del 59esimo Zecchino d’oro, alcuni twitteri hanno proposto Francesca Fialdini come conduttrice in solitaria di un programma nel daytime del mattino. Io invece le darei la conduzione di un talkshow, più show che talk, nel daytime pomeridiano di Rai 1, un programma tipo l’Ellen Degeneres Show. Sarebbe una bella soluzione per liberarmi dai pomeriggi della Vita in diretta con tutti quei morti ammazzati di cui non se ne può veramente più.
Domenica in di Rai 1: primi piccoli aggiustamenti della frittata
Sono tornato a vedere la Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo ad un mese di distanza dalla prima puntata. Sapevo che non sarebbe stato facile aggiustare la frittata ma Rai 1 ci sta provando. Quando può ospita un cantante big (oggi Renato Zero) e se lo tiene tutta la puntata intervallando le sue esibizioni e le domande di pubblico e conduttore, con due spazi talk e un balletto. Gli spazi talk sono ancora troppo lenti ma il problema principale è il contributo delle due donne che avrebbero dovuto essere il valore aggiunto al programma. È impossibile togliere l’impostazione del Bagaglino a Manuela Zero e quando balla cantando in playback sembra di tornare alla tv degli Anni ’80. Chiara Francini è la mia sconfitta. Credevo ci avrebbe regalato pezzi cult da rivedere su TecheTecheTé e invece è la palla al piede della trasmissione. Una valletta della tv in bianco e nero farebbe di più e meglio.
La Rai e l’esaltazione degli ascolti della prima delle fiction: dopo I Medici anche Rocco Schiavone -4% di share alla seconda
Ci risiamo. La Rai, nelle persone del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e della direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, ha esaltato gli ascolti della prima messa in onda della fiction Rocco Schiavone su Rai 2 (14.4%) che poi alla seconda ha perso 4 punti di share (9.9%). Di come funziona questa strategia di comunicazione ho già scritto riguardo alla fiction I Medici. La tecnica comunicativa è sempre la stessa; esaltare il primo risultato, così rimane impresso quello e tutti scrivono e pensano che sia un grande successo. Invece poi, guardando gli ascolti di tutta la serie, vengono fuori numeri normali rispetto ai grandi investimenti produttivi. Da abbonato mi chiedo: i dirigenti Rai non dovrebbero esaltare gli ascolti a consuntivo di tutta la serie? Non sarebbe più corretto?
Cartabianca di Rai 3 raggiunge solo lo scopo principale: ricollocare Bianca Berlinguer
il postino (o piccolo post)
La Rai aveva il serio problema di ricollocare l’ex direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer e lo ha fatto affidandole una striscia quotidiana dalle 18.30 alle 18.53 su Rai 3 a far da traino al “suo” Tg3. Lei ha accettato e mai vendetta è stata più tremenda perché più che un traino Cartabianca è un masso appeso al collo. Anche del telespettatore che avrà il coraggio di vederlo. Cartabianca è un prodotto low cost che più low non si può. Lo studio in stile vecchia Rai dei tempi di Rodolfo Valentino è la cosa più moderna e interessante del programma.

La ricollocata Bianca Berlinguer è noiosa, lenta, prevedibile. C’è da chiedersi perché alle 18.30 una persona con un minimo di allegria inside dovrebbe vedere le interviste da sonno della Berlinguer. Chi dovrebbe dare brio al programma è Gabriele Corsi che sta a Cartabianca come Dario Vergassola sta a Sunday Tabloid di Rai 2: un disastro. Ma la colpa più grande di chi ha deciso questa ricollocazione è quella di aver tolto 25 minuti a Geo un programma interessante e fatto bene che a quell’ora venerdì scorso è stato visto da 1.700.000 spettatori (11% di share). Cartabianca non è buono nemmeno come riempitivo nel palinsesto notturno. Togliere tempo ad una certezza come Geo è una sciocchezza tipica della nuova Rai 3 di Daria Bignardi. Cartabianca di Bianca Berlinguer è buono solo per ricordare la battuta di Totò nel film I due colonnelli.
Grande Fratello Vip: al peggio bisogna mettere fine
il postino (o piccolo post)
Che fosse una bruttissima idea trasmettere il Grande Fratello Vip l’ho scritto prima di averne le inevitabili bruttissime conferme. Il programma langue in un mare di noia ed ha perso 4 punti di share tra la prima e la seconda puntata. Si è fatto notare solo perché Clemente Russo ha definito friariello il concorrente Bosco e perché lo stesso Russo insieme a Stefano Bettarini si sono guadagnati la querela da parte di Simona Ventura. I dettagli del dialogo incriminato (riportati da davidemaggio.it) qualificano non solo i protagonisti ma anche il programma. Il vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, quando si renderà conto che nessuna logica commerciale giustifica spettacoli televisivi di questo genere? Temo che questa domanda non avrà mai una risposta.
Bring the noise: non è noise ma una bruttissima caciara
Il postino (o piccolo post)
Su Italia 1 è andata in onda la prima puntata del game show Bring the noise. Un format brutto, con un conduttore scarso, convinto di essere affermato. È Alvin, il cocchetto di Silvia Toffanin. Incapace di spiegare giochi bruttissimi. Incapace di non far fare quello che vogliono a ospiti inascoltabili. Incapace di controllare la confusione che ne scaturisce. Incapace di arginare l’ammasso di urla e parolacce degli ospiti. Una tv maleducata prima che trash. Una Mediaset ormai allo sbando con Canale 5 che fa il 12% di share in prima serata con la Champions League in esclusiva. Una Mediaset per la quale si può solo sperare che, come per il Milan, Berlusconi trovi dei cinesi disposti ad acquistarla e a rilanciarla. Sui mercati asiatici però.
Ilary Blasi contro Luciano Spalletti a scoppio ritardato
Il postino (o piccolo post)
La pupona Ilary Blasi oggi è in tendenza sui social, sui giornali ed in tv perché è scesa in campo per difendere suo marito, il pupone Francesco Totti, dal trattamento riservatogli dall’allenatore Luciano Spalletti 7 mesi fa. La pupona ha rilasciato, oggi, una intervista con parole di fuoco nei confronti di come 7 mesi fa l’allenatore ha trattato suo marito: “Non critico la scelta tecnica, critico il comportamento umano, e Spalletti è stato un uomo piccolo. Punto”. Che in 7 mesi, la pupona Ilary non abbia trovato un giornalista a cui fare queste dichiarazioni rimane un mistero. Per fortuna, oggi, tutti i giornalisti la cercano perché, oggi, è la conduttrice del Grande Fratello Vip, dove tratta a pesci in faccia i Vip E a quanto pare anche con Spalletti ha voluto usare lo stesso stile. Ora però deve sperare che il clamore suscitato dalla sua intervista faccia solo da traino al Grande Fratello Vip e non lo oscuri visto che dopo la prima puntata tutti hanno parlato solo di lei.

