Servizio Pubblico: Santoro cade nella trappola di Berlusconi e gli rinfaccia gli accordi presi con il suo staff. E’ la fine di due ere.

Caro Michele Santoro, che l’era politica di Silvio Berlusconi fosse finita lo sapevamo anche prima che venisse ospite nella puntata di ieri sera di Servizio Pubblico (su La7). Che, venire a Servizio Pubblico, fosse la sua mossa “disperata” per recuperare i voti del suo elettorato più perbenista era altrettanto chiaro. Che tu, Travaglio, Vauro, Innocenzi e Costamagna vi sareste giocati molto, quanto lui, era altrettanto prevedibile visto che persino io ho fatto un post in cui ti mettevo in guardia sui rischi che correvi. E, infatti, dalla puntata di Servizio Pubblico di ieri sera, Silvio Berlusconi non è uscito con le ossa politicamente rotte, anzi, ha ottenuto tutti i suoi scopi, primo fra tutti buttarla in rissa. Ma prima di arrivare alla rissa (quasi a fine trasmissione) ha sostenuto con facilità il contraddittorio con la squadra di Servizio Pubblico che non è stata capace di andare oltre ai compitini che ciascun intervistatore aveva sul quadernetto; tutte cose che conosciamo da vent’anni a cui Berlusconi risponde alla stessa maniera come un disco rotto.

Una trasmissione noiosissima, fino al momento della rissa di cui oggi tutti parlano. Devo dirti che non mi ha stupito il fatto che tu abbia perso le staffe e lui no. Mi ha colpito, in negativo, una affermazione che hai fatto al culmine della rissa verbale con Berlusconi. Lui ha tirato fuori un testo (dichiarando che gli era stato scritto dai suoi collaboratori) per elencare una ad una le 10 condanne per diffamazione ricevute da Marco Travaglio. Tu gli hai ampiamente concesso di leggere la letterina ma ad un certo punto sei esploso in difesa di Travaglio: “No, no, no, adesso basta!…lei legge una scartoffia che le hanno scritto e non sa manco che cosa contiene, questa è una cosa vergognosa! Lei si dvrebbe vergognare di questa cosa che fa”. La discussione si è fatta animata, Berlusconi ti è venuto incontro e tu hai rifiutato di dargli la mano “quando fa così non gliela do la mano”. Berlusconi intanto se la rideva perché aveva ottenuto molto di più dei tanti scopi che si era prefissato. Ha fatto la figura di quello che è andato nella gabbia dei leoni, ha incassato tutte le cose scritte nei quadernetti della squadra di Servizio Pubblico, l’ha buttata in rissa e poi… già e poi? E poi, non si è parlato dei suoi processi. Si qualcosa è venuto fuori, qua e là, ma non è stato attaccato sui processi che gli hanno fatto perdere gran parte del suo elettorato timorato di Dio e perbenista. Caro Michele Santoro, tu capisci che vederlo così tronfio per tutti questi risultati raggiunti fa riflettere. Soprattutto alla luce di questa affermazione che hai urlato al culmine della rissa verbale con Berlusconi: “A parte il fatto che lei non sta rispettando le regole che ci siamo dati. Quindi le persone che hanno concordato, per lei, queste regole, di non entrare nel merito dei processi”. Caro Michele Santoro, hai concordato con lo staff di Berlusconi la regola di non entrare nel merito dei processi? E ce lo vieni pure a dire come se fosse una “sua” mancanza? Caro Michele Santoro, l’era politica di Silvio Berlusconi è finita e lui sta portando con sé, verso la fine, anche tutti i suoi amici, ex amici e nemici. Ieri sera ha dato il colpo di grazia all’era televisiva di Michele Santoro.

7 risposte a "Servizio Pubblico: Santoro cade nella trappola di Berlusconi e gli rinfaccia gli accordi presi con il suo staff. E’ la fine di due ere."

  1. margueritex 12 gennaio 2013 / 07:50

    ahahah… stupendo!
    io che non guardo la tele sono riuscita a vederne circa un’oretta….ma chi sono quei 2 signori anziani che partecipano ancora alle trasmissioni per i ragazzi???

    • akio 12 gennaio 2013 / 10:06

      non capisco perché la riforma fornero a loro non si applica: un buon motivo per non votare monti.

  2. ciccetta85 11 gennaio 2013 / 15:31

    Akio, hai ragione da vendere, purtroppo.
    Io ieri sera ho assistito a una trasmissione che stentavo a credere fosse Servizio pubblico: nel giro di tre ore, Berlu ha distrutto la serietà del programma e dei suoi giornalisti, a cominciare da Santoro. Lui che, dopo aver incassato l’editto bulgaro, si mise a cantare Bella ciao nell’anteprima di Sciuscià. Lui che sbraitava “Fuori i partiti dalla Rai”, prima di concludere l’ultima stagione di Annozero con degli ascolti allucinanti, per Rai2. Più o meno gli stessi ascolti fatti ieri sera da La7.
    In tutto questo, il fatto che si siano accordati sulle regole da rispettare, a me è sembrata una presa in giro bella e buona nei confronti dei telespettatori, che si aspettavano un confronto serio. Non so se continuerò a guardare Servizio pubblico il giovedì sera.

    • akio 12 gennaio 2013 / 10:08

      pessima puntata, ma già da un po’ servizio pubblico e santoro stanno segnando il passo. non a caso nella conferenza stampa di lancio ha ipotizzato che questa potrebbe essere la sua ultima stagione alla conduzione. ciao ciccetta!

  3. tecla 11 gennaio 2013 / 14:31

    Temo tu abbia ragione.
    Santoro e i suoi, non sono stati incisivi e, quasi mai, lo hanno messo in difficoltà; berlusoni ha, credo, ottenuto quello che voleva. Parlare, parlare, parlare…

    • akio 11 gennaio 2013 / 14:57

      come sai cerco di essere obiettivo in base ai fatti e a quello che vedo indipendentemente dai miei “credo” o convinzioni.

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