Dieci cose di Rai 1: la brutta idea di fare la superclassifica show delle cose più importanti della vita

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, ci sono dei programmi televisivi che secondo me si devono criticare ancora prima di vederli in onda perché l’idea che ne è alla base non sta né in cielo né in terra.

Ed io l’ho fatto scrivendoti su Twitter:

#10cose da 1 a 10 quanto è brutta l’idea di fare la superclassifica show delle cose più importanti della nostra vita? [tweet]

Che @RaiUno limiti la vita delle persone a solo #10cose più importanti è una delle 10 idee tv più brutte della storia [tweet]

Per chi ha solo #10cose importanti nella propria vita @RaiUno trasmette uno show del sabato sera. Spero lo vedano in pochi [tweet]

per @RaiUno nella nostra vita abbiamo solo #10cose più importanti @AndreaFabiano sennò il genio delle figurine Veltroni non finiva l’album? [tweet]

Fin dalla presentazione alla stampa ho pensato che il principale limite di Dieci cose fosse la presunzione di fare la superclassifica show delle 10, dico 10, cose più importanti della nostra vita. Ora, che una trasmissione televisiva debba delimitare un confine per poter essere televisiva, è inevitabile. Che questo limite venga posto alle “cose più importanti” di una vita, non è un limite, è una sciocchezza, anche e soprattutto immaginando lo spirito che è alla base di questa idea televisiva: fare la tv buona, quella che esalta i buoni sentimenti. Un’idea nobile ma non così buona e buonista come poteva sembrare. Si perché uno degli obiettivi da voi dichiarati era quello di coinvolgere i telespettatori che con carta e penna avrebbero dovuto fare l’elenco delle loro 10 cose. Un giochino di quelli che si facevano al doposcuola dalle suore. Ma per il telespettatore di Rai 1 i giorni del doposcuola sono una nebulosa lontana e pensare che abbia voglia di trascorrere il sabato sera davanti alla tv sforzandosi di tirare le somme di una vita è molto più che un’idea presuntuosa; è una pessima idea. Anche nelle migliori famiglie, in quelle più armoniose e felici, l’idea di fare una classifica delle dieci cose più importanti può provocare più di qualche dubbio, incertezza, melanconia, per quello che non è stato e che poteva essere. Nelle peggiori famiglie, in quelle dove il conflitto è latente o evidente, l’idea di fare una classifica delle dieci cose più importanti può provocare, nel migliore dei casi, liti furibonde.
Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, quando ho fatto dei tweet preventivi mi hai detto ironicamente di apprezzare il mio ottimismo, però devi ammettere che in questo caso il mio presunto pessimismo preventivo aveva solide basi, come poi ha dimostrato l’ascolto delle prima puntata (2.368.000 spettatori pari al 10.9% di share, doppiato dalla concorrente Canale 5 che con Tu si que vales ha fatto 4.636.000 spettatori pari al 23.9% di share. Fonte: davidemaggio.it).
L’ho visto Dieci cose, finché ce l’ho fatta a darmi la forza per vederlo (oltre metà trasmissione) anche se a me di conoscere le 10 cose più importanti della vita di Gianluigi Buffon e Alessandro Cattelan me ne importa come di sapere il coccodrillo come fa. Mi sono ritrovato davanti ad un noioso talk show con qualche esibizione tematica di ospiti musicali e filmati di repertorio, condotto da Flavio Insinna e Federico Russo estasiati davanti al nulla che stavano proponendo ai telespettatori del sabato sera di Rai 1. Ultimo ma non ultimo, il programma è registrato (Buffon in quel momento era in campo con la Juve) e assemblato da un montaggio televisivo veramente inguardabile. Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, l”errore Dieci Cose non cancella i 4 sabato sera eccezionali che lo hanno preceduto, però devi fare qualcosa per non mandare sprecato l’ingente investimento produttivo Rai. Il mio suggerimento è di chiedere a The Guinness World Records se vi omologano il record mondiale di numero di applausi senza un perché in una trasmissione televisiva. Un’ultima cosa. Se un semplice telespettatore e blogger tv come me la sera dello show di Roberto Bolle ti ha scritto “Dai stasera vai tranquillo con Bolle, il problema sarà Dieci cose”, non vuol dire che sono pessimista ma che forse l’idea di Dieci cose era sbagliata fin dall’inizio e non doveva diventare un programma di Rai 1. Ma su questo tu hai colpa fino ad un certo punto visto che il progetto ha avuto inizio sotto la direzione di Giancarlo Leone. E te lo confermo; io sono più che ottimista visto che ho la fortuna di avere una infinità di cose importanti nella mia vita da ricordare, mica solo 10 cose come vorrebbe Rai 1.

***

Dieci cose di Rai 1: i tweet di Caro Televip prima, durante e dopo la prima puntata

 

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