Giovanna Botteri lascia New York e vola a Buenos Aires proprio quando The President Obama avrebbe più bisogno di lei

Cara Giovanna Botteri, sei volata da New York a Buenos Aires per raccontare la vigilia della finale della Coppa del Mondo Brasile 2014 vista dai tifosi argentini.


Il tuo servizio è andato in onda nel Tg1 delle 20 con questo testo giornalistico intervallato dall’indispensabile contributo dei tifosi: 

Botteri: Per Buenos Aires è il sogno iniziato vent’anni fa con Maradona che si ripete. Centinaia di migliaia di argentini son partiti per Rio e gli altri son qua a sperare e ad aspettare. Maria e i suoi amici sono arrivati all’alba da Rio de La Plata, cantano il nuovo inno della nazionale che prende in giro la Selecao e dice che Maradona è meglio di Pelè. Ma qui è l’appartenenza sudamericana che esce più delle vecchie rivalità.

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Botteri: Il cuore del porteño si divide oggi fra Diego Armando, e i suoi fuochi d’artificio, e il genio taciturno di Messi.

Edicolante: Messi per noi è un idolo, il figliol prodigo dell’Argentina. Speriamo che oggi nella partita con la Germania, con un po’ di allegria e di fortuna, riusciamo ad essere ancora i campioni.

Botteri: In un paese travolto dall’inflazione, con la bancarotta alle porte, il calcio per una volta unisce, fa sognare, dimenticare i problemi quotidiani, ci spiega Ricardo.

Tassista: domani torneremo alla realtà, ai nostri problemi. Ma almeno oggi ci godiamo questo momento. E’ un miscuglio di sensazioni. E’ strano ma è bellissimo. 

Cara Giovanna Botteri, mettendo a confronto le tue domande con le risposte, direi che sotto il servizio bisognava mettere più la firma dei tifosi che la tua, ma capisco che nelle tue intenzioni c’era la voglia di dare voce alle speranze argentine della vigilia, così come oggi racconterai la delusione della sconfitta, attraverso le parole ed i volti dei tifosi argentini. Sarà un durissimo lavoro anche per una giornalista con il pelo sullo stomaco come te che ne ha viste di tutti i colori anche in scenari di guerra. A proposito di guerra. Mentre tu svolazzi da New York a Buenos Aires per raccogliere il pensiero dei tifosi di calcio, in Medio Oriente la situazione tra israeliani e palestinesi è sempre più drammatica. Appena avrai finito di asciugare le lacrime dei tifosi argentini dovrai tornare di corsa a New York. Il tuo amatissimo presidente Usa, il premio Nobel per la pace Barack Obama, è incapace di portare un contributo concreto per risolvere diplomaticamente questa ennesima escalation tra Israele e Palestina ed ha tanto bisogno di una giornalista che riesca a fare un servizio che metta in evidenza tutto il grande lavoro che lui ha fatto per la pace.  E poi c’è pure quella storiaccia della Merkel, la cancelliera tedesca che prima di volare a Rio De Janeiro per farsi un selfie con la Coppa del Mondo di calcio, ha dato un calcio in faccia all’alleato americano chiedendo al capo della Cia a Berlino di lasciare la Germania. Cara Giovanna Botteri, solo tu che per me potresti benissimo sostituire il portavoce della Casa Bianca, puoi fare un servizio in cui spieghi che Angela Merkel vuole bene a Barack Obama almeno la metà di quanto gliene vuoi tu. Dunque, orsù cara Giovanna! Lascia stare gli argentini e torna di corsa a New York: The President Obama ha bisogno di te. Probabilmente, sei rimasta l’unica giornalista al mondo che ancora se la sente di dire che è stato, non dico un grande, ma almeno un buon presidente. Se ancora credi in lui come quando ti brillavano gli occhi dalla gioia per la sua elezione e rielezione, allora è adesso il momento di dimostrarlo. Se invece anche in te comincia a nascere qualche dubbio verso le sue capacità di statista, allora lascia Buenos Aires ma non tornare a New York; torna in Italia. C’è Matteo Renzi che è tale e quale a Barack Obama come seminatore di speranze e parla, parla, parla di futuro, proprio come faceva Obama 6 anni fa. Solo che Renzi è all’inizio del suo ventennio politico mentre Obama è alla fine. Cara Giovanna Botteri, però devi sbrigarti, perché a fare la Giovanna Botteri di Renzi ha già iniziato Senio Bonini di Rai News 24. E sarà difficilissimo sostituirlo, visto il volto estasiato di Renzi quando Bonini gli fa le domande facili facili alle conferenze stampa.  

ps. Un caro saluto agli amici alleati della NSA da Akio from Rome, Italy.

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