Tv Talk: lo spunto intelligente di Francesca Cavallin e il dialogo via twitter tra Massimo Bernardini e Caro Televip

Cara Francesca Cavallin, mi è piaciuto il tuo, troppo breve, intervento a Tv Talk di sabato scorso (Rai 3). Si parlava della serie tv Usa Transparent e tu hai dato un contributo importante che però la trasmissione non ha colto anche perché aveva dato uno spazio spropositato prima all’autoreferenziale e perennemente in promozione Benedetta Parodi, e poi “all’analisi” della pagina gossip che Barbara D’Urso, durante Domenica Live, ha dedicato alla love story tra la senatrice Pd Stefania Pezzopane e il modello ex spogliarellista Simone Coccia.

Questa loro scelta è stato il motivo per cui durante la messa in onda ho twittato: “#tvtalk complimenti a Francesca #Cavallin per la sua capacità di analisi della tv. Peccato che era nella trasmissione sbagliata. Uno spreco”.

A Sebastiano Pucciarelli che ti chiedeva “La nostra fiction, non dico quella generalista ma magari quella sul web o sul satellite, arriverà mai a raccontare personaggi di questo tipo? Temi così tabù?” hai risposto:

“Quello che mi viene in mente quando vedo queste cose, soprattutto nelle serie televisive, è l’importanza della base che è la scrittura. E, altro concetto fondamentale, partono sempre dalla verità. So che in questa serie per altro, la maggior parte della troupe era transgender, per cui c’è sempre una aderenza. Questo forse a noi manca. C’è un tentativo, ma noi sfruttiamo la verosimiglianza che non è la verità, è diverso, è più edulcorata. Siamo noi che siamo un po’ in ritardo ma forse perché dobbiamo fare uno scatto mentale da questo punto di vista. In America c’è uno spazio talmente ampio, c’è un’offerta talmente vasta di istanze, da House of Cards appunto a Transparent, c’è talmente tanto da vedere. E’ vero che è molto di nicchia però di fatto c’è molta varietà per cui il pubblico può scegliere. Anzi paradossalmente pur essendo di nicchia si va in profondità, c’è verticalizzazione, si va in profondità. Io lo trovo meraviglioso”.

A questo punto se Tv Talk (una trasmissione di “analisi della tv”) non avesse sprecato tempo a parlare di Barbara D’Urso (anche con una ampia clip riassuntiva), avrebbe potuto approfondire una serie di aspetti a cui ha solo accennato, dandomi la brutta impressione di superficialità nel trattare argomenti importanti ed interessanti e al contrario di voler approfondire gli argomenti futili e che interessano solo il pubblico che a quell’ora del sabato guarda Verissimo e non certo Tv Talk.
Sarebbe stato interessante approfondire il tema della serie Transparent che narra le vicende di una famiglia di Los Angeles dopo la scoperta che il padre è transgender. Poi, come hai sottolineato tu, si sarebbe potuto parlare della scrittura originale della serie. Altro spunto, solo accennato da Pucciarelli, il fatto che la serie è prodotta da Amazon che la propone solo via web “un modo di consumare la serialità completamente nuovo” (Pucciarelli dixit). Ultimo, ma non ultimo, Tv Talk avrebbe potuto mettere un tassello importante al confronto analitico tra la quantità, la qualità e il dinamismo della serialità americana in confronto alla ripetitiva staticità del mare di fiction italiane. Tutti aspetti ai quali Tv Talk ha accennato superficialmente solo per poter dire “noi ne abbiamo parlato”. Cara Francesca Cavallin, ho già scritto che Tv Talk è un programma di analisi e critica sulla tv che un tempo mi piaceva e da un po’ mi piace sempre meno e sabato ho twittato:

#tvtalk Timi ‘fiction sui transgender non potranno mai andare in onda su #Rai1 perché c’è il #Vaticano’ Bernardini vai con un atto di dolore 

#tvtalk anche l’attrice #Cavallin dà una lezione di analisi sulla scrittura delle serie tv Usa al conduttore che ovviamente cambia argomento 

ospiti ‘pensanti’ come la Cavallin meritano più spazio degli ospiti autoreferenziali e in promozione continua: leggi Parodi. 

#tvtalk ridicoli #Timi dice che stanno usando anche loro la #DUrso e cambiano subito argomento  

#tvtalk ‘grazie per le critiche così miglioriamo’. Il problema però è che non le capite 

Cara Francesca Cavallin, la cosa positiva è che dopo questi tweet critici (e un chiarimento sul fatto che io non ho alcun “astio preventivo” nei confronti di Tv Talk ma esprimo solo opinioni da blogger e da abbonato Rai), c’è stato un lungo dialogo (sempre via twitter) tra me e il conduttore di Tv Talk Massimo Bernardini che propongo ai lettori di Caro Televip perché mi sembra un esempio significativo di attenzione alle critiche, da parte di chi fa servizio pubblico (e vale ancora di più perché la settimana scorsa l’avevo invitato a trovare la porta “exit” di Tv Talk).

Akio: #tvtalk ‘grazie per le critiche così miglioriamo’. Il problema però è che non le capite. 

Bernardini: @carotelevip difficile dialogare senza un minimo di stima di partenza 

Akio: l’ho già scritto sia tu che #tvtalk il grande talk mi piacevate. Ma oggi mi è difficile tornare a farlo. Vorrei ma non potete 

Bernardini: Sento un astio preventivo che avvelena ogni osservazione. Per es. io a Cavallin obbiettavo sulla troupe trans, non sul prodotto

Akio: escludi per cortesia l’idea del mio astio preventivo. Il tema della scrittura delle serie Usa era uno spunto potente ma voi.. 

Bernardini: Ok, niente astio preventivo 

Akio: … ma voi avete una scaletta rigida se l’ospite dà spunti interessanti come la Cavallin si dovrebbe cavalcarli (battuta)

Bernardini: La ns. scaletta rigida nasce dal rapporto col pubblico fluido del sabato pomeriggio, la nicchia del mattino era molto diversa 

Akio: Verissimo! (battuta) ma quel ritmo dà l’idea di superficialità è il primo difetto che vi “rimprovero’ sono anche un abbonato 

Bernardini: Ma oltre che da abbonato dovresti capire quanto è “verissimo” che la sfida del sabato pomeriggio sia complicata 

Akio: mannaggia i pescetti così mi fai il televip! Io vi considero #RaiCultura che deve permettersi di mettere da parte lo share 

Bernardini: E ti assicuro che anche Raicultura usa intelligentemente dei dati di ascolto, non ci si impicca ma non li ignora 

Akio: più analisi pura meno blob meno temi più modello di Lasswell chi, che cosa, a chi, come, perché. Così mi piacerebbe #tvtalk 

Bernardini: Interessante… 

Akio: per snellire scaletta #tvtalk propongo di non applaudire ad ogni sospiro degli ospiti lo fanno già a #chetempochefa (battuta) 

Bernardini: Questo è una vera correzione da fare: hai ragione 

Akio: il genere cucina non vivrà la crisi dei talk perché percepito come tv utile tutorial e non come le solite chiacchiere a vuoto 

Bernardini: Interessante, da analista di @TvTalk_Rai 

Akio: da semplice blogger tv i programmi di @AliceCucina ad esempio sono interessanti. Utili e perfino divertenti in alcuni casi 

Akio: Tv Talk è nei TT e non mi sembra di essere il solo al quale il programma piace meno che in passato. Poca critica troppo miele 

Bernardini: Critica che accetto ma che non condivido fino in fondo: non siamo mai stati il tribunale della tv 

Akio: Tv Talk è l’unico spazio di critica tv dovrebbe essere un po’ più “il cane da guardia del potere della tv” non un tribunale 

Bernardini: Too much, io non lo credo neanche per i giornali (che infatti si danno quel tono e poi inseguono la pancia dei lettori) 

Akio: non per tutta la puntata, un angolino da “cani” però si può ritagliare. Ci sarà una #Innocenzi tra i ragazzi di #tvtalk ! 

Bernardini: Altro consiglio interessante 

Akio: mi fa molto piacere questo dialogo e grazie per il tempo che gli hai dedicato come hai visto non sono un “contrario e basta” 

Bernardini: Grazie a te. Al prossimo giro

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2 thoughts on “Tv Talk: lo spunto intelligente di Francesca Cavallin e il dialogo via twitter tra Massimo Bernardini e Caro Televip

  1. tecla 13 ottobre 2014 / 14:15

    1- Forse è proprio il pubblico di “verissimo” che stanno inseguendo. 😉
    2- non guardo la fiction italiana proprio perché, secondo me, non solo non è vera, ma nemmeno verosimile e di scrittura debolissima.
    3- trovo i programmi di Alice, a parte rari casi, una specie di “dilettanti allo sbaraglio”, condotti, quasi sempre, da incapaci. È vero che mi dà così sui nervi che non la guardo quasi mai, se non di “passaggio”.
    Baci carissimo Akio

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