Tragedia di Charlie Hebdo in diretta: “Che ci sta a fare il Tg1?”, si chiede Aldo Grasso

Caro Aldo Grasso, nella tua rubrica Tele Visioni su CorriereTV, hai firmato un pezzo intitolato “La strage di Parigi e l’assenza della Rai. Tutti i grandi eventi li gestisce Vespa. Che ci sta a fare il Tg1? (CorriereTV, 14/1/15).

Siamo in tanti ad aver scritto e detto che la Rai ha deluso in questa occasione ma tu, che sei il primo critico televisivo italiano, hai sintetizzato in modo pragmatico ed efficace il problema. Continua a leggere

Franca Leosini e la deriva che ha preso la cronaca nera in tv: “Mangime per gossip che sporca il giornalismo”

Cara Franca Leosini, ho seguito con molto interesse il tuo intervento a Techetechemé, la trasmissione radiofonica di Mariano Sabatini su RTR99 Radio Ti Ricordi (in onda il lunedì alle 14.25). Hai raccontato aneddoti sulla storia di alcune delle trasmissioni storiche di Rai 3 come Telefono Giallo, Storie Maledette e Ombre sul Giallo (invito i lettori di Caro Televip ad ascoltare la replica della trasmissione in onda domenica 7 dicembre 2014 alle ore 18) ma hai anche parlato del tuo modo di affrontare le storie di cronaca nera, così profondamente differente dalla deriva che il genere ha preso negli ultimi anni.

Tu sei rimasta fedele allo spirito originario del programma (da te ideato, scritto e condotto dal 1994):

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Daria Bignardi guarda poco la tv. Guarda solo XFactor e i programmi di Sky e se Sky la chiamasse, non direbbe di no. Ma guarda un po’.

Cara Daria Bignardi, nel tour per la promozione del tuo nuovo romanzo L’amore che ti meriti (Mondadori editore), sei stata ospite di Mariano Sabatini nella trasmissione Techetechemé su RTR99 Radio Ti Ricordi (in onda il lunedì alle 14.15). Hai anche risposto a domande sulla tv, a cominciare dal ricordo della prima edizione del Grande Fratello da te condotta e di cui rivendichi l’originalità e l’importanza nella storia della televisione: Continua a leggere

Omaggio a Mirella Poggialini: il suo articolo, Se la cronaca nera diventa reality, tratto da avvenire.it

E’ morta, all’età di 78 anni, Mirella Poggialini, giornalista e critica televisiva di Avvenire, Tv2000 e Tv Sorrisi e Canzoni. Le sono televisivamente affezionato per il bel ricordo che ho delle prime felici stagioni de Il grande talk, oggi, ahimé, Tv Talk. Mi piaceva la sua capacità di comunicazione semplice e diretta di una professionista che parlava e scriveva di tv perché la tv le piaceva e la guardava sul serio, con passione, dalla mattina a sera (come mi conferma questo saluto di Gigio Rancilio su avvenire.it). In omaggio alla scrittura critica di Mirella Poggialini, Caro Televip pubblica un suo pezzo del 2010, attualissimo, visto che una settimana fa ho scritto questo post su Chi l’ha visto?, e quindi lo sottoscrivo parola per parola (tratto dalla sua rubrica di critica televisiva sul sito avvenire.it). 

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Dopo ATuXTv. Mariano Sabatini: “La fiction italiana è ostaggio di strategie che mirano a non turbare il pubblico…”

Caro Televip ascolta ATuXTv, la rubrica di Mariano Sabatini su Radio ti Ricordi (il venerdì alle ore 14.15 e in replica la domenica alle 19). Dopo la puntata di ieri ho chiesto a Mariano…

Akio: “Parlando di serie tv americane come Salem e True detective, hai detto di non essere d’accordo con Massimo Bernardini di Tv Talk che dice che in Italia non facciamo serie del genere perché non abbiamo I soldi. Tu dici “Non le facciamo perché non le sappiamo fare”. Cosa ci manca?”

 Mariano Sabatini: “I registi, gli sceneggiatori soprattutto, gli attori, i produttori coraggiosi, i dirigenti capaci di superare standard che diventano sudari infrangibili. Quella che noi chiamiamo fiction è ostaggio, sia sulla Rai che su Mediaset, di strategie che mirano a non turbare il pubblico ma a tenerlo in coma farmacologico. Poi ci sono le eccezioni, penso al Commissario Montalbano e alle fiction firmate da Cotroneo, Bises e Rametta e a qualche sortita nel genere di Pupi Avati, o all’ormai vecchio La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, che è dovuto uscire, infatti, prima al cinema”.