Giancarlo Scheri ha due sogni per il futuro di Canale 5

Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, un direttore di rete dovrebbe essere giudicato per quello che manda in onda e non dalle interviste che rilascia. Ma io da telespettatore che ha un giudizio negativo su quello che mandi in onda, cerco nelle tue interviste un motivo per cambiare opinione in attesa dei fatti. Purtroppo, l’intervista che hai rilasciato ieri a Maria Volpe del Corriere della Sera, non mi fa migliorare il giudizio su Canale 5 e sulla programmazione sotto la tua direzione.

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The Chef su La5: non è MasterChef ma al pubblico in chiaro farà piacere vedere che un’altra emittente si adopera per attenuare la delusione che gli ha dato Cielo TV

Cara direttore di Cielo Tv Antonella d’Errico, tu regali i successi di Cielo Tv a mamma Sky e la concorrenza ne fa tesoro sfruttandone l’assenza sul digitale terrestre in chiaro. La piccola La5 di Mediaset sta facendo quello che avresti dovuto fare tu con Cielo; trasmette format originali pensati per la rete ed il suo pubblico. Sfruttando la scia del grande successo di MasterChef prova a racimolarne le briciole di pubblico che lo ha seguito in chiaro su Cielo nella prima edizione (decretandone il successo), proponendo The Chef – Scelgo e creo in cucina (il martedì alle 21.10).

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Maria de Filippi un po’ bombardiera e un po’ melodrammatica nei confronti di Mediaset

Cara Maria De Filippi, non c’è modo migliore di farsi un po’ di pubblicità alla vigilia della prima stagionale di Italia’s got talent, che rilasciare una intervista in cui la star di punta di Mediaset bombarda l’informazione Mediaset. Dall’alto del tuo potere di signora degli ascolti Mediaset hai indossato i panni della bombardiera nell’intervista rilasciata a Silvia Fumarola di Repubblica (che c’ha fatto un paginone venerdì 13/9/13). Il bombardamento ha avuto i suoi effetti visto che si è parlato molto di questa tua esplosiva dichiarazione: “L’informazione di Mediaset non mi piace, si potrebbe fare un bel salto di qualità: non hanno il coraggio del dibattito aperto”.

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Notiziari Mediaset, per PdL e PD un esempio di compattezza da seguire

Caro direttore di TgCom 24 Alessandro Banfi, per tutta la giornata di ieri hai trasmesso una serie di servizi confezionati dalla redazione politica che hanno raccontato la assoluta compattezza del PdL dopo l’ultimo vertice di Arcore e l’assoluta conflittualità all’interno del PD dopo le dichiarazioni di Massimo D’Alema a favore di Matteo Renzi. Tutto vero riguardo al PD; tutto falso riguardo al PdL.

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Alessia Marcuzzi a Studio 5: ingresso da grande star e uscita da grande sorella

Cara Alessia Marcuzzi, far parte della storia di una emittente televisiva come Canale 5 non è da tutti e non dovrebbe essere nemmeno da te visto che la quasi totalità degli spezzoni filmati trasmessi ieri da Studio 5 riguardano le trasmissioni che hai fatto per Italia 1. Canale 5 celebra la propria storia con un rigore storiografico da far rabbrividire anche il telespettatore meno interessato. Eppure Alfonso Signorini ti ha ricevuto in studio come se fossi la Raffaella Carrà di Canale 5 spostandosi dal centro dello studio per farti tributare dal pubblico un applauso da grande star. Poi però è iniziata la celebrazione dei tuoi trascorsi artistici che, nelle intenzioni degli autori di Studio 5, dovrebbero rappresentare la sintesi del tuo contributo ai trent’anni della rete denominata Canale 5.

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Alfonso Signorini testimonial del valore storico di Canale 5

Caro vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, ho visto solo pochi istanti della prima puntata di Studio 5, quelli in cui l’ospite Gerry Scotti diceva al conduttore Alfonso Signorini che gli sarebbe piaciuto condurre Studio 5. Il conduttore Signorini si è accasciato in una delle sue poco eleganti risate ed io ho cambiato canale. E’ vero, nutro poco interesse per i programmi televisivi che celebrano la televisione ma Studio 5 dovrei vederlo perché racconta la storia di Canale 5 che è un po’ anche la mia storia e di tutti quelli che avevano 16 anni quanto il logo del Biscione è apparso per la prima volta sui teleschermi italiani a livello nazionale.

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La giornata di Banfi: TgCom24 mette lo slow-motion

Caro Alessandro Banfi, nel valzer dei direttori delle testate Mediaset a te hanno dato la rete all-news TgCom24 che, dopo un avvio particolarmente dinamico, è andata via via spegnendo i bollenti spiriti e la tua nomina conferma che il dinamismo non sarà una priorità della rete. In più mettiamoci che per essere una rete all-news bisogna investire sui mezzi e sugli inviati da mandare in giro per l’Italia ed il mondo. In piena crisi economica, Mediaset è costretta a ridimensionare le redazioni giornalistiche e anche il progetto iniziale di TgCom24 ne risente come testimonia il comunicato stampa dei giornalisti Mediaset che hanno scioperato il 17 giugno scorso:

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