Tv Talk sta ai televip come Porta a Porta sta ai politici

Caro Massimo Bernardini, Tv Talk (il sabato alle 14.50 su Rai3) è l’esempio più eclatante di autoreferenzialità televisiva spacciata per analisi critica. A questo enorme difetto, con il passare degli anni, se n’è aggiunto un altro immenso: il gruppo di Tv Talk si sente un gruppo di star tv. In questi casi la colpa è sempre dell’allenatore in campo quale tu sei. A Tv Talk i televip vengono con la consapevolezza che dopo la domandina apparentemente cattiva (di solito proveniente dai social network e non dalla redazione) arriva la vagonata di complimenti e di “analisi” positive da parte del gruppo di analisti. Caro Massimo Bernardini, tra te e Bruno Vespa non vedo alcuna differenza: siete due frecce all’arco di chi dice che i talk show televisivi tradizionali stanno per morire.

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Studio Aperto e il giornalismo alla ricerca su facebook della Belen perduta

Caro direttore di Studio Aperto Giovanni Toti, la carriera di Belen Rodriguez ha perso la sua spinta propulsiva ma tu non te ne capaciti. Per te è indispensabile continuare a fare servizi giornalistici su di lei anche se non c’è niente da dire. Ieri, hai dedicato a Belen, 1 minuto e 40 secondi del telegiornale, con il lancio della conduttrice in studio e il servizio di una giornalista che non si è firmata. Alla situazione in Medio Oriente, con lancio di missili tra palestinesi e israeliani, hai dedicato 1 minuto e 10 secondi di aggiornamento di Gabriella Simoni dalla redazione. Vi immagino, durante la riunione di redazione, in difficoltà nel trovare un servizio da fare su Belen che non offre più alcuno spunto.

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Il capo della Cia aveva l’amante a insaputa del Presidente degli Stati Uniti d’America e Barack Obama in tv fa più ridere di Silvio Berlusconi.

Caro David Letterman, non sforzarti nell’inutile tentativo di farmi ridere sul caso Petreaus perché non potresti mai superare il presidente Obama che mi sta facendo morire dal ridere. Ieri ha tenuto la prima conferenza stampa da quando è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Come sempre, sembrava il set di The West Wing, solo che stavolta Obama anziché ispirarsi a Martin Sheen mi ha dato l’impressione di ispirarsi a Silvio Berlusconi; superandolo in comicità. Come da copione, la prima domanda è stata sul caso Petreaus. Il giornalista Ben Feller (AP Chief White House Correspondent, nella foto), in puro stile Tutti gli uomini del presidente, ha chiesto ad Obama se poteva rassicurare “il popolo americano” che a seguito del caso Petreaus non c’è stata la divulgazione di informazioni confidenziali mettendo a rischio la sicurezza nazionale.

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Confronto tv per le primarie del centrosinistra: il commento di Tecla Dozio su facebook

Non hanno litigato, non si sono accapigliati, non hanno urlato, ergo: è stato noioso. Non hanno parlato di questo e quello, ergo: sono scappati, hanno eluso. Sono riusciti, con i limiti di tempo, a finire le frasi, ergo: non sono stati interessanti, non hanno detto niente. Delle domande non parla nessuno. Loro hanno risposto alle domande che, una congrega di cervelloni ha elaborato e che un giornalista (?) ha fatto loro. È la tv, bellezza.

Il profilo facebook della Sherlockiana-Libreria del Giallo di Tecla Dozio

Il ritocchino estetico di Laura Chiatti? Ce lo racconta Anna Praderio, l’esperta di cinema del Tg5.

Cara Anna Praderio, ieri hai firmato un servizio su Il volto di un’altra, il film di Pappi Corsicato in concorso al Festival del Cinema di Roma. Il film parla dell’uso estremo della chirurgia estetica e non potevi fare a meno di incentrare il servizio sulla protagonista Laura Chiatti che ha da poco fatto un ritocchino chirurgico. Domanda di apertura del servizio: “Cosa pensi dell’ossessione per la chirurgia estetica?”. Prima risposta dell’attrice: “Beh, io mi sono ritoccata e non lo nascondo perché sarei ipocrita. Non sono assolutamente contro la chirurgia estetica. Sono contro l’abuso di tutte queste cose che poi in realtà ti illudono di potere arrivare ad una perfezione”. Accanto a voi c’è Alessandro Preziosi, l’altro protagonista del film, in attesa di rispondere alle tue domande sul film.

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Cercasi reggitore di microfono professionista per il Tg2

Caro direttore del Tg2 Marcello Masi, ieri sera La7 ha trasmesso una bruttissima puntata di Servizio Pubblico di Michele Santoro intitolata “Fine di un’epoca” ma dedicata essenzialmente a consentire ad Antonio Di Pietro di recuperare in termini di immagine e considerazione, la figuraccia fatta a Report che ha di fatto sconquassato il suo partito l’Italia dei Valori. Capita anche a Santoro di mettere in piedi puntate inutili. A renderla minimamente interessante ha contribuito il tuo Tg2 protagonista del servizio di apertura di Luca Bertazzoni che ha fatto notare al pubblico un dettaglio molto particolare: hai mandato un operatore e un assistente a raccogliere una dichiarazione dell’onorevole Fabrizio Cicchitto, senza però mandare un giornalista e, a reggere il microfono, c’era la portavoce dell’onorevole. Dice Bertazzoni: “Il giorno dopo incontro di nuovo l’onorevole Cicchitto mentre sta rilasciando una dichiarazione al Tg2 e a tenere il microfono non è una giornalista ma la sua portavoce”.

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Elezioni Usa 2012: come ha detto Francesca Fanuele del TgLa7, Obama “prende tutto il cucuzzaro”

Caro Enrico Mentana, questa mattina alle ore 6 ho appreso da te e dal tuo TgLa7 Speciale che Barack Obama è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Ieri sera a mezzanotte ti avevo lasciato all’inizio di quella che per te sarebbe stata la lunga maratona elettorale in diretta, senza soffrire più di tanto per te ed i colleghi con cui ti apprestavi a fare l’alba per raccontare questo evento. Ed ho fatto benissimo perché alle ore 6, quando ho riacceso la tv, tu avevi da poco appreso della rielezione di Obama e questo vuol dire che le 6 ore di trasmissione che mi sono perso dormendo, tu e tutti gli altri conduttori televisivi le avete occupate chiaccherando con i vostri ospiti su exit poll, proiezioni e scrutinio dei voti. Niente di imperdibile. Invece, prima di addormentarmi, mi hai regalato una chicca televisiva che difficilmente sarai riuscito a superare nelle restanti 6 ore di trasmissione, nonostante il tuo parterre in studio fosse potenzialmente all’altezza, essendo composto da Valter Veltroni, Giuliano Ferrara, Carlo Rossella e Corrado Formigli con il suo iPad.

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Monica Maggioni star di Rai for Usa 2012

Cara Monica Maggioni, sei volata negli Usa per fare da punto di riferimento del Tg1 nel racconto delle elezioni presidenziali Usa 2012. Il tuo è un ruolo essenziale. Dallo studio di Roma il conduttore ti dà la linea e tu gestisci il collegamento mandando in onda i servizi degli inviati e dei corrispondenti. E’ un tg dentro un tg. Il conduttore nello studio centrale di Roma può tranquillamente scendere al bar a prendersi un caffè, tanto ci sei tu che hai il telegiornale in mano da New York. A Roma stanno tranquilli perché ostenti la sicurezza della giornalista autorevole che una volta Dagospia diede per imminente sostituta di Corradino Mineo alla direzione di Rai News, indiscrezione che mi fece twittare: “Monica Maggioni al posto di Corradino Mineo alla direzione di RaiNews? La Rai come Luis Enrique: uno che sostituisce Totti con Okaka”.

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I tre giorni di Sandy e di Maria Luisa Rossi Hawkins

Cara corrispondente Mediaset dagli Usa Maria Luisa Rossi Hawkins, per te sono stati tre giorni di fuoco, anzi, d’acqua. L’uragano Sandy ha colpito duramente New York City e tu, in diretta per TgCom 24, ne hai raccontato minuto per minuto il prima, il durante e il dopo. TgCom24 ha seguito l’evento con la grande partecipazione che mettono le reti all-news in questi casi. Ore e ore di diretta ininterrotta in cui tu eri il faro che faceva il punto della situazione dal luogo mediaticamente più coperto al mondo. Anche quando il maltempo rendeva difficile il collegamento, tu, imperterrita, continuavi a parlare. In certi momenti la tua immagine era solo sullo sfondo perché non arrivava l’audio ma tu continuavi a fare la tua cronaca, immersa nella bufera d’acqua con la professionalità di chi sa di essere nel cuore della notizia e di non doversi fermare davanti alle inevitabili difficoltà tecniche.

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La televisione urla anche al Cristina Parodi Live

Cara Cristina Parodi, certe promesse in tv sono davvero impossibili da mantenere. Nella calma estate che ha preceduto il tuo arrivo a La7, immersa nella quiete incantata della tua casa, promettevi che il Cristina Parodi Live ci avrebbe mostrato un’altra tv del pomeriggio. Rinfacciartelo è il minimo, dopo la brutta pagina di televisione che non hai saputo gestire ieri durante l’angolo di discussione intitolato Fratelli d’Italia. Sul tema caldo “l’ennesimo ritorno di Berlusconi”, hai contrapposto alla deputata del PdL Michaela Biancofiore, un giornalista dell’Indipendent, una imprenditrice cinese e l’insegnante di inglese showman John Peter Sloan. Sono stati venti minuti di accesa discussione culminati con 3 minuti di discussione urlata. La deputata Biancofiore ha detto che 15 milioni di italiani hanno votato per Berlusconi, l’insegnante di inglese showman John Peter Sloan gli ha chiesto “Dove sono?”, ricevendo come risposta “in Sicilia…”. Sloan ha replicato “Ah ah! E’ strano! Dove c’è la gente più istruita dell’Italia!”.

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