Borotalco

Caro Bruno Vespa, quando il gabbiano si è impossessato del comignolo papale ho dato per scontato che sarebbe stato lui il protagonista della puntata di Porta a Porta di ieri sera. Invece, anche nella Cappella Sistina avranno saputo che il gabbiano stava catalizzando l’attenzione delle tv e dei social media di tutto il mondo e si sono sbrigati ad eleggere Papa Francesco. Dunque, è svanito il mio sogno di vedere il plastico del tetto della Sistina con il comignolo e il gabbiano imbalsamato sopra e tu con la bacchetta ad indicare tutti i movimenti del gabbiano al fine di interpretarne i segnali giunti dall’alto. Habemus papam e ti è toccato allestire un Porta a Porta Primaserata anziché un normale Porta a Porta in seconda serata. Caro Bruno Vespa, l’immagine di quel gabbiano sul comignolo resterà una delle immagini più significative del Conclave 2013 però non poteva durare un giorno di più.

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Per la nuova La7 c’è solo una strada: ritrovare e rinnovare lo spirito combattivo della vecchia Telemontecarlo

Caro nuovo proprietario di La7 Urbano Cairo, Telecom Italia Media ti ha venduto le emittenti televisive La7 e La7d alla cifra simbolica di 1 milione di euro pur di non continuare a pagarne le perdite di esercizio. Questo vuol dire che a te spetta prima di tutto il compito di risanarne il bilancio e di renderle produttive dando una netta sforbiciata ai costi. Non a caso la tua prima dichiarazione dopo l’ufficializzazione dell’acquisto è stata “Ho preso una patata bollente”. Sembra che per i primi due anni non potrai rivenderla quindi credo che faremo in tempo a vedere anche qualche contenuto frutto della tua linea editoriale. Fino ad oggi sei stato il concessionario pubblicitario di La7 quindi sai un po’ come funziona. Come editore ti sei occupato di giornali però sei cresciuto come manager all’ombra del Biscione Fininvest come assistente di Silvio Berlusconi quando si occupava di televisione in prima persona. Quindi credo che ti occuperai anche dei contenuti e non solo dei contanti.

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Gaia Tortora twitta durante la pausa pubblicitaria del TgLa7: “Posso dire forza totti prima di chiudere il tg?”

Cara Gaia Tortora, ieri seguivo il TgLa7 delle ore 20 e contemporaneamente leggevo twitter così ho potuto replicare in tempo reale al tweet che hai scritto durante l’intervallo pubblicitario: “Posso dire forza totti prima di chiudere il tg? #aridajee”. Sabato scorso Francesco Totti ha realizzato uno straordinario gol che ha decretato la vittoria della Roma contro la Juventus e che avrebbe meritato la tua manifestazione pubblica di entusiasmo. Ovviamente non hai dato seguito al tweet e alla mia sollecitazione “@gaiatortora lo devi dì… Grande Totti!”. Quando al termine della pausa pubblicitaria sei tornata in onda avevi un sorriso splendido, segno che stavi commentando la tua twittata con qualcuno dello studio e a quel punto per me è stato come se l’avessi fatto. Prodigi del live tweeting, che consente ad una giornalista in onda, di interagire con i telespettatori al di fuori della scaletta e della forma che richiede la conduzione di un tg. Cara Gaia Tortora, è stato divertente.

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Mancano solo 8 giorni alle elezioni politiche 2013. Dai che è quasi finita questa campagna elettorale; forse.

Caro Enrico Mentana, siamo tutti stanchi, esausti, per gli effetti di questa inutile campagna elettorale per le elezioni politiche 2013. Mancano solo 8 giorni al voto ma sembra così lontano, irraggiungibile. Nulla più della puntata di ieri sera del tuo Bersaglio Mobile su La7 testimonia come voi che ce la dovete raccontare abbiate una voglia pari al minimo sindacale. La puntata s’intitolava “Il caso Grillo” ed avevi come ospiti Marco Travaglio, Oscar Giannino, Antonio Di Pietro e un giornalista de Il Messaggero (di cui mi è sfuggito sia il nome che il cognome e me ne scuso). A pochi giorni dal voto vi siete chiesti come fate da quattro mesi: “Quanto sono utili queste elezioni? Chi le vincerà avrà poi la forza (in numeri) necessaria per governare il Paese in un momento così difficile ed incerto?”.

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Servizio Pubblico: Santoro cade nella trappola di Berlusconi e gli rinfaccia gli accordi presi con il suo staff. E’ la fine di due ere.

Caro Michele Santoro, che l’era politica di Silvio Berlusconi fosse finita lo sapevamo anche prima che venisse ospite nella puntata di ieri sera di Servizio Pubblico (su La7). Che, venire a Servizio Pubblico, fosse la sua mossa “disperata” per recuperare i voti del suo elettorato più perbenista era altrettanto chiaro. Che tu, Travaglio, Vauro, Innocenzi e Costamagna vi sareste giocati molto, quanto lui, era altrettanto prevedibile visto che persino io ho fatto un post in cui ti mettevo in guardia sui rischi che correvi. E, infatti, dalla puntata di Servizio Pubblico di ieri sera, Silvio Berlusconi non è uscito con le ossa politicamente rotte, anzi, ha ottenuto tutti i suoi scopi, primo fra tutti buttarla in rissa. Ma prima di arrivare alla rissa (quasi a fine trasmissione) ha sostenuto con facilità il contraddittorio con la squadra di Servizio Pubblico che non è stata capace di andare oltre ai compitini che ciascun intervistatore aveva sul quadernetto; tutte cose che conosciamo da vent’anni a cui Berlusconi risponde alla stessa maniera come un disco rotto.

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La forza del vento: quando la tv gonfia le vele e al telespettatore il navigar diventa dolce (a fine post, un buon proposito di caro televip per il 2013).

Caro direttore di La7 Paolo Ruffini, bella serata quella di ieri su La7. Prima hai trasmesso il docu-news di Servizio “Più” Pubblico sul rapimento del ragionier Spinelli e i suoi possibili collegamenti con il Ruby-Gate e poi hai mandato in onda il docu-film La forza del vento. Lo “Speciale” realizzato dal team di Michele Santoro mi è piaciuto per il taglio da esportazione che dimostra ancora una volta come le docu-news siano un genere televisivo sul quale vale la pena investire. Il fatto che La7, in un periodo di incertezza sul suo futuro, si avventuri in un prodotto come quello può solo fare bene al marchio. In questo periodo anche tu stai trasmettendo molti film natalizi in cui il buonismo la fa da padrone e il docu-film La forza del vento inizialmente mi è sembrato andasse nella stessa direzione. Poi però con il passare dei minuti è prevalsa la qualità del prodotto nel suo insieme: storia, riprese, montaggio, regia, protagonisti.

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