Tv Talk sta ai televip come Porta a Porta sta ai politici

Caro Massimo Bernardini, Tv Talk (il sabato alle 14.50 su Rai3) è l’esempio più eclatante di autoreferenzialità televisiva spacciata per analisi critica. A questo enorme difetto, con il passare degli anni, se n’è aggiunto un altro immenso: il gruppo di Tv Talk si sente un gruppo di star tv. In questi casi la colpa è sempre dell’allenatore in campo quale tu sei. A Tv Talk i televip vengono con la consapevolezza che dopo la domandina apparentemente cattiva (di solito proveniente dai social network e non dalla redazione) arriva la vagonata di complimenti e di “analisi” positive da parte del gruppo di analisti. Caro Massimo Bernardini, tra te e Bruno Vespa non vedo alcuna differenza: siete due frecce all’arco di chi dice che i talk show televisivi tradizionali stanno per morire.

E sulla stessa strada funeraria mi sembra indirizzata la critica televisiva a leggere la tua rubrica “L’altra tv” sul quotidiano Pubblico di Luca Telese. Prendiamo il tuo pezzo di oggi intitolato “Ma quanto sono umani questi carabinieri di Canale 5” in cui recensisci? critichi? parli? Fai il riassuntino? di Ris Roma 3 – Delitti imperfetti. Dopo aver snocciolato nome, cognome e relativi personaggi di tutto il cast; dopo aver riassunto la trama della serie; dopo averci ricordato che la serie è “realizzata da Taodue, come per la serie madre l’idea è venuta al suo patron Pietro Valsecchi…”; dopo averci detto che “altra componente non indifferente è la musica incalzante di Flavio Premoli, ormai affermato professionista di soundtrack televisivi che qualcuno di pelo grigio come me ricorderà in veste di storico tastierista e fondatore della PFM”; dopo averci detto che la regia di Francesco Miccichè & Co “è sempre tonica… fedeli alla ricetta Tao che ha introdotto nella fiction italiana una scrittura febbrile, perfetta per il target commerciale di cui Mediaset è ghiotta nonché assodata leader”; dopo averci detto tutto questo, ecco, la sferzata critica, analitica, e severa della tua penna intinta nel rosolio da sacrestia: “Forse è proprio questa forma televisiva a non necessitare di particolari doti drammaturgiche il gruppo attorale, che infatti è popolato di facce e corpi forti ma forse non proprio credibili in ogni sfumatura. Insomma, come sono giovani, efficienti, preparati, ma anche umani i carabinieri: combattono i cattivi, ne svelano le trame e poi appena possono fanno persino all’amore. Proprio come noi”. Caro Massimo Bernardini, la fiction italiana è brutta. Tutte le serie riconducibili ai distretti di polizia e ai Ris sono brutte. E si meritano dei brutti pezzi di analisi? Critica? Recensione? Racconto? Riassuntino? come il tuo.

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