Una Domenica In Così è la vita da far venire i brividi ai cittadini di Cellino San Marco

Cara Lorella Cuccarini, la tua concorrente Barbara d’Urso ha coltivato la potente storia di Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi neogenitori in tarda età e tu, ogni maledetta domenica, devi trovare qualche storia all’altezza. Domenica scorsa hai tirato fuori dal cilindro di Rai1 il ritorno delle sorelle Loredana e Raffaella Lecciso e poi, dopo la pagina dedicata all’obesità, il ritorno di Cristel Carrisi. Domenica In Così è la vita ha ripercorso i fasti televisivi delle sorelle Lecciso che proprio negli studi di Domenica In fecero il balletto imitando le gemelle Kessler che le lanciò nelle vette del trash televisivo. Un periodo d’oro, per loro, che tu hai riassunto nella frase di presentazione: “Hanno attraversato la tv come un ciclone, ascolti altissimi, pubblico in delirio e anche critici inveleniti. Da anni non si vedono ma per noi, oggi pomeriggio, sono tornate in televisione! Loredana e Raffaella Lecciso!” (boh e pure mah).

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Borotalco

Caro Bruno Vespa, quando il gabbiano si è impossessato del comignolo papale ho dato per scontato che sarebbe stato lui il protagonista della puntata di Porta a Porta di ieri sera. Invece, anche nella Cappella Sistina avranno saputo che il gabbiano stava catalizzando l’attenzione delle tv e dei social media di tutto il mondo e si sono sbrigati ad eleggere Papa Francesco. Dunque, è svanito il mio sogno di vedere il plastico del tetto della Sistina con il comignolo e il gabbiano imbalsamato sopra e tu con la bacchetta ad indicare tutti i movimenti del gabbiano al fine di interpretarne i segnali giunti dall’alto. Habemus papam e ti è toccato allestire un Porta a Porta Primaserata anziché un normale Porta a Porta in seconda serata. Caro Bruno Vespa, l’immagine di quel gabbiano sul comignolo resterà una delle immagini più significative del Conclave 2013 però non poteva durare un giorno di più.

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A Massimo Giletti basta un collegamento audio che non funziona per dire: “Grillo, inizio a pensare che qualche ragione tu ce l’abbia”.

Caro Massimo Giletti, non seguo più l’Arena di Domenica In su Rai 1 perché lo ritengo un talk show superfluo. Qualsiasi argomento decidi di trattare è stato già ampiamento trattato dagli altri talk show che ti precedono in settimana. Qualsiasi argomento decidi di trattare non aggiungi mai nulla di nuovo alle ore di chiacchiere inconcludenti già fatte da altre trasmissioni (da cui prendi i contributi video). Tu però sei convinto di portare un contributo significativo ai temi di cui il telespettatore già sa tutto e questo è il tuo peccato originale dal quale non hai alcuna intenzione di redimerti. Domenica scorsa hai ritenuto indispensabile dedicare la prima parte dell’Arena a Grillo e ai suoi grillini. Per farlo, proprio come hanno fatto gli altri, hai puntato tutto sulla partecipazione in collegamento di Oliviero Toscani che in qualità di esperto di Grillo e di grillismi è uno degli opinionisti più presenti in tv, secondo solo a Jacopo Fo.

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C’era una cinese in coma a guardare la ghigliottina di Carlo Conti

Caro Carlo Conti, c’era una cinese in coma davanti alla tv a guardare L’Eredità. Mi spiego. Due giorni fa, all’ora in cui tu stavi conducendo il segmento chiamato “la ghigliottina” del programma L’Eredità (Rai1), io tornavo a casa e sono passato davanti ad un ristorante italiano (ma cinese). Ha catturato la mia attenzione una cinese imbambolata (ecco perché mi è venuto in mente il titolo del film di Carlo Verdone) davanti alla tv a guardare il tuo programma. Era una cameriera cinese del ristorante italiano (ma cinese) in attesa dei clienti. A quell’ora i ristoranti sono in una specie di limbo; i camerieri ed i cuochi hanno appena finito di cenare ma è troppo presto perché ci siano dei clienti e dunque devono ingannare l’attesa. La cameriera cinese del ristorante italiano (ma cinese) stava ingannando l’attesa completamente rapita da te che ragionavi con la concorrente sulle parole della ghigliottina.In un primo momento mi è sembrata strana tutta quella attenzione e per curiosità mi sono fermato qualche minuto ad osservarla. L’idea che mi sono fatto è che quella cameriera cinese guarda L’Eredità per capire il significato delle parole italiane. Era troppo presa.

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Prime due serate di Sanremo 2013: tutto il live tweeting di caro televip

se, durante il Festival di Sanremo, l’abbonato Rai invidia gli abbonati Sky e Mediaset Premium non è considerato peccato; vero Benny? 

Ok, Mengoni non vince 

la grafica sui pannelli mobili della scenografia è da esaurimento 

Gualazzi ha un mal di pancia di quelli brutti 

No 5 sere di Littizzetto show non si reggono 

e ora sapete perché Baudo ha sempre voluto la mora e la bionda

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Sanremo 2013, le canzoni come sempre in secondo piano. Fabio Fazio ha già perso.

Caro Fabio Fazio, essere prevenuti nei confronti del Festival di Sanremo, paga sempre; non si rischia di rimanerne delusi. Indovina un po’? La prima puntata del tuo terzo Festival non mi è piaciuta. Non è stato uno spettacolo brutto ma nemmeno uno spettacolo all’altezza dell’attenzione che gli è stata data. La prova provata è che oggi la notizia è la contestazione al comico Maurizio Crozza nei panni di Silvio Berlusconi. Tu hai subito trovato la scusa dei provocatori di parte, una scusa che non regge non perché non abbia fondamento ma perché era prevedibile, come del resto tutto l’intervento di Crozza già ampiamente visto a Ballarò su Rai 3 e a Crozza nel paese delle meraviglie su La7. Il fatto che il più importante programma della più importante rete televisiva nazionale abbia come momento più atteso e più commentato, la replica delle imitazioni fatte su Rai 3 e La7 la dice tutta sul livello della prima puntata di Sanremo 2013.

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Se Berlusconi abolisse il Festival di Sanremo, io lo voterei

Caro Vincenzo Mollica, in occasione della conferenza stampa di ieri hai fatto il primo collaudo del terrazzino che ospiterà le tue interviste per il Tg1 ai protagonisti del Festival di Sanremo 2013. Solo alla fine del Festival sapremo se avrà retto al peso della cultura di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Ieri i due conduttori hanno abbandonato la conferenza stampa per raggiungerti sul terrazzino e fare il primo collegamento in diretta con l’edizione delle 13.30. Tu li hai accolti con il tuo solito debordante entusiasmo che Fabio Fazio, guru di questa edizione del Festival, ha smorzato immediatamente con il suo studiatissimo tormentone “… divertiamoci… Sanremo è una cosa seria ma prendiamolo con il sorriso sulle labbra… Sanremo è una festa… non drammatizziamo…”.

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I migliori anni di Canzonissima sono quelli su Youtube

Caro Carlo Conti, chiamare Canzonissima un segmento de I migliori anni è una di quelle idee televisive che sembrano un omaggio e risultano un pastrocchio. Canzonissima non era solo una gara tra cantanti e canzoni. Canzonissima era l’Italia di allora, proprio quello che oggi non è I migliori anni. Canzonissima è irripetibile e il suo nome dovrebbe essere lasciato in pace, cullato solo dal tenero dondolio dei ricordi e avvolto nell’eternità di Youtube dove questa mattina digitando “Canzonissima” ho trovato 3620 video che per fortuna non stanno solo nelle Teche Rai a prendersi la muffa. Per capire cosa è stata Canzonissima per l’Italia, bisognerebbe ritrasmetterla per intero; tutte le puntate di tutte le edizioni (come in parte ha fatto Rai Extra prima che diventasse Rai 5). Spero che Rai Storia lo faccia ma senza la spiegazione in 4D di Maurizio Costanzo.

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Caramis, mia cara Caramis

Cara Ludovica Caramis, sul tuo profilo twitter ti definisci “L’ereditiera più povera del pianeta”. Tale definizione è sovrastata dall’immagine di te insieme alle altre tre professoresse del quiz preserale di Rai 1 L’Eredità condotto da Carlo Conti. Consiglio a Carlo Conti di visitare il tuo twitter perché l’immagine/avatar copre la sua testa e lascia spazio solo alle quattro professoresse e si divertirà un mondo a vedersi circondato dalle vostre bellezze con la tua testa al posto della sua. Non ti seguo assiduamente nelle vesti di professoressa perché sono allergico a tutti i preserali. Ho seguito invece la tua ospitata a Buongiorno Elisir di Michele Mirabella su Rai 3.

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