Sanremo 2013, le canzoni come sempre in secondo piano. Fabio Fazio ha già perso.

Caro Fabio Fazio, essere prevenuti nei confronti del Festival di Sanremo, paga sempre; non si rischia di rimanerne delusi. Indovina un po’? La prima puntata del tuo terzo Festival non mi è piaciuta. Non è stato uno spettacolo brutto ma nemmeno uno spettacolo all’altezza dell’attenzione che gli è stata data. La prova provata è che oggi la notizia è la contestazione al comico Maurizio Crozza nei panni di Silvio Berlusconi. Tu hai subito trovato la scusa dei provocatori di parte, una scusa che non regge non perché non abbia fondamento ma perché era prevedibile, come del resto tutto l’intervento di Crozza già ampiamente visto a Ballarò su Rai 3 e a Crozza nel paese delle meraviglie su La7. Il fatto che il più importante programma della più importante rete televisiva nazionale abbia come momento più atteso e più commentato, la replica delle imitazioni fatte su Rai 3 e La7 la dice tutta sul livello della prima puntata di Sanremo 2013.

Il fatto che l’ospite d’onore sia da considerare di altissimo livello solo perché è uno che si lancia da 40 chilometri, ci dice anche che il problema di questo Festival potrebbe non essere la tanto sbandierata spending review economica ma quella creativa e autorale. Per testimoniare lo spessore della prima puntata del Festival di Sanremo 2013 basta vedere le inquadrature di Massimo Giletti e Lorella Cuccarini come ospiti seduti in prima fila. Caro Fabio Fazio, hai dato molta importanza alla scala invisibile/componibile ideata dalla scenografa. Lo hai fatto perché è uno dei canoni dello show sanremese. Solo che andrebbe sfruttato in coppia con un altro importantissimo canone sanremese: la discesa della bionda e della mora. Luciana Littizzetto già dalle prime battute ha mostrato tutti i suoi notissimi limiti: non può reggere 5 serate come “principessa” e non mi riferisco solo alla sua avvenenza fisica. Si sente costantemente investita della responsabilità di fare ridere. Un conto però è lo spazietto costruito di Che Tempo Che Fa e un conto è il ruolo di padrona di casa per quasi 4 ore di diretta per 5 giorni dal prime time alla terza serata. E se non riesce a reggere quel ruolo figuriamoci quello della bionda e della mora messe insieme. Pippo Baudo le ha sempre volute non certo per sminuire il loro ruolo ma per esaltarlo in un contesto in cui una discesa dalla scala ed un cambio di abito fa spettacolo. Sono bastati i pochi minuti con le discese di Ilaria D’Amico e Flavia Pennetta per far subito pensare “però la bionda e la mora ci volevano…”. Tu hai provato ad ironizzare su questa scelta di privarti del canone bionda/mora sottolineando il cambio d’abito di Luciana Littizzetto. Così non hai fatto altro che accentuare ulteriormente l’assenza di un elemento essenziale del canone sanremese. Ma la cosa che più ti scotterà quando leggerai i commenti alla prima puntata, sarà la critica per il ruolo delle canzoni. In questo caso hai rispettato perfettamente il canone visto che anche il tuo terzo Festival è cominciato con le canzoni in secondo piano. Per te che sei un conduttore che si vanta di avere ferrei principi artistici e di mantenere le promesse fatte al pubblico, i titoli dei giornali di oggi rappresentano già una prima sconfitta. E aver fatto 14 milioni di telespettatori e il 47% di share, non lo devi considerare un successo ma una conferma che delle canzoni non importa niente a nessuno e che tu, sapendolo, hai fatto bene ad applicare solo il canone Festival di Sanremo = Show televisivo.

Ps. Caro Fabio Fazio, quando tu e i dirigenti Rai vi vanterete dei risultati di ascolto, non dimenticate di attribuire buona parte del merito alla crisi economica che costringe gli italiani a divertirsi con poco.

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