Obama, Lo Porto, Renzi: sembra una puntata di House of Cards ma purtroppo non lo è

Caro showrunner di House of Cards Beau Willimon, il 17 aprile 2015 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ricevuto in visita ufficiale il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Matteo Renzi.

Una visita cordialissima celebrata davanti alle telecamere con battute sulla eccellente qualità del vino italiano.

Il 23 aprile 2015 il presidente Obama ha dato la notizia che il 15 gennaio 2015 un drone Usa ha bombardato una regione del Pakistan uccidendo per errore anche Warren Weinsten e Giovanni Lo Porto due cooperanti rapiti da Al Qaeda. Obama nel porgere le sue condoglianze alle famiglie di Weinstein e di Lo Porto si è assunto la responsabilità dell’operazione antiterrorismo in qualità di presidente e di comandante in capo. Il presidente Obama aveva telefonato il 22 aprile 2015 al presidente Renzi per informarlo sull’accaduto come riferito dal ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni il 24 aprile 2014 nell’aula deserta del Parlamento italiano. Il 24 aprile 2015 il premier Renzi, ospite di Otto e Mezzo su La7, ha affermato “La certezza che i due corpi fossero dei due cooperanti noi l’abbiamo avuta mercoledì (ndr. 22 aprile 2015) e credo anche gli americani”. Il 24 aprile 2015 il New York Times ha scritto che il presidente Obama era a conoscenza della morte di Giovanni Lo Porto già il 17 aprile 2015 quando ha incontrato il premier italiano alla Casa Bianca ma non gliel’ha detto. Il 25 aprile 2015 la Casa Bianca ha ammesso che il presidente Obama il 17 aprile 2015 non ha comunicato a Renzi della morte di Lo Porto perché non aveva ancora certezze. Caro showrunner di House of Cards Beau Willimon, se non ci fosse di mezzo la tragica morte di due persone innocenti uccise dal fuoco amico, questa storia sarebbe un mega spot per House of Cards – Gli intrighi del potere. La tempistica di questa notizia sembra uscita da una tua sceneggiatura. Grazie ad una serie tv come House of Cards possiamo immaginare nei dettagli quello che è accaduto alla Casa Bianca in questi giorni con il capo dei corrispondenti del New York Times Peter Baker ad incalzare lo staff di Obama su questa notizia e Obama, che fino al 17 aprile non aveva certezze, ecco che per una fortunosissima fatalità ha tutte le certezze il 22 aprile, giusto in tempo per poter dare la notizia il 23 aprile e mettere una pezza anticipando la notizia data dal Nyt che così, pur avendo un impatto negativo, non ha avuto un impatto devastante. Caro showrunner di House of Cards Beau Willimon, House of Cards si è fatta la nomina di serie tv che rappresenta in modo fin troppo spietato tutto quello che di spietato c’è nella politica americana. Un caso simile al caso Obama-Lo Porto-Renzi tutto sommato lo avrebbe potuto scrivere anche Aaron Sorkin per la più morbida serie The West Wing. Perché allora continuo a pensare alla tua House of Cards? Forse perché sia Renzi che Obama la seguono con  interesse o forse perché ho in mente un paio di frasi di Frank Underwood “Dopotutto, non siamo niente di più di quello che scegliamo di rivelare… La democrazia è così sopravvalutata”.

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