Ve lo ricordate il no al confronto TV tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta? Valeva solo per la televisione tradizionale e non per la televisione sul web: oggi è andato in onda su Corriere TV.

Ho assistito al confronto tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta su Corriere TV on line quello che secondo @AGCOMunica non si può fare su @RaiUno @RaiPortaaPorta e francamente non riesco a capire la differenza. Anzi, no. Una differenza c’è.

Si alimenta il digital divide. Chi ha il collegamento internet di alto livello e gli apparecchi per utilizzarlo ha potuto seguire in diretta il confronto. Chi non ce l’ha al massimo potrà seguire le selezioni fatte dalle redazioni di tg e programmi.

Due cose completamente diverse. La diretta offre pienamente il senso delle domande, delle risposte, delle repliche. Per chi si occupa di comunicazione è davvero inspiegabile che il confronto vietato per Rai 1 è stato consentito per Corriere TV.

Qualcuno di @AGCOMunica è in grado di spiegarlo? La legge prevede una differenza tra i confronti televisivi a due in onda sulla televisione e quelli sul web? Gli italiani che hanno potuto seguire in diretta il confronto sul web sono cittadini privilegiati?

Il confronto è stato molto interessante. I due leader hanno espresso le proprie posizioni in porzioni di tempo da 2 minuti e 30 per le risposte alle domande e di 1 minuto e 30 per le repliche. Ci sono stati anche significativi momenti di botta e risposta .

Perché il pubblico televisivo di Rai 1 non potrà seguire lo stesso confronto il 23 settembre? Perché quel confronto è contro la par condicio e quello di oggi sul sito web del Corriere della Sera no? C’è ancora spazio per vedere un Meloni-Letta su Rai 1?

L’Autorità @AGCOMunica rilascerà un comunicato stampa per spiegare perché il confronto a due tra Enrico Letta e Giorgia Meloni è stato possibile su una televisione web Corriere TV e non sarà possibile sulla televisione di stato Rai 1?

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I leader politici in campagna elettorale scoprono TikTok ed il suo pubblico e ci giocheranno almeno fino al 25 settembre 2022

Con l’apertura degli account di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, possiamo dire che gli utenti di TikTok hanno due motivi in più per preoccuparsi sulla tipologia di contenuti che d’ora in poi verranno caricati sulla piattaforma social cinese.

Silvio Berlusconi nel suo primo video su TikTok, oltre a sembrare il figlio Pier Silvio che faceva la comparsa a Drive-In, spiega perché ha sentito la necessità di fare propaganda elettorale sul social musicarello e ballerino:

“Su questa piattaforma voi ragazzi siete presenti in oltre 5 milioni e il 60% di voi ha meno di trent’anni. Soffro di un po’ d’invidia ma vi faccio ugualmente tanti complimenti”.

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Mezz’ora in più Speciale elettorale di Lucia Annunziata: c’era una volta, anzi c’è, la tribuna elettorale di Jader Jacobelli

Ieri la Rai ha trasmesso nel pomeriggio domenicale di Rai 3 la prima puntata di Mezz’ora in Più Speciale, in modalità “tribuna”, che a me sembra tanto la copia dei format Tribuna Elettorale e Tribuna Politica che andavano in onda negli anni ’60 sulla Rai in bianco e nero. Davvero poche le differenze, praticamente nessuna se pensiamo che sono passati sessanta anni.

C’è meno distanza tra i 4 politici ed i 4 giornalisti che sono seduti al tavolone simbolo del programma. La moderatrice-conduttrice è in posizione centrale a testimoniare la sua equidistanza. A fare da scenografia ci sono due tribunette che ospitano altri candidati della lista protagonista del blocco.

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Elezioni politiche 2022: AgCom dice no ad un unico “faccia a faccia” finale tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta su Rai 1. Ora tutte le emittenti televisive rientrano in gioco. Ma i leader politici quanti e quali confronti tv accetteranno?

AgCom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) nella riunione del 24 agosto 2022 si è pronunciata a sfavore di un unico confronto tv tra i due candidati principali alle elezioni perché “risulta non conforme ai principi di parità di trattamento e di imparzialità dell’informazione”.

Quindi, ad oggi, non si farà l’annunciato confronto 1 contro 1 tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta organizzato da Rai 1 e previsto per il 22 settembre 2022 (il post di CaroTelevip del 21 agosto 2022). Bruno Vespa, che avrebbe dovuto moderarlo e che lo aveva lanciato in pompa magna, si è detto dispiaciuto.

Lui che una settimana fa usciva trionfante dall’annuncio del sì di Letta e Meloni oggi non è lo sconfitto dopo il no dell’AgCom. Ha comunque visto confermata la sua (e di Rai 1) importanza e autorevolezza da parte dei due leader che dopo le elezioni guideranno una delle coalizioni che governerà il Paese.

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Elezioni politiche 2022: il “faccia a faccia” finale tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta lo condurrà Bruno Vespa. Dopotutto, domani è un altro giorno.

Bruno Vespa con il suo Porta a Porta “speciale elezioni politiche 2022” condurrà la serata televisiva più attesa quella del 22 settembre in cui, a tre giorni dal voto, i leader dei partiti utilezzeranno i 30 minuti a disposizione per l’ultimo appello agli elettori. Tutti tranne due, Giorgia Meloni ed Enrico Letta che useranno le loro due mezz’ore per affrontarsi in un duello faccia a faccia di un’ora.

Bruno Vespa ha spiegato come si è arrivati a questa decisione:

“Nella prima serata del 22 settembre sono stati invitati Enrico Letta, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Giuseppe Conte, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Carlo Calenda. A ciascuno di loro è stata assegnata la possibilità di un’intervista di mezz’ ora. Ogni leader avrà il suo tempo preciso uguale per tutti. Letta e Meloni hanno deciso di utilizzare la loro mezz’ora per un confronto tra di loro che a quel punto diventa di un’ora. Un confronto all’americana moderato da me. Questo incontro, se vogliamo chiamarlo faccia a faccia, è frutto di un lungo lavoro iniziato subito dopo lo scioglimento delle Camere ed è il risultato di un accordo tra le due parti. Noi ospiteremo, come peraltro abbiamo sempre fatto, tutte le forze politiche, anche le più piccole, senza nulla togliere ad alcuno”.

(Da AdnKronos del 21/8/22 citando le dichiarazioni di Bruno Vespa al quotidiano La Stampa)

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L’equidistanza dai politici in campagna elettorale da parte del direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca: una fotografia in cui abbraccia Matteo Salvini.

Ieri alle ore 10 e 31 il sito Dagospia ha pubblicato un articolo di Giuseppe Candela corredato da una fotografia in cui il direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca posa insieme al politico Matteo Salvini mettendogli un braccio sulle spalle. Questa fotografia (scattata il 3 agosto scorso in piena campagna per le elezioni politiche 2022) fa un certo, brutto, effetto.

Per ricordarci che i direttori dei telegiornali Rai sono “in quota” alle forze politiche non c’è bisogno di una fotografia in cui li abbracciano. Però se quella foto è il risultato di una sorta di cercata ostentazione nel mezzo di una campagna elettorale, la situazione ti fa gridare: “DIMETTITI SUBITO!”.

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Elezioni politiche 2022: la tanto vituperata televisione è ancora indispensabile per i partiti, per i politici, per gli addetti ai lavori e anche per gli elettori.

La campagna elettorale 2022 non è ancora entrata nel vivo. È iniziata ed ha fatto i fuochi d’artificio interni alle varie forze politiche e alle probabili coalizioni ma ancora non siamo al culmine della tensione elettorale . Non appena saranno depositati i simboli e le liste dei candidati di ciascun partito si darà fuoco alle polveri ed esploderà. Le presenze televisive saranno sottoposte al meccanismo della par condicio, come scrive la Federazione Nazionale della Stampa sintetizzando il regolamento approvato da Agcom:

“La verifica riguarderà il tempo di parola dedicato alle diverse posizioni politiche nei notiziari e nei programmi di approfondimento informativo diffusi da ciascuna testata, tenuto conto del format, della periodicità di ciascun programma nonché della collocazione delle trasmissioni nelle diverse fasce orarie del palinsesto. In sede di valutazione si terrà conto anche del tempo di notizia fruito da ciascun soggetto politico”.

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Elisa Anzaldo del Tg1 e la battuta sui “peccati” di Giorgia Meloni: una leggerezza che non ti aspetti da un volto di punta della testata di punta del servizio pubblico Rai.

La rassegna stampa del mattino del Tg1 è uno spazio che la direttrice Monica Maggioni voleva rinforzare e far diventare un momento di tv all’americana. Finora le sta portando più polemiche che lodi. Prima il caso dei giornalisti big, conduttori del Tg1 delle ore 20, che hanno rifiutato di condurre la rassegna alle ore 6.30 una volta a settimana (si è scritto di Francesco Giorgino, Emma D’Aquino e Laura Chimenti). Ora il “casino” (o piccolo caso) della conduttrice del Tg1 delle ore 20 Elisa Anzaldo che, avendo accettato di condurre anche la rassegna stampa delle ore 6.30, ha fatto uno scivolone proprio in quello spazio lasciandosi scappare una battuta sulla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, in piena campagna elettorale per le elezioni politiche che potrebbero portarla a diventare la prima donna Presidente del Consiglio della storia della Repubblica Italiana.

Elisa Anzaldo nella rassegna stampa del Tg1 Mattina del 3/8/2022 ha scelto di commentare insieme al condirettore del Corriere dello Sport Alessandro Barbano la notizia sul fatto che Giorgia Meloni sarebbe stata di fede calcistica laziale e poi sarebbe diventata romanista.

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Elezioni politiche 2022. Silvio Berlusconi in TV come nel 1994: il futuro può attendere.

Italia, anno 2022. Elezioni politiche anticipate previste per il 25 settembre. Silvio Berlusconi all’età di 85 anni si ricandida. A distanza di 28 anni dalla sua prima volta in politica, aspira ancora a rappresentare i suoi elettori in parlamento. Ripercorrere le sue vicissitudini politiche non è un esercizio che mi entusiasma. Così come vederlo, oggi, nei suoi videomessaggi in tutto uguali a quelli della sua prima discesa in campo.

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Elezioni politiche anticipate: la stagione tv 2022-2023 ancora non è iniziata ed è già “tutta” da riscrivere.

Nel panorama dei problemi mondiali che stiamo vivendo, la sorte della stagione televisiva italiana 2022/2023 è da ritenersi insignificante ma sul tema mi concedo di scrivere “due righe due” da ombrellone.

Il 25 settembre 2022 in Italia si voterà per le elezioni politiche anticipate. La stagione televisiva 2022/2023 non è ancora iniziata ed è già “tutta” da riscrivere. Se la legislatura fosse terminata a scadenza naturale (primavera 2023) la suddetta stagione sarebbe stata pressoché salva.

L’anomalia di una campagna elettorale estiva con voto e formazione di un nuovo parlamento e di un nuovo governo in autunno è devastante per chi, a qualsiasi livello ed in qualsiasi ruolo, farà televisione da oggi fino a maggio 2023. Tutte le emittenti, non solo la Rai, avranno un posto in prima fila nelle incertezze della prossima stagione televisiva.

Quando sembrerà “tutto” finito, inizierà “tutto” di nuovo.

Il cittadino che nei prossimi due mesi avrà un posto in prima fila sul pennone più alto dei vessilli elettorali, da telespettatore subirà l’ennesimo appiattimento verso il basso dell’offerta televisiva.

Non sarà la televisione a darci un minimo di sollievo per aiutarci a superare uno dei momenti più difficili della storia d’Italia caratterizzata da una classe politica di livello bassissimo.