Superquark: che sia un giovane divulgatore scientifico a prendere l’eredità della conduzione dopo Piero Angela

Ieri è morto all’età di 93 anni, Piero Angela, giornalista, divulgatore scientifico, scrittore, autore, conduttore televisivo e musicista jazz.

Televisione, giornali, siti web e social media gli stanno rendendo omaggio come merita.

Piero Angela ha fatto una televisione di qualità pienamente rispondente al ruolo di servizio pubblico nella Rai delle origini e fino alla stagione appena conclusa di Superquark. Chi continuerà il suo lavoro avrà per sempre l’esempio di come si fa divulgazione.

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Veronica Gentili: una delle punte di diamante del retequattrismo

Era il 18 giugno 2020 quando Silvio Berlusconi in collegamento con il programma di Retequattro “Stasera Italia” disse alla conduttrice delle edizioni del weekend ed estiva Veronica Gentili: “Sta conducendo queste trasmissioni in modo perfetto”. La giornalista rispose con un sorriso a tripla mascella: “Grazie, mi fa molto contenta” (con inchino del capo).
Da allora, Veronica Gentili non ha più smesso di andare in onda su Retequattro: in autunno, inverno, primavera, estate. C’è stato anche un tentativo di affidarle a settembre 2021 un talk più intimista “Buoni o Cattivi” su Italia 1 che ha fatto meno del 3% in prima serata. Un floppone.


Oggi però è una delle punte di diamante del retequattrismo, ovvero, della televisione in cui le prime serate sono tutte dedicate ai talkshow dove qualsiasi tema è tutto un “la gente deve capire, lo facciamo per la gente, noi siamo quelli che mettono gli italiani al centro di ogni discussione”, anche se la discussione è tanto confusionaria quanto inconcludente.


Veronica Gentili è il volto glamour del retequattrismo. Abiti impeccabili dai colori vivaci ma anche classici purché esista una Tratto Pen in tinta da poterci abbinare. Il suo programma s’intitola “Controcorrente” e lei, seduta alla plancia di comando (nella versione access primetime) o in piedi al centro dello studio (in primetime), si sbraccia come una direttrice d’orchestra nel dare la parola agli ospiti ma anche e soprattutto per accentuare le parole durante le sue inevitabili chiose agli interventi.
Mi dà sempre l’impressione di ritenere indispensabili le sue chiose, fedelissima interprete di uno dei doveri principali che si è dato il retequattrismo: agli italiani glielo facciamo capire noi come stanno le cose. Forte del suo passato di attrice in ruoli minori, gestisce i propri primissimi piani con meccanica maestria: passa dalle mascelle serrate ai sorrisi panoramici con la stessa disinvoltura di Jeeg Robot d’acciaio.
I suoi sguardi passano dall’ampiezza esclamativa all’essere penetranti quando stringe gli occhi in segno di concentrazione. Giornalisti e politici suoi ospiti si rivolgono a lei con un semplice “Veronica” come si fa con le grandi star dei talkshow americani, evidentemente non importa loro l’essere interrotti e chiosati in modo esagerato. Nel serale ha anche modo di fare le interviste faccia a faccia; l’unico segno che lasciano è quello del mio dito sul tasto del telecomando per il cambio di canale.
Cara Veronica Gentili, l’idea che mi sono fatto sul futuro della tua carriera di conduttrice televisiva è la seguente, quando non sarai più una punta di diamante del retequattrismo, di te mi resterà un solo indelebile ricordo: le Tratto Pen in tinta con gli abiti.

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La “annuncite precoce” di Amadeus su Sanremo 2023 mentre il Governo è costretto a dare un bonus di 200 euro a più della metà degli italiani

Il Tg1 diretto da Monica Maggioni ieri, 20 giugno 2022, ha ospitato in studio e dato ampio spazio ad Amadeus conduttore e direttore artistico del 73° Festival della Canzone Italiana che si terrà dal 7 all’11 febbraio 2023.
Amadeus come sua consuetudine usa il Tg1 per centellinare gli annunci delle anticipazioni sul Festival. Solo che quest’anno anziché iniziare a dicembre ha iniziato a giugno: 7 mesi prima dell’inizio della manifestazione.

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La Russia invade l’Ucraina e Rai 1 rinvia di una settimana una puntata dello show “Il cantante mascherato” invece di cogliere l’occasione per chiudere definitivamente questa pupazzata.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, ci sono dei momenti in cui le qualità di un professionista dovrebbero emergere più che in altri.

Le situazioni di crisi sono presenti in ogni attività produttiva e sociale. Ieri la Russia ha invaso l’Ucraina. Una guerra ai confini dell’Europa. Una situazione di crisi politica e sociale che avrebbe conseguenze per la vita di tutti i cittadini europei anche se per miracolo finisse oggi.

In un contesto così serio e preoccupante francamente l’ultimo dei miei pensieri è come Rai 1 adatta i suoi palinsesti. Poi però arriva un vostro tweet e allora il cittadino-abbonato che sono non può fare a meno di ritenere che tu abbia pochissima qualità come dirigente della prima azienda culturale del Paese.

L’account Twitter della tua rete ci comunica che stasera non andrà in onda lo show “Il cantante mascherato”, sostituito da una replica della fiction “Il commissario Montalbano”. L’hashtag
#RussiaUkraineConflict ci dice inequivocabilmente che il cambio di programmazione è dovuto alla situazione drammatica del conflitto tra Russia e Ucraina cosa per cui, evidentemente, la trasmissione dello show “Il cantante mascherato” non sarebbe stata adeguata. Inoltre sarebbe difficile dal punto di vista tecnico interrompere e poi riprendere lo show in diretta qualora la cronaca della guerra lo richiedesse.

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Svolta nella crisi Russia-Ucraina. 7 domande all’amministratore delegato del servizio pubblico Rai Carlo Fuortes.

Caro amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, a partire dalle ore 19.40 di oggi, il presidente della Russia Vladimir Putin ha fatto un discorso di 50 minuti in cui ha dichiarato il riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass, imprimendo una svolta pericolosissima alla crisi tra Russia e Ucraina. Rai 1 e il Tg1 non hanno ritenuto di dedicare la prima serata a questa svolta per spiegare in qualità di rete ammiraglia e come principale testata del servizio pubblico che cosa significa questa decisione.

Da abbonato Rai ti chiedo:

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Celebrare i 20 anni di carriera di Michelle Hunziker con un “one woman show” in prima serata su Canale 5: gli standard qualitativi Mediaset viaggiano sulle montagne russe

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, qualsiasi tentativo da parte di Mediaset di riportare nella prima serata di Canale 5 i varietà al posto dei reality e della tv trash dovrebbe essere accolto positivamente. Già, dovrebbe. Ma se come esempio di varietà mi ritrovo a guardare lo show intitolato “Michelle Impossible”, allora ogni benevolenza viene meno.

Mercoledì scorso è andata in onda la prima puntata di quello che è stato definito “one woman show” ma che “one woman show” non è. Michelle Hunziker per lanciare il programma ha più volte ripetuto che “lo aspettava da vent’anni”. La sensazione netta che ho avuto è che nemmeno aspettando altri vent’anni, la carriera di Michelle Hunziker potrebbe aspirare ad uno show celebrativo in prima serata.

La tentazione di una rinuncia preventiva a guardare lo show l’ho avuta ma poi ha prevalso il mio sconfinato ottimismo e mi sono detto: dopo lo show di Claudio Baglioni, Uà-Uomo di varie età, Pier Silvio Berlusconi non può non avere stabilito quel livello come standard qualitativo di riferimento se davvero vuole proporre il grande varietà in prima serata su Canale 5.

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Una non notizia: Papa Francesco che rilascia una intervista televisiva. Questa volta, in collegamento con Fabio Fazio a Che tempo che fa di Rai 3

Caro Bruno Vespa, fino a qualche anno fa potevi vantare l’eccezionalità della telefonata in diretta che ti fece Papa Giovanni Paolo II in una puntata, per questo diventata storica, di Porta a Porta. Resterà un evento eccezionale nella storia della televisione e anche nella storia della comunicazione di un papa. Era il 13 ottobre 1998 e Giovanni Paolo II fece quella telefonata di pochi secondi, semplicemente per ringraziarti della puntata che stavi dedicando al ventesimo anno del suo Pontificato. Fu per te un momento di grande emozione ma anche di immensa soddisfazione personale che più volte hai raccontato. Una di quelle cose che accadono una volta nella vita non solo di un giornalista ma anche di una emittente televisiva.

Già, una volta era così.

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Festival di Sanremo 2022: tutti i post ed i live tweeting di Caro Televip

Sanremo 2022: buona la prima con un significativo calando in scaletta nella seconda parte. Ascolti record: 54.7% di share e quasi 11 milioni di telespettatori.

Sanremo 2022: non buona la seconda. Problemi di scaletta, ritmo lentissimo e il comico Checco Zalone da pianto. Ascolti straordinari: 55.8% di share e oltre 11 milioni di telespettatori.

Sanremo 2022: perfetta la terza serata. Si conferma una edizione di successo con ascolti altissimi anche ieri: 54% di share e oltre 9 milioni di telespettatori.

Sanremo 2022: quarta serata incalzante e divertente. Ascolti incredibili: 60.5% di share e 11 milioni 300 mila telespettatori.

Sanremo 2022: la finale. Vincono i favoriti Mahmood e Blanco ma vince soprattutto la voglia della Rai di trasmettere uno show con tutte le sfumature dell’ottimismo

Le 10 cose che mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Le 10 cose che non mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Le 10 cose che non mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Anche in una edizione molto ben riuscita come questa è impossibile farsi piacere tutto. Ecco la classifica delle 10 cose che non mi sono piaciute.

1 – Checco Zalone: sto ancora aspettando che mi faccia ridere

2 – Fiorello: ripetitivo e datato

3 – Laura Pausini: autoreferenziale fino allo sfinimento

4 – Aver assecondato il fenomeno fantasanremo alimentato da molti cantanti e diventato incontrollabile a suon di Papalina e Zia Mara

5 – Amadeus che finisce il giro in platea salutando Paola Perego: la moglie del suo potentissimo agente

6 – Ornella Muti: meno che ornamentale

7 – Ema Stokholma di Rai Radio 2: ogni volta che ha parlato

8 – La scaletta ed il ritmo della seconda serata

9 – Prima Festival: inutile ed insignificante

10 – Fuori Festival: il programma “molto poco originale” di Rai Play

Le 10 cose che mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Era da molti anni che non mi appassionavo e non mi divertivo a guardare il Festival. Mi sono piaciute moltissime cose, difficile sceglierne solo 10 ma questa è la mia top 10.

1 – Il ricordo di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e dei loro agenti di scorta

2 – Il lavoro come direttore artistico e conduttore di Amadeus

3 – Il terzo posto dell’eterno ragazzo Gianni Morandi che a 77 anni si è presentato in gara come fosse la sua prima Canzonissima

4 – Tutta Maria Chiara Giannetta

5 – Tutta la performance di Cesare Cremonini

6 – Il duetto “cover” Morandi-Jovanotti

7 – Tutta Drusilla Foer

8 – Blanco che prende il microfono e dice “Io voglio diventare Gianni Morandi”

9 – Ex aequo: La rappresentante di lista (la canzone) e Ditonellapiaga (lei di persona personalmente)

10 – Le prime due ore della serata cover tutte da cantare e da ballare