The Couple (una vittoria per due): il reality mega-flop che decreta la fine come conduttrice di prima serata di Ilary Blasi

Cara Ilary Blasi, che come conduttrice avessi dato il massimo del tuo minimo era evidente già da un po’. Però c’è sempre bisogno della conferma definitiva. The Couple (una vittoria per due) è la pietra tombale sulla tua carriera come conduttrice di prima serata e di programmi considerati “importanti” per le reti Mediaset.

La secolare amicizia con Silvia Toffanin non potrà salvarti dall’unica decisione che Pier Silvio Berlusconi come amministratore delegato deve prendere: rinunciare alle prestazioni artistiche della ex letterina, promossa inspiegabilmente a più alti incarichi televisivi. La copia a coppie del Grande Fratello è un flop colossale. Fa ascolti bassissimi (ieri la terza puntata 10.9% di share) e non ne parla nessuno. È uno show, un reality, talmente insignificante che persino il pubblico dei reality più trash che per definizione è di bocca buona, non lo considera degno di essere guardato.

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Pier Silvio Berlusconi per la prima volta mette in discussione Antonio Ricci e Striscia la notizia: mettere in discussione sé stesso probabilmente gli risulta geneticamente impossibile.

Caro Ad e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, per la prima volta nella tua vita hai messo in discussione Antonio Ricci e Striscia la notizia che vivono una crisi di ascolti tale da farti dire:

“È innegabile che oggi il programma viva un momento faticoso ma è altrettanto innegabile che questo accade dopo 37 anni di vita. Io e Antonio Ricci ci sentiamo spesso, parliamo del programma e sono fiducioso che lui trovi la strada per continuare a lavorare”.

E non hai escluso la possibilità:

“Che in futuro, nell’access prime time ci possa anche essere un’alternanza di prodotto. Così come accade nel preserale”. (Da open.online del 13 dicembre 2024, articolo di Alessandro D’Amato, citando l’incontro di fine anno con la stampa).

Caro Ad e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, quando tuo padre raccoglieva i frutti dei successi strepitosi di ascolto di Striscia la notizia tu in televisione facevi al massimo uno sketch a Drive In.

La crisi di Striscia la notizia era inevitabile. Da molti anni è in crisi di contenuti e fatica con gli ascolti. Oggi, evidentemente, non è più sostenibile dal punto di vista della tv commerciale e tu lo dici chiaramente. Non è più tempo di lodi sperticate a Ricci e alla sua Striscia.

Se è vero che pensi ad una alternanza con un altro programma allora è chiaro che Striscia la notizia è finita perché perderebbe la faccia anche con il pubblico che non ha abbandonato il programma.
Tutto nella norma: tv commerciale=ascolti attesi. Se così non è si chiude.

Ma c’è un ma.

Che Striscia la notizia fosse giunto al capolinea era evidente e non da oggi. Se il management non se ne accorge è colpevole e se se ne accorge e pone rimedio in ritardo è colpevole.

Caro Ad e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, sei colpevole del crollo di Striscia la notizia anche se, probabilmente per eredità genetica, non lo ammetterai mai.

Ciao Darwin 9 e le sabbie mobili della brutta televisione firmata Mediaset

Ciao Darwin di Paolo Bonolis è uno dei programmi simbolo della televisione commerciale. La prima edizione risale al 1998 e Canale 5 lo ripropone nel 2023. Per Mediaset è un titolo forte ma trasmetterlo dimostra tutta la debolezza della azienda di cui Pier Silvio Berlusconi è vice presidente e amministratore delegato.

Un’idea televisiva vecchia invecchiata male. Un ideatore-conduttore che sembra non rendersi conto di essere il simbolo di una creatività immersa nelle sabbie mobili delll’inguardabile già visto e rivisto. La contrapposizione di categorie del “genere umano”; la selezione “naturale” di persone che dovrebbero rappresentare il meglio ed il peggio di quelle categorie; la brutta televisione che non vuole arrendersi davanti alla propria inutilità.

Guardare Ciao Darwin oggi, vuol dire auto infliggersi la punizione intellettiva di intraprendere un viaggio spazio-temporale nel proprio passato di telespettatore intontito dal caos generato dalla nascita della peggiore televisione commerciale incapace di evolversi: Mediaset.

https://www.threads.net/@akiocarotelevip/post/C06BGKINWSP/?igshid=NTc4MTIwNjQ2YQ==

Prima puntata di È sempre Cartabianca di Bianca Berlinguer su Retequattro: i tweet di Caro Televip

Quando Bianca Berlinguer diceva che su Retequattro sarebbe stata la stessa, non scherzava: È sempre Cartabianca è praticamente identico al format di Rai 3 Cartabianca. Unica differenza, un gatto. Il format è di Bianchina? Boh e pure mah.

Una differenza tra Cartabianca ed È sempre Cartabianca: su Rai 3 l’audio dei collegamenti funzionava su Retequattro no. Non sarà perché Bianca Berlinguer e Mauro Corona hanno citato troppe volte Pier Silvio Berlusconi?

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Luciana Littizzetto giudice di Tu sì que vales: il colpo di tele-mercato di Pier Silvio Berlusconi e di Maria mangiacaramelle De Filippi

Cara Maria mangiacaramelle De Filippi, l’autunno televisivo ti vedrà ancora una volta protagonista indiscussa degli ascolti del sabato sera con Tu sì que vales. Ma tu non ti accontenti di vincere: tu vuoi stravincere. E così non appena hai saputo che Luciana Littizzetto lasciava la Rai, avrai certamente chiesto a Pier Silvio Berlusconi di ingaggiarla per averla accanto a te nella giuria del talent show autunnale di Canale 5 e lui ti ha accontentato seduta stante.

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Il ritorno di Temptation Island, ovvero, le corna estive stereotipate che piacciono tanto al pubblico di Canale 5. Il thread di Caro Televip.

Lunedì, complice un annebbiamento da afa estiva, ho guardato la prima puntata di Temptation Island 2023. Due o tre situazioni le ho persino commentate con l’ottica del caxxeggio che nelle migliori intenzioni dovrebbe accompagnare la visione del programma.

Purtroppo però #TempationIsland non va visto come intrattenimento leggero e spensierato. È un programma che pone un quesito serissimo sul perché la televisione pensata da Maria mangiacaramelle De Filippi continui ad avere un grandissimo successo di pubblico.

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Il turbamento di Pier Silvio Berlusconi per l’intervento di Volodymyr Zelensky al Festival di Sanremo 2023

Pier Silvio Berlusconi, l’editore che trasmette il GFVip, Uomini e Donne, C’è posta per te, Amici, Pomeriggio 5, Verissimo, L’isola dei famosi, Fuori dal coro, Dritto e rovescio, Stasera Italia, Controcorrente, Le Iene, Verissimo e Quarta Repubblica è turbato per la presenza di Volodymyr Zelensky a Sanremo. Io sono turbato dalla programmazione quotidiana delle reti Mediaset. Un anno di programmazione delle reti televisive e radiofoniche del gruppo Mediaset non vale due minuti di Zelensky.

C’è Posta per Te contro la finale di Sanremo 2023: il thread di Caro Televip

#Sanremo2023 La Rai opera in regime di concorrenza. La cosa anomala è quando la concorrenza rinuncia a priori a contrapporre la propria programmazione titolare contro un programma imbattibile come il Festival di Sanremo.

Mediaset che trasmette #CePostaPerTe contro #Sanremo2023 è la dimostrazione che il mercato è vivo e lotta insieme a noi. La co-conduttrice a titolo gratuito di Sanremo 2017 Maria mangiacaramelle De Filippi che va in onda contro la finale del Festival è la dimostrazione che è diabolica.


Non ci sarà sfida negli ascolti perché i Festival di Amadeus volano ben oltre il 50% di share ma sapere che la De Filippi ringhia alle sue calcagna  è semplicemente meraviglioso. È una botta di adrenalina per chi come me crede nella controprogrammazione tv.

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Elezioni politiche 2022. Silvio Berlusconi in TV come nel 1994: il futuro può attendere.

Italia, anno 2022. Elezioni politiche anticipate previste per il 25 settembre. Silvio Berlusconi all’età di 85 anni si ricandida. A distanza di 28 anni dalla sua prima volta in politica, aspira ancora a rappresentare i suoi elettori in parlamento. Ripercorrere le sue vicissitudini politiche non è un esercizio che mi entusiasma. Così come vederlo, oggi, nei suoi videomessaggi in tutto uguali a quelli della sua prima discesa in campo.

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Celebrare i 20 anni di carriera di Michelle Hunziker con un “one woman show” in prima serata su Canale 5: gli standard qualitativi Mediaset viaggiano sulle montagne russe

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, qualsiasi tentativo da parte di Mediaset di riportare nella prima serata di Canale 5 i varietà al posto dei reality e della tv trash dovrebbe essere accolto positivamente. Già, dovrebbe. Ma se come esempio di varietà mi ritrovo a guardare lo show intitolato “Michelle Impossible”, allora ogni benevolenza viene meno.

Mercoledì scorso è andata in onda la prima puntata di quello che è stato definito “one woman show” ma che “one woman show” non è. Michelle Hunziker per lanciare il programma ha più volte ripetuto che “lo aspettava da vent’anni”. La sensazione netta che ho avuto è che nemmeno aspettando altri vent’anni, la carriera di Michelle Hunziker potrebbe aspirare ad uno show celebrativo in prima serata.

La tentazione di una rinuncia preventiva a guardare lo show l’ho avuta ma poi ha prevalso il mio sconfinato ottimismo e mi sono detto: dopo lo show di Claudio Baglioni, Uà-Uomo di varie età, Pier Silvio Berlusconi non può non avere stabilito quel livello come standard qualitativo di riferimento se davvero vuole proporre il grande varietà in prima serata su Canale 5.

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