C’è spazio su Tv 2000: 4 tweet di Caro Televip

 

I Medici di Rai Fiction: un prodotto che non vorrei vedere sulla mia media company ideale

Cara direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, la sfida per il nuovo millennio della Rai è quella di diventare una media company. Una sfida in cui il ruolo della fiction più che strategico è vitale. Diventare una media company vuol dire avere un catalogo di prodotti in grado di competere in un mercato dove la concorrenza è avanti anni luce rispetto ai modelli produttivi italiani.

I Medici è un progetto in cui la Rai ha investito moltissimo (in co-produzione) affidandosi in primis alla Lux Vide la società di produzione esterna fondata da Ettore Bernabei che troneggia da vent’anni in Rai con fiction nazional-popolari di successo (un titolo su tutti Don Matteo).

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Dieci cose di Rai 1: la brutta idea di fare la superclassifica show delle cose più importanti della vita

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, ci sono dei programmi televisivi che secondo me si devono criticare ancora prima di vederli in onda perché l’idea che ne è alla base non sta né in cielo né in terra.

Ed io l’ho fatto scrivendoti su Twitter:

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Grande Fratello Vip: l’autodifesa dell’opinionista Alfonso Signorini, in un tweet di Caro Televip

 

Arenà, Viva Mogol e La mia danza libera: tre perle del sabato sera di Rai 1

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, da troppi anni Rai 1 non iniziava la stagione autunnale con tanta qualità negli show del sabato sera. L’autunno 2016 verrà ricordato per questa svolta, perché di svolta si tratta.

Per ben 4 prime serate del sabato, Rai 1 ha trasmesso uno dietro l’altro tre show di altissima qualità televisiva sotto tutti i punti di vista.

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La mia danza libera di Roberto Bolle su Rai 1: i tweet di Caro Televip

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Italia di Michele Santoro su Rai 2: ennesima dimostrazione che la Rai non riesce a rinnovare i talk show di attualità e politica

Caro direttore editoriale per l’offerta informativa Rai Carlo Verdelli, con il ritorno di Michele Santoro a Rai 2 l’offerta informativa Rai completa il suo Triangolo delle Bermude: Gianluca Semprini con Politics, Annalisa Bruchi con Sunday Tabloid e appunto Michele Santoro con Italia.

Con questi tre talk show di attualità e politica, l’offerta informativa Rai sprofonda negli abissi dell’inconsistenza assoluta.

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Renzi e Zagrebelsky a Sì o No di Enrico Mentana su La7: i tweet di Caro Televip 

Zagrebelsky non ha i tempi e la capacità televisiva di Renzi. I contenuti bisogna saperli comunicare caro professore te sta affà nero

Zagrebelsky in tv è un danno per il No incapace di arginare la “cattiveria” di Renzi

dove stanno i contenuti di Zagrebelsky? Dentro la sua testa non riesce a dirne uno come si deve

Zagrebelsky si sta incartando perché offre a Renzi solo sponde per fargli dire favolette

Zagrebelsky ogni volta che Renzi gli dice “lei non sta dicendo la verità” lo guarda come se non capisse che gli sta dando del bugiardo

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Bring the noise: non è noise ma una bruttissima caciara

​Il postino (o piccolo post)

Su Italia 1 è andata in onda la prima puntata del game show Bring the noise. Un format brutto, con un conduttore scarso, convinto di essere affermato. È Alvin, il cocchetto di Silvia Toffanin. Incapace di spiegare giochi bruttissimi. Incapace di non far fare quello che vogliono a ospiti inascoltabili. Incapace di controllare la confusione che ne scaturisce. Incapace di arginare l’ammasso di urla e parolacce degli ospiti. Una tv maleducata prima che trash. Una Mediaset ormai allo sbando con Canale 5 che fa il 12% di share in prima serata con la Champions League in esclusiva. Una Mediaset per la quale si può solo sperare che, come per il Milan, Berlusconi trovi dei cinesi disposti ad acquistarla e a rilanciarla. Sui mercati asiatici però.