Giovanna Botteri e l’entusiasmo per l’inizio degli ultimi quattro anni di presidenza del grande incantatore Obama

Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, quando ieri ti ho visto in collegamento per il Tg3 pensavo fossi a Disneyland invece eri alla cerimonia di insediamento per il secondo mandato presidenziale di Barack Obama. Ad ingannarmi, oltre alla scenografia da parata, ha contribuito il tuo sorriso pieno di entusiasmo per la partecipazione all’evento. Ad Obama è legata una parte importantissima della tua storia professionale. Hai vissuto intensamente la sua prima trionfale campagna elettorale e l’hai raccontata per quello che era: “una grande speranza di cambiamento”. L’entusiasmo che avevi tu, lo avevamo in molti.

Oggi, a distanza di quattro anni, a te è rimasto lo stesso entusiasmo e non lo  nascondi:

“Una folla immensa anche se non c’erano i due milioni che erano qui nella spianata di Washington esattamente quatto anni fa. Quattro anni fa il Paese viveva la sua più profonda crisi economica, era impegnato su due fronti di guerra. Oggi l’America è in qualche modo uscita dalla recessione. L’economia è ricominciata ma ha detto Barack Obama nel suo discorso, che è stato un discorso incredibilmente appassionato, ha usato l’espressione we the people, noi il popolo, molte molte volte. Il nostro viaggio ancora non è finito, il nostro viaggio continua. Gli impegni, naturalmente, di Obama sono durissimi con un Congresso che continuerà ad ostacolarlo e ad opporsi alle sue riforme, soprattutto quelle in campo economico. Le riforme sull’immigrazione, la legge che vorrebbe fare per impedire in qualche modo regolamentare la vendita delle armi. Ma dobbiamo fare, ha detto Obama, in questo appello al Paese, appello all’unità, dobbiamo continuare a fare. Un discorso estremamente aperto verso le minoranze etniche, religiose, anche quelle sessuali. Un discorso incredibilmente liberal che potrebbe dare l’inizio a questi prossimi quattro anni che forse saranno gli anni più importanti dell’amministrazione Obama. Quella in cui forse potrà fare veramente le riforme per cui è stato eletto, questa volta e quattro anni fa”.

Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, mi sembra di capire che sei del partito di quelli che credono che nel secondo mandato vedremo un grande presidente Obama perché potrà finalmente essere libero di operare senza la preoccupazione di dover essere rieletto. Dunque, “Forward”, seguendo lo slogan di Obama 2012, guardiamo avanti e facciamo passare in cavalleria i primi quattro anni in cui la sedia presidenziale è stata lasciata vuota (per usare la metafora del testimonial repubblicano Clint Eastwood). Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, anche ieri il presidente Obama ha sfoderato le sue pose plastiche da rock star per recitare uno dei suoi splendidi discorsi che tanto hanno contribuito a crearne il mito di seminatore di speranze. Il suo nuovo slogan “We the people” è perfetto per diventare il titolo di un film e finire sulle t-shirt di chi ancora è disposto a credergli. Dopo i primi quattro, sterili, anni di presidenza, non credo che Obama riuscirà a trasformarsi in un grande presidente solo perché al collo non ha più il peso della rielezione. Se ho ragione, quando tra quattro anni dovrai fare il bilancio finale dell’amministrazione Obama, non avrai il sorriso che avevi ieri (anche perché seguirai il suo ciclo e lascerai la corrispondenza dagli Usa che ami tanto). Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, dai tuoi prossimi quattro mi aspetto di ascoltare meno racconti delle belle parole di Obama e molti (ma molti) più racconti dell’America del “Yes we can’t”; anche se ci dovesse essere poco da stare allegri e festeggiare.

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