The Newsroom 2: anche Aaron Sorkin mette in dubbio il tocco di Aaron Sorkin

Caro Aaron Sorkin, giovedì ho provato  a vedere in seconda serata su Rai 3 il primo episodio della stagione 2 di The Newsroom e mi sono addormentato dopo 15 minuti.

Ho provato a rivederlo su Rai Replay ma ho saltellato da un momento all’altro in cerca di qualche spunto interessante che potesse catturare il mio interesse ma niente da fare.

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Barack Obama anatra zoppa: ora dovrà mettere in pratica le ore passate a vedere House of Cards

Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, quando ieri hai twittato “Vecchie promesse e vecchia politica dopo le elezioni di mezzotermine USA”, sapevo che non dovevo perdermi la tua rubrica Stelle a Strisce su TgCom24 e non mi hai deluso.


Con la tua solita concretezza hai sintetizzato la situazione da “anatra zoppa” in cui si trova il presidente Usa Barack Obama dopo che il Partito Democratico ha subito una pesante sconfitta nelle elezioni di medio termine.

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Dopo ATuXTv. Mariano Sabatini: “La fiction italiana è ostaggio di strategie che mirano a non turbare il pubblico…”

Caro Televip ascolta ATuXTv, la rubrica di Mariano Sabatini su Radio ti Ricordi (il venerdì alle ore 14.15 e in replica la domenica alle 19). Dopo la puntata di ieri ho chiesto a Mariano…

Akio: “Parlando di serie tv americane come Salem e True detective, hai detto di non essere d’accordo con Massimo Bernardini di Tv Talk che dice che in Italia non facciamo serie del genere perché non abbiamo I soldi. Tu dici “Non le facciamo perché non le sappiamo fare”. Cosa ci manca?”

 Mariano Sabatini: “I registi, gli sceneggiatori soprattutto, gli attori, i produttori coraggiosi, i dirigenti capaci di superare standard che diventano sudari infrangibili. Quella che noi chiamiamo fiction è ostaggio, sia sulla Rai che su Mediaset, di strategie che mirano a non turbare il pubblico ma a tenerlo in coma farmacologico. Poi ci sono le eccezioni, penso al Commissario Montalbano e alle fiction firmate da Cotroneo, Bises e Rametta e a qualche sortita nel genere di Pupi Avati, o all’ormai vecchio La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, che è dovuto uscire, infatti, prima al cinema”.

Tv Talk: lo spunto intelligente di Francesca Cavallin e il dialogo via twitter tra Massimo Bernardini e Caro Televip

Cara Francesca Cavallin, mi è piaciuto il tuo, troppo breve, intervento a Tv Talk di sabato scorso (Rai 3). Si parlava della serie tv Usa Transparent e tu hai dato un contributo importante che però la trasmissione non ha colto anche perché aveva dato uno spazio spropositato prima all’autoreferenziale e perennemente in promozione Benedetta Parodi, e poi “all’analisi” della pagina gossip che Barbara D’Urso, durante Domenica Live, ha dedicato alla love story tra la senatrice Pd Stefania Pezzopane e il modello ex spogliarellista Simone Coccia.

Questa loro scelta è stato il motivo per cui durante la messa in onda ho twittato: “#tvtalk complimenti a Francesca #Cavallin per la sua capacità di analisi della tv. Peccato che era nella trasmissione sbagliata. Uno spreco”.

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“An angry black woman”: lo schiaffo del New York Times a Shonda Rhimes. Alessandra Stanley, please! Vieni a scrivere un pezzo su Maria De Filippi

Cara Shonda Rhimes, le critiche fanno male anche se si è una delle produttrici e autrici di serie televisive più acclamate al mondo. Se arrivano da un giornale autorevole e di portata internazionale come il New York Times, le critiche possono fare anche arrabbiare.

In qualità di produttrice esecutiva della nuova serie How to get away with murder (è in onda su Abc la prima stagione) hai ricevuto un pezzo di critica firmato da Alessandra Stanley con un attacco decisamente “d’attacco”:

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