Tiki Taka già occupa tutta la prima fila sulla linea di partenza dei talkshow sportivi dell’autunno 2019

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Tiki Taka già occupa tutta la prima fila sulla linea di partenza dei talkshow sportivi dell'autunno 2019 Nel cast di Tiki Taka per l'autunno 2019 è stata confermata Wanda Nara che nella passata stagione ha avuto un ruolo di "esclusiva" di primissimo piano vista la telenovela Icardi-Inter, culminata con la puntata in cui la moglie-manager dell'attaccante argentino, in lacrime, ha fatto la sua dichiarazione d'amore verso l'Inter. Quest'anno ci sono due new entry che garantiscono competenza calcistica ma anche, come piace a Pierluigi Pardo, il gran cazzeggio: Antonio Cassano e Bobo Vieri. Entrambi sono già stati più volte ospiti di Tiki Taka nella passata stagione ma averli nel cast vuol dire alzare l'asticella dell'imprevedibilità esplosiva che è una caratteristica dei due ex calciatori. Pierluigi Pardo, l'unico che si è avvicinato allo spirito insuperabile del Pressing di Raimondo Vianello, sa fare tv commerciale con quel pizzico di qualità ed originalità che manca a tutti gli altri. Il suo talkshow, tra alti e bassi, ha una personalità indiscussa che brilla anche per l'assenza di alternative all'altezza. Tiki Taka negli ultimi anni si è guadagnato anche un importante riconoscimento sul mio personalissimo taccuino: è uno dei pochi programmi Mediaset, guardabili.

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Mondiali Mediaset: i voti di Caro Televip

Acquisto dei diritti in esclusiva

È stata la migliore mossa di Pier Silvio Berlusconi da quando è vice presidente e amministratore delegato. Ascolti altissimi per tutte le dirette delle partite e relativo successo per la vendita degli spazi pubblicitari. Ed in più ha surclassato la Rai. Voto 10.

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Tiki Taka News non rinuncia al suo stile scanzonato anche nel giorno della strage di Manchester

Caro Pierluigi Pardo, ci sono conduttori e trasmissioni tv che hanno dei registri comunicativi talmente particolari che si fatica ad adeguarli alle situazioni. E’ il caso tuo e del tuo Tiki Taka News. Il programma nella versione delle 19, come in quella originale di seconda serata, ha un approccio ironico, leggero, scanzonato (a tratti tendente al sano “cazzeggio”) sul mondo del calcio e dello sport. E’ un approccio che ricalca il tuo stile di conduzione brillante, alla romana, con la spalla destra tendente al movimento in avanti ad accompagnare le tue parole in una sorta di “anacapito anacapaito” continuo.

Una conduzione che a me piace in situazioni e in giornate normali. Ma ieri non è era una giornata normale. Ieri era la giornata in cui tutto il mondo occidentale, e l’Europa in particolar modo, erano scossi dall’attentato terroristico con esplosioni nel foyer della Manchester Arena dove si era appena concluso il concerto della pop star americana Ariana Grande. Un attentato che ha provocato 22 morti, 120 feriti (12 gravissimi) e 12 dispersi. Tra questi, moltissimi bambini e giovanissimi che sono il pubblico principale della pop star ventitreenne.

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La seconda puntata di Andrea Delogu al Processo del lunedì nei tweet di Caro Televip

#processo Andrea Delogu stasera vestita come il meccanico della porta accanto

Andrea Delogu quella che “non starò zitta” stasera ha mantenuto la promessa: ha detto buonasera

Andrea Delogu ha lanciato il sondaggione: la co-conduttrice letterina

Andrea Delogu in un angolo come tutti d’altronde: mai visto #Varriale che dà più di 30 secondi ad un interlocutore

#processo che ridere #Varriale che caxxia Andrea Delogu che mostra un tweet ironico sul contratto di Soriano “a Napoli non rideranno”

Andrea Delogu aveva ragione: non serve sapere qualcosa di calcio per stare seduta sul trespolo a guardare il moviolone @processolunedi

quando Andrea Delogu ammetterà che @processolunedi è stata una scelta professionale sbagliata sarà sempre troppo tardi: lettrice di tweet!

Melissa Satta protagonista di @Tikitakaita1 Andrea Delogu comparsa del @processolunedi

Il processo del lunedì su Rai 3? L’unica cosa sensata da fare è riportarlo subito su Rai Sport 1

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, ieri sera è accaduto quello che non doveva accadere: ho avuto conferma di tutte le perplessità preventive che avevo espresso sul ritorno del Processo del lunedì su Rai 3.

Eppure mi sono apprestato a seguire la prima puntata con animo leggero e positivo come da invito ricevuto via twitter da Enrico Varriale “Seguici con simpatia” e anche perché la co-conduttrice Andrea Delogu, dopo una lunga riflessione, ha deciso di sbloccarmi su twitter; evidentemente non sono un troll ma un onesto blogger tv.

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Francesca Barra conclude senza momenti di gloria la sua conduzione di In Onda su La7

Cara Francesca Barra, su La Stampa del 27/7/15 (intervista di Francesco Rigatelli) citi il tuo curriculum professionale per difenderti dalle critiche che a tuo dire ti arrivano “sempre come donna e non come professionista”.

Citare il proprio curriculum è sintomo della più grande delle debolezze per chi fa il mestiere del giornalista: dover puntualizzare quello che a tutti dovrebbe essere evidente.

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Il processo del lunedì: primo errore della nuova stagione di Rai 3. La non valletta Andrea Delogu: secondo errore

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, c’è un limite alla presunzione di innocenza. Fino a quando Rai 3 non sarà completamente azzerata dalla concorrenza hai diritto ad una difesa d’ufficio ma non sarò io a patrocinarla. L’ultima tua “invenzione” di direttore di rete è quella di ritrasmettere Il processo del lunedì un talk show che stava esalando l’ultimo respiro su Rai Sport 1 ma che hai deciso di accompagnare tu al traguardo finale della scomparsa dai palinsesti Rai. Continua a leggere

Pierluigi Pardo che imita Pierluigi Pardo nello spot di Tiki Taka: quando l’autoreferenzialità è giustificata e divertente

Caro Pierluigi Pardo, Italia Uno sta trasmettendo lo spot della nuova stagione di Tiki Taka in cui interpreti il ruolo di Pierluigi Pardo che imita Pierluigi Pardo.


La autocitazione nasce da una di quelle intuizioni fotografiche che hanno molto successo sui social network.

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Brasile 2014: Rai Sport è da archeologia televisiva

Caro direttore generale Rai Luigi Gubitosi, sono iniziati i mondiali di calcio Brasile 2014 e con essi è iniziato il tiro ai piccioni Rai e Rai Sport. Sottrarmi a questo esercizio balistico mi è impossibile. Innanzi tutto perché sono un abbonato Rai e poi perché mi piace la tv fatta bene e la Rai, ormai ombra del suo blasone e della sua storia, non la fa più la tv fatta bene. E non è colpa della tua spending review.

La Rai invecchia a vista d’occhio vittima della gestione di tipo ministeriale degli anni passati che ha ancora effetti deleteri sui singoli programmi che vanno in onda.

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