Cartabianca di Rai 3 raggiunge solo lo scopo principale: ricollocare Bianca Berlinguer 

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La Rai aveva il serio problema di ricollocare l’ex direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer e lo ha fatto affidandole una striscia quotidiana dalle 18.30 alle 18.53 su Rai 3 a far da traino al “suo” Tg3. Lei ha accettato e mai vendetta è stata più tremenda perché più che un traino Cartabianca è un masso appeso al collo. Anche del telespettatore che avrà il coraggio di vederlo. Cartabianca è un prodotto low cost che più low non si può. Lo studio in stile vecchia Rai dei tempi di Rodolfo Valentino è la cosa più moderna e interessante del programma.

La ricollocata Bianca Berlinguer è noiosa, lenta, prevedibile. C’è da chiedersi perché alle 18.30 una persona con un minimo di allegria inside dovrebbe vedere le interviste da sonno della Berlinguer. Chi dovrebbe dare brio al programma è Gabriele Corsi che sta a Cartabianca come Dario Vergassola sta a Sunday Tabloid di Rai 2: un disastro. Ma la colpa più grande di chi ha deciso questa ricollocazione è quella di aver tolto 25 minuti a Geo un programma interessante e fatto bene che a quell’ora venerdì scorso è stato visto da 1.700.000 spettatori (11% di share). Cartabianca non è buono nemmeno come riempitivo nel palinsesto notturno. Togliere tempo ad una certezza come Geo è una sciocchezza tipica della nuova Rai 3 di Daria Bignardi. Cartabianca di Bianca Berlinguer è buono solo per ricordare la battuta di Totò nel film I due colonnelli.

Il ritorno di Giovanni Minoli con Faccia a Faccia su La7 nei tweet di Caro Televip

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Il flop su Rai 3 del Rischiatutto di Fabio Fazio: era già scritto ad aprile

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Ad aprile, mentre le due serate evento del Rischiatutto di Fabio Fazio su Rai 1 facevano il 30% di share, scrivevo su Twitter

“Rischiatutto doveva rimanere un’icona degli anni ’70. Oggi è solo l’ennesima figurina per l’album dei ricordi di Fabio Fazio. Due palle! La storia di Mike Bongiorno non meritava questa scimmiottatura del suo Rischiatutto firmata Fazio e Rai1. Fabio Fazio vuole spiegare ai giovani cos’era Rischiatutto: oltre che presuntuoso si sta dimostrando un cattivo maestro. Il problema non è la versione vip ma il format giurassico. L’unico colpo di scena sarebbe se prendesse un colpo a Fazio. Rischiatutto 30% su Rai1 con De Filippi e Fiorello. A ottobre su Rai3, un vecchio quiz con concorrenti sconosciuti in prime time: 15% max? Se Rischiatutto è così forte perché @RaiUno ad ottobre non lo piazza al sabato contro #tusiquevales ? Ma davvero la Rai pensa di proseguire con questo tristissimo ritorno al futuro chiamato Rischiatutto? Rischiatutto già è noioso di suo ma con la conduzione di agonia Fazio mi deprime. Non è un programma di contenuto è una specie di Ti lascio una canzone con dei bambinoni che ripetono nozioni a memoria. In una Italia che doveva controbattere il ’68, la Rai tirò fuori il monumento al nozionismo. Il nozionismo acritico e senza approfondimento di Rischiatutto, nel 2016, è roba da Rai disEducational. Fatte queste due puntate celebrative è solo una follia a spese degli abbonati riproporre questo strazio di quiz. Dopo i fuochi d’artificio delle due serate evento dovrebbe ritirarsi da vincitore e tornare nel cassetto dei ricordi tv” (da @carotelevip del 22/4/16).

Ad ottobre, la prima puntata su Rai 3 ha fatto il 13.8% di share. Nella seconda ha perso 3 punti di share scendendo al 10.9%. Ora, se un semplice blogger tv è così lungimirante, perché non lo sono anche i dirigenti della Rai? 

Detto Fatto di Rai 2 e lo scivolone senza attenuanti su Demi Lovato

Cara direttrice di Rai 2 Ilaria Dallatana, Detto Fatto condotto dalla giuliva Caterina Balivo non è più solo un programma di tutorial che fa solo il 7% di share in una fascia strategica come quella del primo pomeriggio. Detto Fatto condotto dalla giuliva Caterina Balivo è anche un programma con rubriche di opinione. Giovanni Ciacci, il personaggio più rappresentativo del cast, non si limita solo a dare consigli di stile e a rifare il look alle casalinghe disperate che si rivolgono al programma per vivere 15 minuti da star.

Giovanni Ciacci, detto Giò Giò, è anche protagonista in coppia con la giuliva Balivo di una rubrica intitolata Scandalosamente Ciacci. Uno spazio in cui, come dice la giuliva Balivo, si dà spazio al “Ciacci pensiero”. Dunque non un tutorial come nella mission della trasmissione ma puro gossip sui personaggi dello spettacolo. Nella puntata festiva di Ognissanti, la coppia Balivo-Ciacci si è occupata del tema “gli scandali delle baby star di Hollywood” portando come esempi negativi Miley Cyrus, Linda Blair, Macaulay Culkin e Demi Lovato.

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Ti faccio vedere XFactor 10 fino agli home visit e poi dai live te lo tolgo: il pesce in faccia di Sky ai telespettatori di Tv8

Caro responsabile dei contenuti non sportivi di Sky Andrea Scrosati, sono diventato un assiduo telespettatore di TV8 Canale 8, per merito della cantante, attrice e conduttrice tv Lodovica Comello che con la sua conduzione di Italia’s got talent mi ha stregato e riportato a vedere un programma che non seguivo più.

La cosa che credevo di aver capito è che Sky stava iniziando a dare una identità propria al Canale 8 Tv8 in chiaro sul digitale terrestre con show nati per quella rete e trasmessi da quella rete, due su tutti: Italia’s got talent e Singing in the car. Un’altra cosa che credo di aver capito è che essere un telespettatore assiduo di Tv8 vuol dire vedere i programmi di punta della mamma a pagamento Sky Uno, molti mesi dopo la messa in onda in prima visione tv, riservata, giustamente, agli abbonati.

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Luciano Rispoli e la lezione televisiva di Parola mia: una eredità culturale da non disperdere

Luciano Rispoli è di diritto nel Pantheon dei padri nobili della televisione italiana. Con lui scompare uno dei simboli della Rai dei tempi d’oro, la Rai che ha fatto scuola di tv e che soprattutto faceva una gran bella tv. Fare un confronto tra la tv che faceva Rispoli e quella di oggi significherebbe mancargli di rispetto.

Lui la difendeva la tv, soprattutto da chi la criticava con atteggiamento da snob. Come tutti i padri nobili lascia una pesante eredità a chi saprà coglierla riguardando la sua carriera iniziata con una palestra obbligatoria per chi voleva fare tv: la radio.

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Gli ascolti de I Medici di Rai Fiction su Rai 1, capitolo secondo: – 1 milione e – 4% di share

Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, i dirigenti della Rai a mio avviso dovrebbero essere più equilibrati e coltivare di più il senso della misura oggettiva.

Esaltare il 30% per la prima della fiction I Medici sapendo che alla seconda ci sarebbe stato un calo fisiologico è una scelta esclusivamente comunicativa.

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