Reazione a catena: due righe sulla conduzione di Marco Liorni

L’intesa vincente di Reazione a catena: Marco Liorni ne fa una versione piatta, senza metterci un po’ di quel peperoncino nell’interazione con i concorrenti che la renderebbe divertente. Una conduzione da elettrocardiopeperoncino piatto. Ripete ai concorrenti “stiamo andando come treni… bisogna andare come treni” ma quello che va lento ed è moscio è lui. Non è che non riesce a fare una battuta è che proprio non ce l’ha nel suo bagaglio di conduttore. Purtroppo non ha nemmeno il lessico da quiz e nemmeno le espressioni da quiz quelle che dicono più di tante parole.

Un conduttore di un quiz fresco, estivo, deve avere lo stesso brio dell’acqua frizzantissima che va tanto con il caldo che fa. La cosa più frizzante di Marco Liorni è il colore dei capelli che io ricordavo più scuro verso il nero e invece mi sembra diventato più chiaro verso il color etrusco.

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Un primo pensiero sul possibile ritorno alla conduzione su Rai 1 di Lorella Cuccarini

Uno dei tormentoni che lanciano periodicamente molti addetti ai lavori è quello sulla bravura di Lorella Cuccarini. Ma quant’è brava la Cuccarini? Ma perché non danno 10 programmi da condurre alla Cuccarini? A quanto sembra (rumors) nella prossima stagione tv, Rai 1 sarebbe orientata ad affidarle la co-conduzione di un programma giornaliero pomeridiano. Sembra, pare, dicono che peseranno positivamente su questa possibile scelta, anche le sue dichiarazioni sovraniste. Ma quanto è brava Lorella Cuccarini?

Buon compleanno Pippo nel live tweeting di Caro Televip

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Una certezza che ho dopo l’intervista di ieri di Silvia Toffanin a Pamela Prati in cui l’ex ballerina del Bagaglino ha confessato: “Mark Caltagirone non esiste”

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Non ho scritto nulla sul caso "Prati-Caltagirone" perché da subito ho capito che il livello di discussione sarebbe stato talmente basso che non meritava nemmeno un minuto del mio tempo. Ho seguito "il caso" su Dagospia che ne ha rivelato tutti gli aspetti chiari e oscuri, facendo un curatissimo lavoro giornalistico (un bravo, in particolare, a Giuseppe Candela) per svelare la verità principale, ovvero che il presunto sposo della ex ballerina del Bagaglino non è mai esistito in quanto persona in carne ed ossa. Su come i programmi Mediaset hanno cavalcato nelle ultime settimane questo caso, un piccolo caso, diciamo "un casino" mediatico, mi viene da fare solo questa osservazione. Il programma Verissimo di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, ha raccontato da par suo "il caso" con interviste esclusive a Pamela Prati. Il fatto che la giornalista professionista Silvia Toffanin sia compagna di vita del vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non è un dettaglio e non è una cosa irrilevante a mio avviso. Se Silvia Toffanin ha prestato il suo volto e la sua professionalità per trattare come ha trattato il caso Prati-Caltagirone, non posso fare a meno di pensare che Mediaset, al suo massimo livello dirigenziale, abbia dato l'OK a dare tutta la rilevanza che ha dato al "caso", al "casino", Prati-Caltagirone. Da blogger televisivo, dopo aver visto la puntata di ieri di Verissimo in cui Silvia Toffanin ha raccolto, faccia a faccia in uno studio vuoto, la confessione di Pamela Prati che "Mark Caltagirone non esiste", ho solo una cosa da dire: il "casino" Prati-Caltagirone finirà mentre, purtroppo, questa Mediaset continuerà a trasmettere programmi per me inguardabili. #silviatoffanin #verissimo #piersilvioberlusconi #pamelaprati #markcaltagirone #canale5 #mediaset

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In attesa del “gran finale” di Domenica In 2018/19

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Domenica In 2018/2019 con Mara Venier. Sono stato il primo fan di questa scelta: "Ho la sensazione che puntare su Mara Venier potrebbe davvero essere una scelta vincente" (17/7/2018). Mi riferivo soprattutto alla sfida con Domenica Live di Barbara D'Urso. Ma non ho potuto esultare più di tanto quando Canale 5 ha alzato bandiera bianca e chiuso il programma nella fascia in sovrapposizione. Perché da quel momento secondo me, senza lo stimolo della concorrenza, Mara Venier non è più stata quella della prima puntata che mi fece scrivere: "Mara Venier ha sfoderato una conduzione brillante, una padronanza assoluta del mezzo e una determinazione, nel voler ristabilire immediatamente un contatto con il pubblico, che è stata palpabile ed efficace (17/9/2018). A novembre il programma ha iniziato a deludermi: "Con maghi e paranormale, il gossip su Asia Argento e Fabrizio Corona, Domenica In batte di poco Dmenica Live ma soprattutto Mara Venier si avvicina sempre di più al genere di tv di Barbara D'Urso e questo la premia. Non per quanto mi riguarda. Peccato" (12/11/2018). A febbraio il colpo di grazia me lo ha dato questo ospite: "Per la serie i grandi ospiti di Domenica In Stefano De Martino che commenta il gossip su un possibile ritorno di fiamma con Belen Rodriguez. Rilievo artistico: zero. Il messaggio dovrebbe essere l'amore per la famiglia e l'amore eterno. Il risultato? Gossip" (24/2/2019). E il 7 aprile lo ha ospitato di nuovo! Ad aprile ho gettato la spugna: "Perché dopo aver fatto fuori la concorrenza, Rai 1 ha perso l'occasione di fare una grande Domenica In limitandosi a questa noiosissima sequenza di interviste di Mara Venier tutte uguali?" (7/4/2019). Oggi (19/5/2019) mi sono ritrovato di fronte all'ennesima intervista piatta e noiosissima con la ridens Alessia Marcuzzi e, in una giornata di metà maggio piovosa e fredda passata davanti alla tv, ho visto tutto meno che Domenica In. Domenica prossima ci sarà il celebratissimo "gran finale" di questa edizione di successo. Per me Mara Venier la prossima stagione non tornerà alla conduzione del programma e, ascolti a parte, credo che sarebbe un bene per Rai 1 e anche per Mara Venier. #rai1 #maravenier #domenicain

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Eurovision Song Contest 2019: la seconda semifinale vista da Caro Televip.

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Eurovision Song Contest 2019: la seconda semifinale vista da Caro Televip. Quest'anno a Eurovision vanno tantissimo gli stivali sopra il ginocchio. Ed è la cosa più significativa della esibizione dell'Armenia. Voto: 2. La canzone mi fa venire le coliche. È senza un briciolo di  voce ma il mio voto per la irlandese è altissimo: 8. Bella de casa. La moldava s'è messa il vestito da sposa milf che non ce l'ha fatta ma chi se la pja una che stilla così! Il balletto dello svizzerotto lo ha fatto fare tale e quale l'animatrice ai bambini di 3 anni al battesimo di mio nipote. Notiziona! In Lettonia è arrivata la musica country! Ogni volta che la pipistrella rumena canta ahi! ahi! ahi! Io il dolore lo sento proprio fisicamente ahi! Ahi! Ahi! Però non ve lo dico dove lo sento! Ahi! Ahi! Ahi! La danese è una specie di Elisabetta Viviani solo che la nostra aveva la voce gradevole. Voto: 1.  Dopo l'esibizione del loro Lionel Richie credo che Salvini chiuderà i confini alla Svezia. La lagna austriaca è LA lagna più lagna che non si può di questa edizione. Voto: 1. In Croazia Victoria's Secret non è arrivata proprio nel modo giusto. Il sorcio lì dietro mo' se la magna la curvy maltese. A lituano! Il falsetto o lo fai o non lo fai! Ok, non lo sai proprio fa. Voto: 0. Come sempre della Russia non riesco a decidere se è più brutta la canzone o la scenografia. Comunque la Russia prende sempre più voti di quelli che merita chissà perché. Il mio voto non lo avrà mai: zero. Si vede che in Albania prendono bene Canale 5: questa fa le faccette ed è vestita come Barbara D'Urso. Solo che canta peggio. Il trio norvegese: grazio, graziella e mastrolindo. L'olandese c'ha tutti i dischi di Marco Mengoni ma non ha ancora avuto il tempo di ascoltarli. La canzone della Macedonia del Nord è impegnata. Pure il vestito è da monte dei pegni. Tu guarda se sto Robozao dell'Azerbaigian non fa il colpaccio! #Eurovision #Rai4 #escita

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Eurovision Song Contest 2019: la prima semifinale vista da Caro Televip.

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Eurovision Song Contest 2019 la prima semifinale vista da Caro Televip. Cipro ci dà sempre grandi soddisfazioni. Voto: 2. Montenegro: sto coro de voci bianche vestite de bianco me lo cacci via subito. Voto: 1. Finlandia. Voto 10 per la pianola Bontempi. Voto: 1 per canzone ed esibizione. Chiamate l'esorcista per il gruppo polacco del momento! Esibizione total Eurovision Voto: 8. Slovenia: avranno meno di 40 anni in due ma ancora sono in cerca di una botta di vita. E credo che non la troveranno mai. Na tristezza. Voto: 0. Repubblica Ceca. La canzone non è bona manco come suoneria der cellulare. Voto: 1. Alla regia di #eurovision invece voto 10: ha reso guardabile sto trio monnezza con effetti anni 80. Sto Pappaiozzi ungherese canta col vibrato come Mamhood. Inquietanti le capocce dietro. Voto: 0. La bielorussa è talmente vintage con gli stivali sopra al ginocchio e la canzoncina pop con il suo "tarataqualchecosa" che mi ha conquistato. Voto: 9. Serbia. Inascoltabile fino a che non ha fatto la schitarrata senza chitarra. A quel punto è diventata pure inguardabile. Voto: 0. Ma questo bambino belga vestito da Avengers non dovrebbe partecipare all' edizione Junior? Voto: squalificato. Georgia. "Varadararare". No. Va 'ndo devi anna'. Voto: 0. L'australiana è una bamboletta voodoo che non ce l'ha fatta. Voto: 2. Islanda. Il punk sadomaso islandese nemmeno nei peggiori club privè di Caracas. Voto: squalificati. Estonia: miglior giramento delle telecamere (e non solo di quelle) della serata. Voto: 2. No ragazzi, "la scuragia" del portoghese ha già vinto tutto che poi il mix Star Trek-Fado è davvero sconcertante. Voto: 7. La Grecia quest'anno ha plagiato (malissimo) talmente tante canzoni che se je fanno causa stavolta fallisce definitivamente. Voto: 0. La canzone, la voce, il balletto e il coretto di San Marino sono talmente brutti che ci vorrebbe una puntata di Report per capire perché li hanno ammessi. Voto: 0. Incredibile ma vero: il commento di Federico Russo e Ema Stokholma non mi sta irritando. Voto: 7. San Marino in finale e l'Italia tutta da Bolzano a Lampedusa pronta a dargli lo 0 che in questi anni si sono guadagnati per i voti che ci hanno dato #eurovision

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Luca Rosini, il conduttore che usa il gobbo anche per i saluti di chiusura del programma

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Luca Rosini co-conduttore con Ingrid Muccitelli di Uno Mattina in Famiglia nel weekend di Rai1 è una delle novità della stagione tv che va concludendosi. È un conduttore che non bucherebbe lo schermo nemmeno se si presentasse nudo davanti alle telecamere. Il co-conduttore perfetto per mettere un po' in evidenza Ingrid Muccitelli che fino ad oggi ha sempre avuto al proprio fianco conduttori che si mettevano in evidenza, uno su tutti Tiberio Timperi. Nel mondo dei giovani conduttori, Luca Rosini si distingue per la dipendenza dal gobbo in ogni momento della conduzione, anche per i saluti di chiusura del programma. Ecco, se sulla capacità di bucare lo schermo non può fare nulla, nell'imparare il copione Luca Rosini dovrebbe applicarsi un po' di più e tentare la difficile via della personalizzazione della conduzione non rinunciando completamente all'aiuto del gobbo con i testi guida ma cercando di farli propri e, quando possibile, di lanciarsi in un minimo di improvvisazione. Chi conduce un programma in diretta ha questo grande privilegio: può, se ne è capace, tirare fuori momenti di conduzione che sembra fatta lì per lì. Ho l'impressione però che per Luca Rosini sia una impresa impossibile. #lucarosini #unomattinainfamiglia #rai1 #ingridmuccitelli

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Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

Maria De Filippi: “I social non determinano il risultato di una trasmissione televisiva”. Un pensiero per chi lavora per promuovere i suoi programmi sui social.

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Cara Maria De Filippi, durante "A raccontare comincia tu" del 25/4/2019 su Rai 3, Raffaella Carrà ti ha chiesto: "Perché i social sono così importanti nelle varie trasmissioni televisive? Perché è un contatto diretto con il pubblico?". Tu hai risposto: "Guarda, io i social li leggo ma non penso che i social determinano il risultato di una trasmissione televisiva. Per me no. Poi molti lo pensano". Cara Maria De Filippi, concordo. Secondo me, televip, emittenti televisive, produzioni tv, uffici stampa, uffici marketing, uffici comunicazione e addetti ai lavori, esagerano nel dare importanza alle opinioni espresse sui social media. Esagerano tutti quelli che fanno parte direttamente o indirettamente degli entourage dei televip a monitorare i social in modo così sistematico e a sprecare tutte quelle energie fisiche e mentali per esaltare sui social il proprio lavoro, rispondere alle critiche, retwittare e mettere i cuoricini ai commenti positivi. È una esagerazione stare lì a vedere se sì è nei trending topics e con quante menzioni ed interazioni anche in riferimento alla concorrenza. Cara Maria De Filippi, il mio pensiero in questo momento va a tutti i professionisti della tua Witty Tv che sui social si dannano l'anima per promuovere le vostre produzioni sul web e sui social media e che da oggi sanno che per la loro capa "i social non determinano il risultato di una trasmissione". Dopo questa affermazione secondo me non gli conviene nemmeno metterlo nel curriculum che hanno lavorato per promuovere sui social media i programmi di Maria De Filippi. #araccontarecominciatu #mariadefilippi #raffaellacarra #socialtv #socialmedia

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