Celebrare i 20 anni di carriera di Michelle Hunziker con un “one woman show” in prima serata su Canale 5: gli standard qualitativi Mediaset viaggiano sulle montagne russe

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, qualsiasi tentativo da parte di Mediaset di riportare nella prima serata di Canale 5 i varietà al posto dei reality e della tv trash dovrebbe essere accolto positivamente. Già, dovrebbe. Ma se come esempio di varietà mi ritrovo a guardare lo show intitolato “Michelle Impossible”, allora ogni benevolenza viene meno.

Mercoledì scorso è andata in onda la prima puntata di quello che è stato definito “one woman show” ma che “one woman show” non è. Michelle Hunziker per lanciare il programma ha più volte ripetuto che “lo aspettava da vent’anni”. La sensazione netta che ho avuto è che nemmeno aspettando altri vent’anni, la carriera di Michelle Hunziker potrebbe aspirare ad uno show celebrativo in prima serata.

La tentazione di una rinuncia preventiva a guardare lo show l’ho avuta ma poi ha prevalso il mio sconfinato ottimismo e mi sono detto: dopo lo show di Claudio Baglioni, Uà-Uomo di varie età, Pier Silvio Berlusconi non può non avere stabilito quel livello come standard qualitativo di riferimento se davvero vuole proporre il grande varietà in prima serata su Canale 5.

Caro vicepresidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, con questo approccio positivo ho deciso di guardare lo show della soubrette italo-svizzera. Mi sono ritrovato in una specie di visione onirica in cui ho rivissuto i momenti più insignificanti della tv anni ’90 targata Fininvest: tutto fumo e niente arrosto. Michelle Hunziker, la showgirl dal sorriso stra-lucidato dallo spazzolino “go electric”, si è piazzata al centro della scena per accogliere gli ospiti la cui principale preoccupazione è stata di adularla. Una preoccupazione al centro dei pensieri anche degli autori la cui vena creativa ha mostrato lacune incolmabili.

La parte comica è stata delegata a Michela Giraud (in versione battutine per la casalinga di Voghera, lontana anni luce dalla Giraud graffiante), a Katia Follesa (l’ingresso principesco sul catafalco è stato straziante, soprattutto per il catafalco) e al Mago Forest (del quale ormai si attende solo l’uscita del coniglio dal cilindro di Che tempo che fa per decretarne ufficialmente la fine carriera).

Una carriera finita invece è quella della Gialappa’s Band che fa da contrappunto alla protagonista come da copione di una qualsiasi puntata di “Mai dire” degli anni ’90.

Uno show che ha avuto i seguenti momenti clou:

  • tanghetto accennato con Ilary Blasi che le ha stampato un bacio acchiappa social in bocca;
  • Maria De Filippi che ha raccontato a mo’ di C’è posta per te la storia della festeggiata;
  • partecipazione “a sorpresa” dell’ex marito Eros Ramazzotti che ha cantato, male, Più bella cosa, la canzone che ha scritto quando si amavano;
  • primo provino, visto e rivisto, della Hunziker;
  • fotografia che l’ha lanciata, ovvero quella dello spot “Roberta” con l’indimenticabile fondoschiena;
  • un paio di fotografie sexy degli esordi da starlettina con focus sulla foto con il pellicciotto.

Michelle Impossible vale meno di un programma di montaggio ed è caratterizzato da una serie di blocchi, tra l’altro con significativi problemi di montaggio, pensati, scritti ed interpretati per esaltare più la persona Michelle Hunziker che la soubrette Michelle Hunziker.

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, ma il problema principale di Michelle Impossible è che la prima puntata ha avuto un ottimo riscontro di pubblico facendo il 19,65% di share (3 milioni 380mila telespettatori). Confrontato con il 14% della prima puntata di Uà di Claudio Baglioni (2milioni e 300mila telespettatori, poi è sceso al 13%) è evidente che la maggior parte dei telespettatori di Canale 5 preferisce uno show di minore qualità. Chi come me guarda con una certa speranza al miglioramento delle prime serate di Canale 5 temo sarà costretto a fare lo slalom tra show di buona qualità e show di livello Michelle Impossible. Un effetto montagne russe tra alti da guardare e bassi da evitare.

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