Barack Obama anatra zoppa: ora dovrà mettere in pratica le ore passate a vedere House of Cards

Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, quando ieri hai twittato “Vecchie promesse e vecchia politica dopo le elezioni di mezzotermine USA”, sapevo che non dovevo perdermi la tua rubrica Stelle a Strisce su TgCom24 e non mi hai deluso.


Con la tua solita concretezza hai sintetizzato la situazione da “anatra zoppa” in cui si trova il presidente Usa Barack Obama dopo che il Partito Democratico ha subito una pesante sconfitta nelle elezioni di medio termine.

Dopo la Camera perde anche il Senato dove ha trionfato il 72enne senatore repubblicano del Kentucky, Mitch McConnell, leader dell’attuale minoranza del Grand Old Party, che da gennaio guiderà il senato. Obama così perde la maggioranza al Congresso e gli ultimi due anni di presidenza saranno difficilissimi. Lui dice che è pronto a dialogare con i repubblicani i quali a loro volta non si lasceranno sfuggire l’occasione di azzannare l’anatra zoppa (ovvero un presidente senza la maggioranza al Congresso) a due anni dalle elezioni in cui sperano di riprendersi la Casa Bianca dopo 8 anni. Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, nella tua rubrica Stelle a Strisce di ieri hai mostrato tre titoli di giornale: “Nuove promesse e vecchia politica” (Usa Today); “Il presidente Obama promette di lavorare con e senza i repubblicani” (The New York Times) ed il tuo preferito “Risalire il fiume controcorrente senza i remi” (Daily News). Poi ci hai mostrato i video con le prime dichiarazioni post voto di Obama e McConnell. Sulle parole di Obama, che apre al dialogo “Io non vedo Stati blu e Stati rossi, io vedo gli Stati Uniti d’America”, il tuo commento è stato illuminante di quella che è in realtà la situazione:

“Un ritorno al messaggio di 6 anni fa quando prometteva di riunire una nazione devastata, divorata, dall’antagonismo politico. Un agonismo politico, per la verità, che ha portato poi alla sua elezione. In realtà il presidente degli Stati Uniti dice di vedere una America unita, questa è invece un’America spaccata. Ci sono Stati rossi, ci sono Stati blu e c’è una polarizzazione simile a quella di 6 anni fa quando Obama è entrato alla Casa Bianca. Obama dice io farò si che le mie iniziative legislative passino. E come? Con l’ordine esecutivo che è uno strumento istituzionale che consente al presidente di far passare delle leggi anche senza il volere del Congresso, perché è il Congresso è il legilativo che legifera”.

Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, ecco, appunto. Altro che anatra zoppa. Obama è in un vicolo cieco e le parole di McConnell (che ci dici “per cinquant’anni ha cercato di diventare il leader del senato e finalmente ce l’ha fatta”), tagliano le gambe all’anatra:

“Poco fa ho ricevuto una telefonata dal Presidente. Penso che riusciremo ad andare avanti per quanto riguarda le tematiche del Paese. Il senato deve ricominciare a lavorare. Il senato non lavora da anni, noi non votiamo per esempio il venerdì e il mio impegno è quello di rimettere il senato al lavoro. Levarlo da quella impasse che ha fatto di questo strumento legislativo forse il meno apprezzato dagli americani. In questo momento noi repubblicani abbiamo l’obbligo di cambiare il comportamento del senato e torneremo al lavoro. Tutti quelli che sono del mio partito pensano che la riforma sanitaria di Obama sia stata un grosso errore e noi chiederemo di rivederla. Se potessi, io la eliminerei. E’ un argomento sul quale vogliamo ritornare”.

Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, eccola, la patata bollentissima: l’Obamacare, la riforma sanitaria di Obama. Tu osservi, giustamente, che McConnell non ha detto che vuole ribaltarla ma è chiarissimo che rimetterci le mani sopra vuol dire tornare a tutelare gli interessi dei poteri forti del settore sanità che Obama è andato ad intaccare. Dunque saranno due anni floridi per gli intrighi politici alla House of Cards? Il New York Times dice che il presidente Obama guarda molte serie tv tra cui quella con il premio Oscar Kevin Spacey nei panni di Frank Underwood che Spacey definisce un politico “crudele come Riccardo III”. Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, dalla puntata di ieri del tuo Stelle a Strisce ho capito che il presidente Obama nei prossimi due anni farà un ampio ricorso all’ordine esecutivo per governare ma non potrà impedire l’avverarsi di una delle frasi di Frank Underwood più citate:

“È così che si divorano una balena Doug, un morso alla volta”.

E la balena in questo caso non è Obama ma il Partito Democratico e la presidenza degli Stati Uniti.

 

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